Ieri alla riunione del preconsiglio dei ministri è stato approvato il decreto legge che smantellerà il servizio di protezione civile indispensabile alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità trasformandola in una SPA e mortificando la professionalità e la dedizione di centinaia di lavoratori ai quali, in virtù di tale arbitraria trasformazione, vengono precluse tutte le dovute garanzie circa la stabilità del posto di lavoro, condanna i co.co.co ad una vita di precari, mantiene in vita il ruolo speciale di protezione civile solo per consentire assunzioni e promozioni a dirigente di natura marcatamente clientelare, affida ad una SPA tutte le competenze della protezione civile con un sibillino richiamo a generici "servizi strumentali" per garantire una fantomatica "economicità e tempestività degli interventi", quando l'Abruzzo sta lì a dimostrare che si sono spesi molto più soldi allorquando si è deciso di abolire la fase dei prefrabbricati/casette di legno.
A parte l'aspetto emergenza rifiuti pur contenuto nel decreto in via di approvazione, non si riesce a comprendere tutta questa urgenza per "riformare" il Dipartimento escludendo il Parlamento, gli Enti Locali, le Regioni dalla discussione. E poi siamo ancora in attesa di avere una risposta a quanto è stato riportato su alcuni organi di stampa qualche giorno fa: "le risorse per finanziare tutta questa operazione sono quelle destinate all'Abruzzo"?
Roma, 2 dicembre 2009
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