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DISOCCUPATO

Sono considerati disoccupati, tutti coloro che sono in cerca di occupazione e che hanno svolto concrete azioni di ricerca del lavoro nei 30 giorni precedenti la rilevazione ISTAT. All'interno della nozione di disoccupazione in senso lato troviamo tre sottosistemi: disoccupati in "senso stretto", coloro che avevano un lavoro ma lo hanno lasciato o perso e ne stanno cercando un altro delle persone in cerca di prima occupazione (o inoccupati), che comprende, oltre a chi non ha mai lavorato, anche chi ha abbandonato un'attività e la ricerca di una nuova da almeno un anno
Perdita dello stato di disoccupazione. Con la riforma del mercato del lavoro cambiano i criteri di accertamento dello stato di disoccupazione. In primo luogo lo svolgimento di attività lavorativa tale da assicurare un reddito annuale non superiore al reddito minimo esente da imposizione non consente più la conservazione dello stato di disoccupazione. Inoltre, il rifiuto senza giustificato motivo di una congrua offerta di lavoro a tempo pieno e indeterminato o determinato o di lavoro temporaneo nell'ambito dei bacini, distanza del domicilio e tempi di trasporto con mezzi pubblici, stabiliti dalle Regioni, implica, in ogni caso, la perdita dello stato di disoccupazione.
Anche in caso di lavoro subordinato di durata inferiore a 6 mesi comporta la sospensione della disoccupazione.
Azioni attive. I centri per l'impiego (vedi) effettuano, al fine di favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, politiche attive:

FONTI DI RIFERIMENTO

 D.lgs 21 aprile 2000 n. 181


 Art.1 Finalità e definizioni
1. Le disposizioni contenute nel presente decreto stabiliscono:
a) i princìpi fondamentali per l'esercizio della potestà legislativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di revisione e razionalizzazione delle procedure di collocamento, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, in funzione del miglioramento dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro e con la valorizzazione degli strumenti di informatizzazione;
b) i princìpi per l'individuazione dei soggetti potenziali destinatari di misure di promozione all'inserimento nel mercato del lavoro, definendone le condizioni di disoccupazione secondo gli indirizzi comunitari intesi a promuovere strategie preventive della disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata.
2. Ad ogni effetto si intendono per:
a) «adolescenti», i minori di età compresa fra i quindici e diciotto anni, che non siano più soggetti all'obbligo scolastico; 
b) «giovani», i soggetti di età superiore a diciotto anni e fino a venticinque anni compiuti o, se in possesso di un diploma universitario di laurea, fino a ventinove anni compiuti, ovvero la diversa superiore età definita in conformità agli indirizzi dell'Unione europea;
c) «stato di disoccupazione», la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti;
d) «disoccupati di lunga durata», coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un'attività di lavoro autonomo, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi o da più di sei mesi se giovani;
e) «inoccupati di lunga durata», coloro che, senza aver precedentemente svolto un'attività lavorativa, siano alla ricerca di un'occupazione da più di dodici mesi o da più di sei mesi se giovani;
f) «donne in reinserimento lavorativo», quelle che, già precedentemente occupate, intendano rientrare nel mercato del lavoro dopo almeno due anni di inattività;
g) «servizi competenti», i centri per l'impiego di cui all'articolo 4, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, e gli altri organismi autorizzati o accreditati a svolgere le previste funzioni, in conformità delle norme regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano

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