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MALATTIA PROFESSIONALE

Sono una dipendente statale e mi è stata riscontrata la sindrome del tunnel carpale. Mi è stato detto che tale patologia rientra nell'elenco delle malattie professionali. Vorrei sapere se è meglio fare la denuncia di malattia professionale oppure quella della causa di servizio e in cosa consiste la differenza tra le due. Come dovrei fare per effettuare tali denunce?

 

 

Si conferma che la sindrome del tunnel carpale rientra tra le patologie comprese nell'elenco delle malattie professionali approvato con il decreto ministeriale del 9 aprile 2008. Tale decreto ha aggiornato le tabelle delle malattie professionali inserendovi anche quelle muscolo-scheletriche, tra le quali è ricompresa la sindrome del tunnel carpale. La circolare Inail n. 47 del 24 luglio 2008 afferma che la presunzione legale di origine delle malattie professionali (anche quelle muscolo-scheletriche) operi quando l'adibizione alle lavorazioni indicate avvenga in maniera non occasionale e/o prolungata. Al riguardo, secondo l'insegnamento della Corte di cassazione, l'adibizione alla lavorazione può ritenersi non occasionale quando costituisca una componente abituale e sistematica dell'attività professionale dell'assicurato e sia dunque intrinseca alle mansioni che lo stesso è tenuto a prestare. Accanto al requisito della non occasionalità, le previsioni tabellari richiedono che l'assicurato sia stato addetto alla lavorazione in maniera prolungata ossia in modo duraturo, per un periodo di tempo sufficientemente idoneo a causare la patologia. Si tratta di una novità rilevante perché il lavoratore affetto da una patologia cosiddetta "tabellata", per ottenere il riconoscimento ai fini dell'indennizzo da parte dell' Inail, non ha più, come avveniva in precedenza (quando la patologia non era inserita in " Tabella"), l'obbligo di dimostrare l'esistenza di un nesso causale tra l'attività svolta e la patologia. Adesso, il riconoscimento diventa automatico se il lavoratore ha effettuato (in maniera non occasionale e/o prolungata) le lavorazioni descritte nelle tabelle Inail. Il percorso per il riconoscimento delle patologie muscolo-scheletriche si inverte e, in caso di dubbio, spetta all' Inail contestare la presunzione legale d'origine professionale della patologia denunciata dimostrando, inequivocabilmente, che il lavoratore sia stato addetto in maniera sporadica o occasionale alla mansione o alla lavorazione tabellata, ove specificamente indicate; che il lavoratore sia stato concretamente esposto all'agente patogeno connesso alla lavorazione tabellata in misura non sufficiente a cagionare la patologia e, infine, che la malattia sia riconducibile ad altra causa di origine extralavorativa. Ciò premesso, in merito alla eventuale alternativa tra presentare denuncia di malattia professionale all' Inail o avanzare domanda per il riconoscimento della causa di servizio all'amministrazione pubblica di appartenenza, si richiama la disposizione introdotta dall'articolo 6 del decreto legge n. 201/2011 (6 dicembre 2011). Tale norma ha stabilito che la competenza in materia di tutela delle infermità dipendenti da causa di servizio è demandata, ove previsto, all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali gestita dall' Inail e ha abrogato gli istituti dell'accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata. Il riconoscimento dell'equo indennizzo e della pensione di privilegio continuano invece ad essere disciplinati dalla normativa previgente per il personale appartenente alle Forze armate (Esercito, Marina e Aeronautica), all' Arma dei carabinieri, alle Forze di polizia a ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Polizia penitenziaria) e militare (Guardia di finanza), al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e soccorso pubblico. La normativa previgente all'entrata in vigore del decreto legge 201/2011 continua a esplicare i suoi effetti anche per i procedimenti di riconoscimento dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata già avviati alla data del 6 dicembre 2011; nei casi in cui non siano scaduti i termini per la domanda di prestazione per il personale cessato dal servizio alla data del 6 dicembre 2011 e nelle ipotesi di procedimenti avviabili d'ufficio relativi a eventi intervenuti anteriormente al 6 dicembre 2011. Infine, per quanto concerne le modalità di trattazione di una pratica di malattia professionale, si fa presente che il certificato medico di malattia professionale, deve essere inoltrato all' Inail per il riconoscimento di una malattia professionale e, contestualmente, dello stato di inabilità temporanea assoluta al lavoro eventualmente da questa derivato. L'ultimo comma dell'articolo 52 del Testo unico approvato con decreto del presidente della Repubblica n. 1124/1965 precisa che: «... La denuncia della malattia professionale deve essere fatta dall'assicurato al datore di lavoro entro il termine di giorni quindici dalla manifestazione di essa sotto pena di decadenza dal diritto all'indennizzo per il tempo antecedente la denuncia». Tale incombenza si intende assolta presentando al datore di lavoro la copia del certificato medico. Il successivo articolo 53 del citato Testo unico detta le norme cui deve attenersi il datore di lavoro una volta ricevuta la copia del certificato medico: « La denuncia delle malattie professionali deve essere trasmessa sempre con le modalità di cui all'articolo 13 dal datore di lavoro all' Istituto assicuratore, corredata da certificato medico, entro i cinque giorni successivi a quello nel quale il prestatore d'opera ha fatto denuncia al datore di lavoro della manifestazione della malattia». Come si evince, dunque, esistono obblighi di legge ai quali si devono attenere sia il datore di lavoro che il medico ai fini di una corretta trattazione da parte dell' Inail di tali fattispecie. Tornando al caso specifico del lettore, si può dire che la sindrome del tunnel carpale può essere riconosciuta come malattia professionale. Considerate le mansioni che in genere svolge il bidello, tale patologia difficilmente potrà essere trattata come "malattia tabellata"; di conseguenza, è rimessa alla valutazione medico legale dell' Inail la verifica della correlazione con il lavoro. Il medico Inail valuterà non solo la documentazione relativa all'accertamento della patologia, ma effettuerà anche un'attenta anamnesi lavorativa, accertando le mansioni specifiche svolte dal tecnopatico.

 
 
 
 

 
 
 


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