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Pensioni, campagna 'Prendi l'Ape sociale prima che voli'


Iniziativa Inca con Fp Cgil sull'anticipo pensionistico agevolato che dovrebbe debuttare il primo maggio   


'Prendi l'Ape sociale... prima che voli'. Parte la campagna di informazione sull'anticipo pensionistico agevolato (cosiddetto Ape sociale) rivolto ad alcune specifiche categorie di lavoratori, particolarmente svantaggiate, e che salvo sorprese dovrebbe debuttare il primo maggio.  
L'intenzione del governo, che a breve dovrebbe emanare il decreto attuativo, è di consentire l'inoltro delle richieste entro e non oltre il 30 giugno. Dunque, ci sono solo due mesi di tempo (dal 1° maggio al 30 giugno) per fare tutte le verifiche sulle posizioni assicurative individuali, per completare l'iter procedurale e per ottenere, infine, la certificazione del diritto da parte di Inps, al quale è delegato il compito anche di controllare che la spesa complessiva non superi lo stanziamento di 300 milioni di euro, previsto nella legge di Bilancio per il 2017.  
Solo quando saranno resi noti i risultati del monitoraggio e se rimarranno risorse non utilizzate, l'Inps potrebbe esaminare le domande presentate successivamente al 30 giugno e fino al mese di novembre. Una eventualità e non una certezza, dunque, che fa diventare l'Ape sociale una occasione da prendere quasi al volo, come recita la campagna di comunicazione predisposta da Inca, con specifiche per la Fp Cgil, "Prendi l'Ape... prima che voli".   L'Anticipo pensionistico agevolato, infatti, a differenza dell'Ape volontaria, non comporta alcun onere per i lavoratori e le lavoratrici interessati ed è sostanzialmente una forma di flessibilità di uscita dal lavoro, ma non è generalizzata. Le platee coinvolte sono sostanzialmente divise in due tronconi, fermo restando, per entrambi, il requisito anagrafico di 63 anni entro il 2017.  
Il primo investe coloro che risultano disoccupati e senza ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi, i lavoratori o lavoratrici che assistono da almeno 6 mesi coniuge, genitore o figlio/a conviventi in condizione di handicap grave e gli invalidi civili, con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Per tutti, oltre al requisito anagrafico di 63 anni, è necessario aver maturato 30 anni di versamenti contributivi.  
Il secondo filone comprende, invece, lavoratori e lavoratrici che svolgono attività gravose e pesanti, quali sono al momento, per quanto riguarda la nostra categoria: infermieri e ostetriche ospedalieri adibiti a turni, addetti alla cura e assistenza di persone non autosufficienti, insegnanti dei nidi e delle scuole di infanzia e operatori ecologici. In questi casi, però, oltre ai 63 anni di età, bisogna aver maturato 36 anni di anzianità contributiva, di cui 6, in via continuativa, in una di queste attività.  Le specificità sono tali da rendere molto complicata l'operazione. Da qui la campagna di informazione dell'Inca Cgil perché le lavoratrici e i lavoratori interessati possano rivolgersi fin da subito alle strutture territoriali del patronato della Cgil per avere tutte le informazioni necessarie. Altre informazioni su www.inca.it.    

 
 
 
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