INPS – Vigilanza – Fatti non promesse

15 Gennaio 2018

Si è svolto nella giornata del 11 gennaio il tavolo avente ad oggetto le problematiche dell’attività di vigilanza.
All’incontro ha partecipato anche la D.G., che ha aperto l’incontro precisando che la vigilanza, nel 2017, ha complessivamente raggiunto gli obiettivi fissati.
Sul DM Poletti di assegnazione dei fondi di missione, la cui attuazione verrà posticipata di 6 mesi, ha poi precisato che loro si sono dovuti attenere a una norma e che ritiene che, essendo INL una realtà, gli ispettori Inps ne saranno sempre più attratti nell’orbita.

Come Cgil abbiamo subito preso la parola per evidenziare che l’istituto non ha dimostrato l’attenzione che la vigilanza meritava fin dallo scorso anno, finendo anche per contrapporre vigilanza ispettiva e documentale. Abbiamo ricordato che, esattamente un anno fa, evidenziammo al Presidente che l’Istituto si stava assumendo una gravissima responsabilità nel considerare gli ispettori non più come propri dipendenti.
Così, abbiamo ricordato di dirigenti territoriali che già lo scorso anno avevano tolto postazioni agli ispettori, non ritenendoli più propri dipendenti. Anche grazie alla nostra segnalazione, quei casi rientrarono.

Ma abbiamo anche rammentato che in più occasioni, quest’anno l’Istituto avrebbe potuto lanciare segnali di attenzione al personale ispettivo, che sono purtroppo mancati: sul cambio di profilo ci è stato risposto di no, come sui trasferimenti, come anche sulla proposta di codificare un orario di lavoro flessibile e sul superamento del Messaggio Hermes n. 4232/2016, ora riproposto anche in alcune Regioni.

Quanto ai risultati della vigilanza, seppur sia vero che nel complesso sono stati raggiunti, è altrettanto vero che vi sono territori molto al di sotto degli obiettivi e su quello si sarebbe potuto intervenire per tempo.

Ricordando che, a differenza di altre sigle, noi possiamo permetterci di parlare lo stesso linguaggio a tavoli sindacali e a interlocutori diversi, abbiamo ribadito la nostra contrarietà a un INL a costo zero, perché gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: guerre tra lavoratori, tra Amministrazioni e una riduzione della presenza sul territorio della vigilanza sul mercato del lavoro globalmente intesa.

Proprio per questo, fummo noi soli a porre la questione del DM Poletti al tavolo dell’INL, evidenziando tutti i problemi che un decreto simile avrebbe posto,soprattutto sugli ispettori degli Enti e chiedendo ai vertici dell’INL di non dare esecuzione al decreto, essendo prima necessaria un’interlocuzione con gli Enti.

Come FP CGIL abbiamo ripetutamente detto che non accettiamo e non accetteremo operazioni da finti “Robin Hood”. Tuttavia, visto che le strumentalizzazioni ad uso elettorale e le “fake news” vanno molto di moda, lo scriviamo a chiare lettere: i soldi dei lavoratori dell’INPS debbono restare a loro e non siamo d’accordo a ridurli per aumentare le pur legittime aspettative e rivendicazioni di altri lavoratori.
Quello che chiediamo da tempo è l’assegnazione di risorse nuove a questo nuovo soggetto, se lo si vuol fare funzionare sul serio e se si vuole sanare la sperequazione esistente tra lavoratori.

Come FP CGIL fummo i primi, lo scorso anno, a proporre un tavolo sindacale unitario, con tutte e tre le Amministrazioni e con tutte le sigle sindacali coinvolte,per evitare che tutti gli attori coinvolti (di parte datoriale e sindacale) dicessero cose diverse a seconda del tavolo sindacale. Abbiamo sperimentato l’utilità di quei tavoli e per questo, come già abbiamo fatto giorni fa all’INL, abbiamo chiesto anche ai vertici dell’INPS un tavolo sindacale unitario, anzitutto per sapere con urgenza dai tre Enti come intendono gestire la funzione di vigilanza sul mercato del lavoro, perché non ci è piaciuto affatto il modo in cui è stata “gestita” nel 2017.

A quest’ultimo proposito, abbiamo anche ricordato che le commissioni di coordinamento regionale della vigilanza non sempre funzionano e non esercitano la valenza strategica e programmatica che dovrebbero avere. Anche su questo, Inps dovrebbe far sentire la propria voce.

Da ultimo, nel corso della discussione siamo tornati a ribadire la necessità che l’Istituto lanci un concreto segnale di attenzione verso i propri lavoratori, superando subito il messaggio Hermes n. 4232/2016. Prendiamo atto dell’impegno e della disponibilità assunti dalla D.G. e attendiamo i fatti.

Roma, 15 gennaio 2018

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL INPS
Matteo Ariano

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