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FP CGIL: un progetto europeo per Vigili del Fuoco dell'Area del Mediterraneo

di Franco Moretti, coordinamento nazionale vigili del fuoco FP CGIL

Il 22 agosto 2008 la Direzione generale per il lavoro, gli affari sociali e pari opportunità della Commissione europea ha approvato il progetto informativo formativo "Health and safety strategy for firefighters in the European mediterranean area" (Salute e sicurezza, strategia per i vigili del fuoco nell'area mediterranea europea ) destinato alle rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco che oltre all'obiettivo dichiarato nel titolo di tutelare salute e sicurezza si propone di migliorare le condizioni di lavoro e la qualità del servizio riducendo i costi sociali di incidenti e calamità.

Si tratta di un percorso formativo/informativo elaborato e presentato dalla Federazione Nazionale della FP-CGIL e la cui approvazione è stata, ovviamente, accolta con grande soddisfazione.

Il lavoro è stato il frutto di una lunga e produttiva cooperazione tra l'Ufficio Internazionale e il Coordinamento dei Vigili del Fuoco della Federazione, partito dall'idea che quei principi stabiliti dalla "Carta dei diritti dei Vigili del Fuoco Europei", approvata dall'EPSU, la Federazione sindacale europea dei servizi pubblici, il 27 ottobre 2007, per essere fruibili non possano costituire solo un bel libro dei sogni di chi fa un mestiere difficile, quanto usurante e rischioso, da rilegare e da mettere in bella mostra nelle nostre biblioteche, ma debbano diventare patrimonio dei rappresentanti e delegati sindacali dei paesi europei, a maggior ragione di quelli più arretrati sotto il profilo dello sviluppo industriale e delle conquiste del mondo del lavoro.

Quindi, partendo dal riconoscimento del valore sociale dei vigili del fuoco e dall'esigenza di migliorare le condizioni professionali, sia in materia di diritti e tutele, che economiche, ovvero valorizzare i lavoratori, riducendone, nel contempo, rischi e disagi, non potrebbe che aumentare la qualità del servizio e, considerati i pericoli insiti nell'elevata antropizzazione, cioè il processo mediante il quale l'uomo modifica l'ambiente naturale, per renderlo più consono ai propri fini dei paesi europei, elevare gli standard di protezione e salvaguardia dei cittadini e dell'ambiente.
E se si condivide, appunto, il pensiero per il quale, più l'operatore è sicuro, sereno e soddisfatto per le condizioni del proprio lavoro, maggiori saranno i benefici per le comunità e per coloro che le rappresentano, tanto più sarà fondamentale, quanto necessaria, una rappresentanza sindacale capace e qualificata.

Pertanto, il primo approccio, misurato sulle dinamiche emergenziali specifiche dell'attività dei Vigili del fuoco, ha trovato un terreno quasi obbligato nelle catastrofi ambientali causate dai grandi roghi dell'estate del 2007, che solo in Grecia hanno causato oltre 60 morti, qualche unità in Italia e molti altri nei paesi dell'area del Mediterraneo e distrutto ingenti patrimoni ambientali, i quali hanno stimolato già l'UE a pensare a forme di collaborazione permanenti tra stati membri per dare vita a una interforze di lavoratori dei servizi antincendi d'Europa, come ad esempio i progetti "EU fire 4 e 5".

Non solo gli incendi boschivi, ma anche le frequenti calamità naturali i cui effetti si abbattono sulle popolazioni, spesso in maniera disomogenea, a seconda del grado di efficienza ed efficacia del servizio dei vigili del fuoco, ci hanno indotto a ritenere utile la collaborazione tra rappresentanze sindacali operanti nei paesi dell'area Mediterranea ed in particolare a quelli che hanno aderito per ultimi all'UE o quelli che hanno avanzato istanza per farlo e per questo abbiamo pensato oltre che alla Spagna anche al Portogallo, oltre che alla Grecia anche a Malta, alla Slovenia e alla Croazia.
Ebbene, è stato sorprendente scoprire, fin dal primo approccio, l'entusiasmo con il quale le pur sparute rappresentanze di quei paesi hanno accolto l'idea di un'azione rivolta al loro mondo del lavoro, anche se limitato ai Vigili del Fuoco, e questo ovviamente accresce le nostre responsabilità, quale paese organizzatore, nei loro confronti per fare in modo che questa disponibilità non si disperda nelle ovvie difficoltà che si rincontreranno per dare continuità alla partecipazione.

Per tornare alle modalità del percorso formativo, questo si baserà innanzitutto sullo scambio di notizie riguardanti lo stato del servizio e le condizioni di lavoro e di esperienze dal vivo attraverso tre fasi di confronto nel corso delle quali si incontreranno i rappresentanti sindacali provenienti da Croazia, Grecia, Italia, Malta Slovenia, Spagna e Portogallo.

La I fase, preparatoria, si è già svolta a Roma, il 21 ottobre 2008 e ha avviato la prima conoscenza tra i paesi partecipanti, la formazione di un gruppo ristretto di direzione del progetto (steering committe) attraverso il quale un esperto veicolerà la ricerca specifica sulle condizioni del servizio e di lavoro nei singoli stati dell'area mediterranea.

La II fase, centrale e fondamentale del progetto di scambio di esperienze e crescita delle capacità dei delegati sindacali, consiste in due Workshop.

Il 1° Workshop si terrà a Roma nella struttura nazionale dell'ISA (Istituto Superiore Antincendi) nei giorni del 19 e 20 marzo 2009.
Questo è l'evento centrale del percorso formativo, dove, grazie anche alla ricettività alta della struttura, si tenterà di dar vita ad un grande incontro di delegati sindacali dei vigili del fuoco europei, con la partecipazione straordinaria di altri sindacati europei e in particolare del Regno Unito, il quale, lo ricordiamo, ha avuto un ruolo trainante nell'estensione della "Carta dei diritti dei vigili del fuoco europei", oltre a dirigenti ed esperti delle organizzazioni europee che gestiscono il servizio pubblico.

Il 2° Workshop si svolgerà in Spagna in maggio 2009, dove i delegati approfondiranno ulteriormente le conoscenze acquisite nel 1° Workshop, dando una veste compiuta all'esperienza maturata e alle conoscenze sulle materie della contrattazione e consultazione, da utilizzare ciascuno nei propri paesi di provenienza.

La III fase si svolgerà, a fine giugno in Slovenia dove i delegati si incontreranno per la valutazione dei risultati ottenuti con il progetto e per la stesura di un documento nel quale si evidenziano gli strumenti forniti ai delegati sindacali per rinforzare il sistema dei diritti del lavoro.

A quel punto saranno terminate le occasioni d'incontro e scambio di formazione/informazione e il progetto avrà modo di verificare la durevolezza dell'impatto nel tempo con il trasferimento dei risultati ottenuti nell'attività istituzionale stessa delle organizzazioni sindacali dei paesi partecipanti.


 
I partner
 
La prima riunione
Il primo Workshop
Il secondo Workshop
La Riunione finale
I documenti generali
 

Roma, 19-20 marzo 2009

Spagna, maggio 2009

Slovenia, luglio 2009

 

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