Sulla povertà Brunetta vaneggia, qualcuno lo riporti in questo mondo. Comunicato stampa di Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL Nazionale

18 Luglio 2011

Sulla povertà Brunetta vaneggia, qualcuno lo riporti in questo mondo. Comunicato stampa di Carlo Podda Segretario Generale FP CGIL Nazionale

Il Ministro Brunetta, rispondendo oggi a Massimo Gramellini su “La Stampa”, ribadisce la sua tesi sulla povertà in Italia, secondo la quale gli italiani starebbero meglio, grazie a bassa inflazione ed aumenti dei salari. Brunetta continua a fare il giocoliere, utilizzando i numeri come strumenti di propaganda. Un Ministro della Repubblica dovrebbe evitare toni tanto trionfalistici nei giorni in cui si apprende che il nostro Pil subisce una flessione del 6%, registrando una diminuzione tra le più alte in Europa, seconda solo a quella della Germania. Ci stupisce quanto un esperto economista come Brunetta possa banalizzare ed eludere dati così evidenti.

I dati sulla povertà, che saranno pure “vecchi” di più di un anno, ci parlano di quasi 2,5 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta, e di oltre 7,5 milioni in una situazione di povertà relativa. Come lo stesso Governatore di Bankitalia Draghi ha di recente sottolineato, i segnali che giungono dal mondo del precariato e la pesante crisi industriale non fanno che aggravare una situazione già di per sé allarmante (“I lavoratori in Cassa Integrazione e coloro che cercano una occupazione sono già oggi intorno all’8,5 per cento della forza lavoro, una quota che potrebbe salire oltre il 10: proseguirebbe la decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi, nonostante la forte riduzione dell’inflazione” aveva sostenuto Mario Draghi).

Nella sua risposta a Gramellini poi Brunetta fa un passaggio sgradevole (“se, per incontrare dipendenti, casalinghe e pensionati egli si reca in un supermercato, trovandoli per giunta numerosi, a parte ogni altra considerazione, è segno che non sono ridotti alla fame”), che evidenzia l’incapacità di comprende i fenomeni sociali in atto. Non crediamo ci sia bisogno di vedere i pensionati ed i lavoratori dipendenti ridotti alla fame per comprendere l’allarme sociale vissuto dal paese.

Roma, 11 Giugno 2009

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto