La nostra famiglia

Dopo la iniziale pubblicazione del dispositivo del 13 maggio in cui alla lavoratrice iscritta Fp Cgil il giudice riconosceva il diritto al giusto CCNL, ossia quello della “Sanità Privata”, riconquistato dopo 14 anni di lotte e che la Associazione “la Nostra Famiglia” aveva disapplicato unilateralmente per l’applicazione di un un CCNL non sottoscritto da Fp Cgil, con orario maggiore e salario inferiore, sono state rese note anche le motivazioni addotte dal giudice.

Esprimiamo una grande soddisfazione perché nella sentenza pubblicata si ribadiscono alcuni fondamentali principi richiamando la granitica giurisprudenza che acclara in maniera ancor più limpida “l’infondatezza della pretesa datoriale di applicare il CCNL CDR, anziché il CCNL Sanità privata”; ad essere censurato è l’operato dell’azienda ed è confermato che il contratto applicabile ai Cdr che alla sottoscrizione della preintesa e prima della stipula dei CCNL separati Aris-Aiop, rimane quello della sanità privata e lo è a maggior ragione per gli iscritti alla Cgil che gli altri contratti non li aveva sottoscritti. Il Giudice analizzando il caso del singolo lavoratore effettua una valutazione giuridica completa della scelta unilaterale aziendale di cui sancisce chiaramente la illegittimità.

Aggiunge il giudice, e questo ci da ancora più forza in questa battaglia, che il recesso da un contratto è facoltà esclusiva in capo alle organizzazioni sindacali stipulanti i contratti e che il datore di lavoro non può agire unilateralmente, e nel caso della sentenza in favore della lavoratrice iscritta alla FP CGIL il Ccnl espressamente richiamato all’atto della stipula del contratto di lavoro era quello della sanità privata e per tali ragioni ne vale l’ultrattività. Il Giudice precisa chiaramente come l’azienda ha come unica possibilità (ciò che del resto ha fatto concretamente) quella di disapplicare il CCNL e non quella di recedere dal contratto collettivo, contrariamente a quanto sino ad oggi sostenuto dal datore di lavoro.

La coerenza e la lotta pagano, ai nostri iscritti siamo riusciti a garantire il Diritto al giusto CCNL, questo ci rafforza nella vertenza nazionale per contrastare il dumping in questo settore.

Come se non bastasse nella motivazione della sentenza si legge: “il contratto collettivo di diritto comune ha efficacia vincolante limitatamente agli iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti e a coloro che abbiano espressamente o implicitamente aderito al contratto stesso, sicché la prossimità dell’attività esercitata dall’imprenditore non è elemento vincolante per determinare l’applicabilità di questo o quel CCNL che si voglia scegliere per disciplinare il rapporto di lavoro.”  C’è spazio quindi per una politica di riduzione del numero dei CCNL e di limitare l’unilateralità nella disdetta dei contratti da parte dei datori di lavoro che guardano al risparmio del costo del lavoro e non alla valorizzazione professionale dei dipendenti.

L’associazione la Nostra Famiglia viene condannata a corrispondere alla lavoratrice le differenze retributive, e il ripristino dell’applicazione del CCNL sanità privata. 

L’associazione dovrebbe riflettere e tornare sui suoi passi, ridare dignità alle lavoratrici e i lavoratori dell’associazione applicandogli il CCNL sanità privata. Noi non ci fermeremo, abbiamo raccolto oltre 400 adesioni al contenzioso, la dignità del lavoro è più forte del profitto.

Prosegue la trattativa per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, ieri nuovo confronto in Aran.
Prossimi appuntamenti il 2 e 3 agosto, leggi il resoconto nel nostro comunicato.

Si è svolta nella giornata di ieri (martedì 26 luglio) la riunione per tentare di chiudere il CCNL 2019-2021 per i lavoratori dell’edilizia residenziale pubblica le cui aziende o società aderiscono a Federcasa.
La parte datoriale si è impegnata a riconvocare il tavolo la prima settimana di settembre per tentare di chiudere la trattativa non assicurando alcuna certezza rispetto all’accordo del 16 giugno.
Le OO.SS. visto il perdurare della situazione e la violazione del principio delle buona fede in capo ai negoziati svolti, si sono riservate nei prossimi giorni di valutare tutte le iniziative del caso non escludendo in caso d’inerzia anche forme di mobilitazione.

Leggi il resoconto del confronto nel nostro comunicato.

Al centro della mobilitazione contrasto a processo di privatizzazione, più risorse e assunzioni

Grande presidio oggi delle lavoratrici e dei lavoratori civili del Ministero della Difesa, ottenuto un incontro col capo di gabinetto, e i suoi collaboratori, del dicastero guidato da Lorenzo Guerini sui temi al centro della mobilitazione. “Esprimiamo un giudizio interlocutorio rispetto al confronto che abbiamo avuto oggi coi vertici del Ministero, nella consapevolezza che la fase politica che stiamo attraversando impedisce l’assunzione di impegni istituzionali”, affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa al termine della riunione in via XX settembre.

Rimangono attuali tutte le nostre rivendicazioni, che sono alla base di una mobilitazione che prosegue, e che poniamo anche al centro dell’attenzione politica: “No alla privatizzazione selvaggia del Ministero con aumento dei costi per la collettività – elencano i sindacati -; no a concorsi fantasma o di facciata per poche unità; no alle lentezze di un sistema che tende a conservare privilegi per i militari e a discriminare la componente civile in tutti gli ambiti, compresa la protezione sociale”. Su questi punti la mobilitazione andrà avanti nei prossimi mesi, fanno sapere Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “perché con l’impegno sindacale, il sostengo delle lavoratrici e dei lavoratori, e il confronto coi vertici del Ministero della Difesa i risultati, come dimostrano quelli recentemente ottenuti, sono raggiungibili e tangibili per i dipendenti del dicastero”.

Tra le rivendicazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa per il Ministero della Difesa, che consegnano alle forze politiche già a partire dalla prossima legge di bilancio: “Un piano straordinario di assunzioni di almeno 9.000 unità, per le quali sono già disponibili risorse e norme. Trasparenza sugli organici e nelle relazioni sindacali, ostaggio di poteri che appartengono ad un passato anacronistico. La riassegnazione dei 21 milioni di euro da destinare non ad una indennità, ma al Fondo Risorse Decentrate, per garantire le attività di supporto allo strumento militare, da individuare subito nel decreto Aiuti Bis in discussione in Parlamento. L’applicazione immediata degli istituti del nuovo contratto delle Funzioni Centrali, a partire dal Regolamento del Lavoro Agile, pronto da mesi ma perduto tra i meandri di articolazioni dell’A.D. che ne ritardano colpevolmente la pubblicazione. Dignità e chiarezza per i lavoratori dell’Agenzia Industria Difesa”, concludono.

 

Servono assunzioni e investimenti, Amministrazione impassibile a richieste lavoratori

Stato di agitazione nazionale dei Vigili del Fuoco proclamato da Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf. In una lettera inviata alla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, e ai vertici del Dipartimento, i rappresentanti nazionali delle tre sigle sindacali, Mauro Giulianella (Fp Cgil Vvf), Massimo Vespia (Fns Cisl) e Franco Giancarlo (Confsal Vvf), scrivono: “Abbiamo più volte manifestato l’esigenza, oramai improcrastinabile, di ottenere stanziamenti specifici indirizzati ad incrementare gli organici del Corpo, in atavica carenza sia nel settore operativo, sia in quello del Ruolo Tecnico Professionale”.

Ma, osservano ancora i tra dirigenti sindacali, “alle promesse non sono seguiti i fatti. L’assenza di due direttori centrali, quello delle risorse umane e dell’amministrazione generale, oltre all’ormai prossima uscita per collocamento a riposo del direttore della difesa civile, rappresentano una condizione senza precedenti. Il personale, anche in questi giorni di grandi emergenze, con grande sacrificio e senso di responsabilità è costretto a sopperire alle carenze, facendo ricorso a estenuanti turni aggiuntivi mettendo a rischio la propria incolumità con l’unico scopo di garantire la tutela e la salvaguardia dei cittadini contribuenti”. Per Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf serve un piano triennale di assunzioni che colmi il vuoto esistente tra la dotazione organica teorica (39.500 unità) e quella reale (35.000 unità): “Servono quindi 4.500 unità per lavorare nell’ordinarietà e comunque in emergenza: ecco perché auspichiamo in un potenziamento che possa contare almeno 40.000 unità operative e 5.000 unità del ruolo Tecnico Professionale”.

Al centro dello stato di agitazione del corpo dei Vigili del Fuoco inoltre, tra gli altri, temi legati alle relazioni sindacali, all’organizzazione del lavoro, al tema della formazione, così come quelli relativi ai dispositivi di protezione individuale e alle questioni legate alla salute e alla sicurezza. Fp Cgil Vvf, Fns Cisl e Confsal Vvf, scrivono a Lamorgese, “hanno sempre dimostrato grande partecipazione e disponibilità per risolvere i problemi che il personale vive sulla propria pelle, con difficoltà e scoramento, ma rispetto a ciò è seguita l’impassibilità dell’Amministrazione sulle richieste dei lavoratori”. Per queste ragioni i sindacati di categoria dichiarano lo stato di agitazione nazionale dei Vigili del Fuoco.

Contro processo di privatizzazione, per risorse e assunzioni. Appuntamento in via XX settembre 8 ore 9.30.

Mobilitazione del Personale Civile della Difesa, mercoledì 27 luglio presidio promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa a Roma al Ministero della Difesa in via XX settembre 8 dalle ore 9.30 alle ore 12. I sindacati denunciano: “Stabilimenti abbandonati, officine e uffici vuoti confermano che il progetto di esternalizzare le attività affidate al personale civile, iniziato nel 2012, si sta rapidamente realizzando”. Per queste ragioni il presidio nazionale di mercoledì, per dire: “No alla privatizzazione selvaggia del Ministero con aumento dei costi per la collettività; no a concorsi fantasma o di facciata per poche unità; no alle lentezze di un sistema che tende a conservare privilegi per i militari e a discriminare la componente civile in tutti gli ambiti, compresa la protezione sociale”.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa rivendicano: “Un piano straordinario di assunzioni di almeno 9.000 unità, per le quali sono già disponibili risorse e norme. Trasparenza sugli organici e nelle relazioni sindacali, ostaggio di poteri che appartengono ad un passato anacronistico. La restituzione dei 21 milioni di euro da destinare non ad una indennità, ma al Fondo Risorse Decentrate, per garantire le attività di supporto allo strumento militare. L’applicazione immediata degli istituti del nuovo contratto delle Funzioni Centrali, a partire dal Regolamento del Lavoro Agile, pronto da mesi ma perduto tra i meandri di articolazioni dell’A.D. che ne ritardano colpevolmente la pubblicazione. Dignità e chiarezza per i lavoratori dell’Agenzia Industria Difesa”.

Contratto Funzioni Locali - firmata preintesa

Prosegue la trattativa per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, oggi nuovo confronto in Aran.
Prossimo appuntamento il 27 luglio, leggi il resoconto nel nostro comunicato.

‘Che sia il più ampia possibile, unitaria, di popolo’

Mobilitazione nazionale a partire da settembre su difesa, rilancio e riorganizzazione del Servizio sociosanitario nazionale. A promuoverla la Fp Cgil, come da Ordine del giorno approvato dal Comitato direttivo della categoria. Una mobilitazione in continuità con l’impegno della Fp Cgil “a partire dalla prima ondata pandemica” e che ha visto la categoria “con coerenza e determinazione rivendicare negli ultimi anni assunzioni, risorse e un vero progetto di riforma”. Non solo, “una mobilitazione conseguenza delle scelte non prodotte fino ad ora dalle istituzioni e dal parlamento, ma che dovranno concretizzarsi in appositi decreti e nella legge di Bilancio”.

Al centro della mobilitazione di settembre, con la quale parlare a operatori, cittadini, istituzioni, parlamento e governo, tra le altre cose, “la stabilizzazione delle risorse Covid e l’implementazione del Fondo sanitario nazionale fino a coprire le spese necessarie all’indispensabile piano straordinario di assunzioni, anche in funzione dei processi di riorganizzazione del Servizio sociosanitario nazionale”, insieme al “superamento dei tetti di spesa per il personale previsti dal Decreto Calabria, così come sul salario accessorio”.

La Fp Cgil punta a un piano straordinario di assunzioni che passi attraverso “la deroga al numero chiuso dei percorsi di formazione universitaria per le professioni sanitarie per i prossimi cinque anni; l’assunzione di tutti i precari del Servizio sociosanitario nazionale, tutti i ruoli e profili, compresi quelli degli Ircss e degli Izs; il graduale superamento del regime di convenzione per i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, dando la possibilità alle regioni di assumerne direttamente alle proprie dipendenze; il blocco di tutte le esternalizzazioni e l’attivazione di processi di reinternalizzazione”.

C’è poi la necessità per il sindacato di rilanciare “la contrattazione nei settori privati, per evitare il fenomeno del dumping contrattuale e l’intermediazione illecita di mano d’opera tramite il ricorso agli appalti di servizio, con lo sblocco dei contratti della sanità privata, delle Rsa, del sociosanitario e socioassistenziale in attesa di rinnovo”, insieme “all’adeguamento nelle basi d’asta della variazione dei costi derivanti dal rinnovo dei Ccnl da parte delle committenze pubbliche, prendendo a riferimento sempre i Ccnl non solo quelli sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative ma anche quelli che hanno il campo di applicazione più congruo”.

Per la Funzione Pubblica Cgil, inoltre, bisogna “rivedere gli schemi di accreditamento, di affidamento e concessione dei servizi pubblici per evitare che le risorse del Pnrr siano investimenti pubblici che produrrebbero come effetto, in assenza di una necessaria inversione di tendenza nella spesa corrente che deve aumentare per assumere più personale e rinnovare i Ccnl, una vasta opera di esternalizzazione; ridefinire a livello nazionale linee guida per gli standard qualitativi dei servizi accreditati dalle singole regioni (minutaggio di assistenza agli anziani, ai disabili, ai minori e per tutte le forme di fragilità) tale da restituire dignità alle persone e alle lavoratrici e lavoratori e da garantire armonizzazione sugli aspetti legati alla qualità e all’organizzazione del lavoro anche sotto il profilo del Ccnl applicati”.

Serve poi “un piano nazionale di interventi su Rsa pubbliche, Asp e altre strutture analoghe, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la valorizzazione dei professionisti impegnati nelle attività sanitarie e sociosanitarie territoriali e di comunità; una ridefinizione unitaria, omogenea sul territorio nazionale e senza inopportune fughe in avanti delle singole regioni, della figura dell’operatore socio sanitario; il riconoscimento per gli operatori dei settori sanitari e dell’assistenza del lavoro usurante ai fini dell’anticipo previdenziale e norme contrattuali che favoriscano ragionevoli accomodamenti nell’alternanza tra mansioni gravose e altre attività”.

Punti che impegnano quindi a una mobilitazione che la Fp Cgil auspica il più larga possibile, unitaria, che coinvolga lavoratrici e lavoratori della sanità e tutti coloro che hanno a cuore il Servizio Sociosanitario Nazionale: “Non c’è più tempo. La Cura e la Salute non possono non essere la priorità del nostro paese,soprattutto non bisogna perdere questa occasione di utilizzo di risorse ordinarie e straordinarie per ridare finalmente solidità ed efficacia al nostro Servizio sociosanitario nazionale e soprattutto diritti, salario, valorizzazione professionale agli operatori”, conclude.


TESTO ODG
Ordine del giorno approvato dal CD FP CGIL Nazionale del 13 luglio 2022

Il comitato direttivo della Funzione Pubblica Cgil riunito in data 13 luglio 2022 impegna tutte le strutture al sostegno alla mobilitazione di categoria e confederale sulla difesa, sul rilancio e sulla riorganizzazione del servizio sociosanitario nazionale.
Nei difficili mesi che sono seguiti alla prima ondata pandemica il nostro impegno si è concentrato sullo sviluppo di una diffusa vertenzialità territoriale e su un’azione nazionale volta a concretizzare le proposte contenute nel nostro documento “Per un New Deal della salute” di ottobre 2020.

In continuità con questo impegno – che ci ha visto con coerenza e determinazione negli ultimi anni rivendicare assunzioni, risorse e un vero progetto di riforma – anche in conseguenza delle scelte non prodotte fino ad ora dalle istituzioni e dal parlamento, ma che dovranno concretizzarsi in appositi decreti e nella legge di bilancio, tenuto conto altresì delle posizioni espresse dalla conferenza regioni sulla consistenza del Fondo sanitario nazionale e sul Decreto Ministeriale 77/2022, il Comitato Direttivo ritiene indispensabile una mobilitazione nazionale nel mese di settembre con la quale parlare a operatori, cittadini, istituzioni, parlamento e governo per rivendicare:
• La stabilizzazione delle risorse Covid e l’implementazione del Fondo Sanitario Nazionale fino a coprire le spese necessarie all’indispensabile piano straordinario di assunzioni anche in funzione dei processi di riorganizzazione del servizio sociosanitario nazionale;
• Superamento del tetto previsto all’articolo 11 comma 1 del DL 35/19 convertito in L.60/19 (cd“Decreto Calabria”) e successive modifiche;
• Il superamento dell’art.23 comma 2 del Dlgs 75/2017 sul tetto al salario accessorio.

Il piano straordinario di assunzioni, punto centrale della mobilitazione, va realizzato tramite:
• La deroga al numero chiuso dei percorsi di formazione universitaria per le professioni sanitarie peri prossimi cinque anni;
• L’assunzione di tutti i precari del SSSN di tutti i ruoli e profili, compresi quelli degli Ircss e degli Izs;
• Il graduale superamento del regime di convenzione per i medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, dando la possibilità alle regioni di assumerne direttamente alle proprie dipendenze;
• Il blocco di tutte le esternalizzazioni e l’attivazione di processi di reinternalizzazione utilizzando le previsioni dell’art. 1 c. 268 lett.c) della L. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022)
• Il rilancio della contrattazione nei settori privati, per evitare il fenomeno del dumping contrattuale e l’intermediazione illecita di mano d’opera tramite il ricorso agli appalti di servizio, con lo sblocco dei contratti della sanità privata, delle Rsa, del sociosanitario e socioassistenziale in attesa di rinnovo;
• L’adeguamento nelle basi d’asta della variazione dei costi derivanti dal rinnovo dei CCNNLL da parte delle committenze pubbliche, prendendo a riferimento sempre i CCNL non solo quelli sottoscritto dalle organizzazioni maggiormente rappresentative ma anche quelli che hanno il campo di applicazione più congruo;
• La revisione degli schemi di accreditamento, di affidamento e concessione dei servizi pubblici per evitare che le risorse del PNRR siano investimenti pubblici che produrrebbero come effetto, in assenza di una necessaria inversione di tendenza nella spesa corrente che deve aumentare per assumere più personale e rinnovare i CCNL, una vasta opera di esternalizzazione minando quella caratteristica per noi fondamentale che è precondizione ai diritti di cittadinanza e sociali che è l’universalità dei servizi pubblici;
• Ridefinire a livello nazionale linee guida per gli standard qualitativi dei servizi accreditati dalle singole regioni (minutaggio di assistenza agli anziani, ai disabili, ai minori e per tutte le forme di fragilità) tale da restituire dignità alle persone ed alle lavoratrici e lavoratori e da garantire armonizzazione sugli aspetti legati alla qualità e all’organizzazione del lavoro anche sotto il profilo del ccnl applicati;
• Un piano nazionale di interventi su Rsa pubbliche, Asp e altre strutture analoghe, il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la valorizzazione dei professionisti impegnati nelle attività sanitarie e sociosanitarie territoriali e di comunità;
• Una ridefinizione unitaria, omogenea sul territorio nazionale e senza inopportune fughe in avanti delle singole regioni, della figura dell’operatore socio sanitario;
• Il riconoscimento per gli operatori dei settori sanitari e dell’assistenza del lavoro usurante ai fini dell’anticipo previdenziale e norme contrattuali che favoriscano ragionevoli accomodamenti nell’alternanza tra mansioni gravose e altre attività.

Per queste ragioni siamo impegnati a proseguire nel percorso di mobilitazione a sostegno degli accordi sulle stabilizzazioni ad oggi prodotti nella maggioranza delle regioni e da conquistare su tutto il territorio nazionale ma soprattutto nella loro esigibilità spesso ostacolata dalle stesse norme vigenti che vanno immediatamente modificate, nella campagna per il Piano straordinario di assunzioni, nella contrattazione nazionale e decentrata sui CCNL, nel confronto con aziende e regioni sulla riorganizzazione del sistema sociosanitario a livello territoriale.

Le tante mobilitazioni che si stanno producendo a livello regionale, gli accordi, le vertenze hanno necessità di confluire in un percorso di mobilitazione nazionale, auspicabilmente unitario e aperto a tutti i soggetti che vorranno condividere priorità è obiettivi.

Non c’è più tempo. La Cura e la Salute non possono non essere la priorità del nostro paese,soprattutto non bisogna perdere questa occasione di utilizzo di risorse ordinarie e straordinarie per ridare finalmente solidità ed efficacia al nostro SSSN e soprattutto diritti, salario, valorizzazione professionale agli operatori.

APPROVATO CON UNA SOLA ASTENSIONE

“Circa mille dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, tra questi anche lavoratrici in gravidanza, costretti in piedi per molte ore in fila sotto il sole di luglio, senza potersi sedere, senza servizi igienici e senza possibilità persino di acquistare l’acqua. È la disavventura alla quale sono stati sottoposti circa un migliaio tra lavoratrici e lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, tra ieri e oggi, presso la caserma Salvo D’Acquisto di Roma, per le prove di esame relative ai passaggi di area”. A denunciarlo è la Fp Cgil.

“Avevamo già segnalato che la scelta di una sede unica per la prova dei passaggi dalla II alla III Area era una scelta inopportuna – scrive Daniele Gamberoni, coordinatore nazionale Fp Cgil Agenzia delle Entrate – ma non potevamo immaginare che lavoratrici e lavoratori sarebbero stati abbandonati senza alcuna assistenza e in un contesto isolato. Tutto ciò aggravato altresì dai ritardi nella gestione degli accessi, che erano stati programmati”.

Per il sindacato si tratta della “ennesima dimostrazione di pressappochismo organizzativo e scarsa considerazione dell’Agenzia che diventano la causa principale dei disagi subiti da colleghe e colleghi presenti ieri e oggi per un importante appuntamento lavorativo e che si sommano a tutte le incertezze sulla tipologia d’esame, sul contenuto delle prove e sull’indicazione, tardiva, di materiale formativo non aggiornato come riferimento per la preparazione”. Il trattamento che l’Agenzia riserva ai suoi dipendenti, conclude Gamberini, “è carico di disattenzione, è inqualificabile e merita l’indignazione che le lavoratrici e i lavoratori stanno manifestando e che condividiamo chiedendoci fino che punto questa Amministrazione vorrà abusare della loro pazienza”.

Trattativa per il rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, oggi in Aran un nuovo confronto.
Nuovo appuntamento il 20 luglio, ma servono risposte!
Leggi il resoconto nel nostro comunicato.

Serve confronto urgente con Franceschini, senza risposte inaspriremo protesta

“Continua la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero della Cultura, annunciata per settembre una giornata di sciopero nazionale”. È quanto affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa nel dare conto dell’assemblea nazionale unitaria dei dipendenti del dicastero guidato dal ministro Franceschini, tenuta ieri, sui temi della vertenza nazionale avviata con i presidi in tutta Italia del 4 luglio scorso.

Una assemblea, fanno sapere i sindacati, “molto partecipata e che ha visto numerosi interventi di lavoratori che hanno tutti denunciato il grave peggioramento delle condizioni di lavoro, dovuto soprattutto alla inammissibile carenza di personale più volte e inutilmente segnalata, ma anche agli altri noti fattori che stanno determinando un declino apparentemente inarrestabile dei cicli lavorativi interni del Ministero”.

Al termine dell’assemblea, riportano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che, oltre a riassumere i punti di vertenza nazionale inerenti la richiesta di un piano straordinario di assunzioni e la ripresa del confronto negoziale sui temi specifici relativi all’applicazione del nuovo Ccnl, ovvero regolazione del lavoro a distanza, mobilità volontaria, processi di riqualificazione giuridica ed economica dei lavoratori, ripristino delle condizioni di sicurezza nei luoghi della cultura, ha deciso la continuazione delle iniziative di protesta tramite il blocco del lavoro straordinario e la mancata elevazione alla metà dei festivi lavorati nei musei, dando mandato a Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa di avanzare richiesta di confronto urgente con il Ministro Franceschini”.

All’esito di questa richiesta, proseguono i sindacati, “qualora non soddisfacente, si avvieranno le procedure previste dalla legge finalizzate all’indizione di una giornata di sciopero generale nazionale dei lavoratori del Ministero da tenersi nel mese di settembre prossimo. Sui temi al centro dell’iniziativa è pertanto urgente e necessario un atto di responsabilità da parte del Ministro Franceschini: qualunque ulteriore sottovalutazione dei problemi denunciati porterà inevitabilmente a un inasprimento del conflitto”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.

Risposta che arriva a seguito delle nostre rivendicazioni

“Fp Cgil, Fns Cisl e Confsal Vigili del fuoco hanno particolarmente apprezzato la convocazione da parte del Ministro Lamorgese per il prossimo 2 agosto, pervenuta nella tarda serata di ieri, poiché frutto di una lunga vertenza che riguarda le aspettative del personale, in particolar modo il potenziamento dell’organico, dei mezzi, delle attrezzature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché la necessità di maggiori tutele in favore della salute, della sicurezza e della vita del personale”. Lo dichiarano Mauro Giulianella, Massimo Vespia e Franco Giancarlo, rispettivamente per Fp Cgil,  Fns Cisl e Confsal Vvf.

“Il Ministro – proseguono – ha sempre dimostrato una particolare vicinanza alle problematiche dei Vigili del Fuoco, confermata anche con l’immediata lettera di convocazione a seguito della nostra richiesta unitaria formulata proprio nella mattinata di ieri. Come sempre sarà cura del Sindacato migliorare le condizioni lavorative delle donne e degli uomini dei Vigili del Fuoco, sensibilizzando durante il confronto il Governo sulle urgenti e inderogabili necessità del Comparto Soccorso Pubblico e Vigili del Fuoco”.

“Lo faremo forti – aggiungono i dirigenti sindacali di Fp Cgil,  Fns Cisl e Confsal Vvf – del sostegno dimostrato dai lavoratori riconosciutoci a seguito della sottoscrizione dell’Accordo negoziale del Ccnl 2019-2021 e successivamente del Fondo di Amministrazione 2019, bypassando se necessario, il sistema attuale sulle relazioni sindacali troppo spesso sbilanciate, riappropriandoci del ruolo che ci compete. Lo faremo forti della maggioranza che unitariamente rappresentiamo rispondendo al grido di allarme lanciato dagli operatori del soccorso sempre costretti a lavorare in emergenza. Lo faremo a garanzia di coloro i quali riconoscono al Corpo il più alto indice di gradimento tra i Corpi dello Stato, i cittadini contribuenti beneficiari del nostro servizio”, concludono Giulianella, Vespia e Giancarlo.

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