Dal 23 dicembre 2021 sono trascorsi quasi 8 mesi, data in cui è stato sottoscritto il rinnovo contrattuale per il comparto Sicurezza e Difesa per il triennio 2019 – 2021, stipula avvenuta, peraltro, già a contratto scaduto da ben tre anni.
Orbene, ad oggi, dalla visione dell’importo stipendiale del mese di agosto, rilevato dal portale NoiPa, anche nel mese di agosto manca la corresponsione della c.d. una tantum (350 euro lorde), relativa alle annualità contrattuali 2019 – 2020 – 2022.
Ad erodere il potere d’acquisto delle retribuzioni dei Poliziotti Penitenziari, generato sia dall’attuale congiuntura economica, la quale continua a far aumentare il tasso d’inflazione, ad oggi, rilevato al 7,3% su base annua, si annovera anche la mancata corresponsione per il mese di agosto del FESI 2021 e del residuo FESI degli anni 2019 e 2020.
Il riconoscimento del lavoro e del sacrificio degli Uomini e Donne in Divisa, spesso manifestato dalle governace del momento, devono concretizzarsi in azioni concrete, diversamente, rischiano di essere percepiti dal Personale come frasi di circostanza.
A tal riguardo, per quanto esposto in narrativa, atteso che trattasi di temi economici di rilevata importanza, i quali stanno producendo un significativo malcontento tra i Poliziotti, si chiede alla S.V. di intercedere con carattere d’urgenza presso il Ministero dell’Economia e Finanza, al precipuo fine di accelerare le procedure per la remunerazione dei diritti economici maturati.

Dopo l’intervento odierno il Dap tenta di porre rimedio ed invia personale al Villaggio di Is Arenas. Fp CGIL sempre dalla parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori.

In relazione alla nota sindacale del 4 luglio u.s., sullo stato di degrado del villaggio “Luigi Daga” presente nel territorio della Casa di Reclusione di Is Arenas, su cui provengono svariate lamentele da parte dei villeggianti al rientro dal periodo di vacanza – nota indirizzata, tra l’altro, all’Ente di Assistenza ma, ancora oggi non riscontrata, probabilmente non comprendendo, le doglianze degli ospiti del villaggio.
Ribadendole che, i villeggianti hanno corrisposto una quota per il periodo di vacanza per sé e per i propri familiari ed in alcuni casi ospiti (pagando regolarmente la quota associativa mensile), si trovano e si sono trovati in una realtà ricreativa carente di molti servizi, anche basilari, che dovrebbero essere assicurati per il benessere di adulti e minori, in piena stagione estiva, tenuto conto anche della posizione estremamente periferica della struttura, assolutamente lontana da centri abitati.
Con la nota del 4 luglio 2022, probabilmente, non si è riusciti a far comprendere la gravità della questione e la reale responsabilità di chi ha omesso e sta tutt’oggi omettendo, di intervenire sulla questione, probabilmente con la speranza che, finito il periodo estivo tutti dimentichino la fallimentare gestione dell’estate 2022.
Entrando nel merito di chi doveva/dovrebbe intervenire, nella ricerca dei possibili responsabili della situazione di degrado, la responsabilità deve essere imputata inevitabilmente a chi quel villaggio lo gestisce direttamente, ossia all’Ente di Assistenza per l’Amministrazione Penitenziaria, di cui la S.V. è il Presidente, attraverso la sua organizzazione di riferimento.

Dopo aver chiarito che, la nota in cui si attribuisce la trascuratezza nella gestione – la mancata o insufficiente “realizzazione di tutte le manutenzioni giornaliere necessarie e di quelle strutturali a lungo termine”, con conseguenti carenze sotto il profilo della sicurezza – ad ipotetiche scelte organizzative non sono a carico della Direzione carceraria ospitante il villaggio, né tantomeno possono essere attribuite al “Dirigente di polizia penitenziaria di Is Arenas”.

È del tutto evidente che il Villaggio estivo, essendo una struttura dell’EAP, dipende in tutto e per tutto dall’Ente, che lo gestisce nell’ambito della sua gestione autonoma, anche e soprattutto amministrativo-contabile.
Pertanto, vogliamo proporLe possibili soluzioni migliorative, nella gestione del villaggio dell’Ente di Assistenza – trattandosi di Ente pubblico autonomo, si dovrebbero, forse, destinare risorse di vario tipo (in termini di risorse finanziarie, mezzi e uomini) in base alle proprie esclusive valutazioni sullo stato della struttura, certamente nata in un periodo storico datato e mai veramente ammodernata.
Ulteriori valutazioni sugli interventi da approntare e sulle risorse da destinare che l’Ente potrebbe tranquillamente fare lungo tutto il periodo dell’anno, considerato che la competente articolazione del Dipartimento (Direzione Generale del Personale e delle Risorse) vi destina appositamente un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, sottraendolo da un’altra sede lavorativa, per ben 12 mesi all’anno.
Inoltre e più in generale, bisognerebbe capire che l’organizzazione di un struttura per il benessere del personale dell’Amministrazione penitenziaria – al villaggio estivo di Is Arenas dove arrivano dipendenti da tutte le parti d’Italia – produce risultati efficienti e funzionali, se, a quella struttura, si destina la giusta attenzione da parte di chi la annovera tra le sue offerte ricreative, proponendo altresì che, nella prossima stagione sia bandito apposito interpello nazionale per l’invio di personale durante tutto il periodo estivo che garantisca il ripristino di tutte le inefficienze fino ad oggi segnalate, basti pensare al: “limitatissimo orario di apertura del bar/spaccio” che si ripercuoterebbe non solo sui villeggianti, è evidente infatti che non vi è alcun altro punto di ristoro ( esercizi commerciali, bar, chioschi ecc…) nelle vicinanze del villaggio, con difficoltà quindi anche di approvvigionamento di una bottiglia d’acqua – ma anche sulle casse dell’Ente, e non dipende dalla Direzione o dal Comando di polizia penitenziaria di Is Arenas.
Per quanto sopra esposto, non possiamo esimerci dal chiederle:
“come mai l’Ente A.P., non ha assunto sinora alcun dipendente stagionale a rinforzo del gestore dello spaccio in modo da garantire l’accesso allo spaccio per un più ampio orario della giornata ed ovviamente fino alla sera, nonché le domeniche o giornate festive, e come mai, ancora, l’Ente non ha neppure mai installato qualche distributore automatico di bevande e/o di altri generi di pronto consumo, almeno garantendo una possibilità minima di approvvigionamento?”.
Vede Presidente, si potrebbero fare ulteriori osservazioni (le condizioni della spiaggia ecc..) ma quello che importa per la scrivente O.S. è evidenziare le legittime lamentele ed insoddisfazioni del personale dell’Amministrazione, veicolandole nel giusto modo.

FP CGIL – Santa Maria Capua Vetere – La Polizia Penitenziaria ha perso la sua identità. Manna: “ Dopo le scuse di Draghi e Cartabia alla popolazione detenuta, nessuno ha pensato di investire in sicurezza! Mancano circa 100 poliziotti sospesi e il Carcere in mano ai detenuti”
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Santa Maria C.V., 31 luglio 2022 – la FP CGIL Campana lancia l’allarme sull’ingestibilita del penitenziario Sammaritano.

A parlare è Orlando Scocca   Coordinatore FP CGIL Regione Campania Polizia Penitenziaria che esprime forte perplessità sull’attuale reggenza, una Direzione poco equilibrata che tende all’eccessivo a minare la sicurezza dell’Istituto e del personale di Polizia Penitenziaria, un crollo della percezione di legalità contrastato solo dal lavoro del Dirigente agg. di Polizia Penitenziaria dott. Giramma che, con autorevolezza giornalmente riesce a mantenere ordine e sicurezza.

– continua Carmela Ciamillo Coordinatrice Funzioni Centrali di Caserta FP CGIL – Non possiamo dimenticare gli errori/orrori di circa un anno fa, ma la Polizia Penitenziaria è un’istituzione sana e rappresenta lo Stato italiano nei penitenziari italiani. Serve necessariamente chiarire le regole di ingaggio e far diventare la struttura di Santa Maria C.V. un carcere di vetro dove l’opinione pubblica possa comprendere realmente cosa succede in carcere.

– aggiunge Mirko Manna  FP CGIL Nazionale – Santa Maria Capua Vetere è un brutto capitolo della per il sistema detentivo italiano, ma fatti commessi da i singoli non possono minare la professionalità di molti, Il Corpo di Polizia Penitenziaria ( prima agenti di custodia) si occupa di sicurezza da  205 anni e la professionalità degli appartenenti al Corpo non può e non deve essere messa in discussione. Santa Maria, come Noto, Firenze, San Gimignano e Torino dovevano diventare i fiori all’occhiello dell’Amministrazione Penitenziaria, invece, abbiamo assistito ai soli provvedimenti tampone che non hanno portato a nulla, la caduta del Governo è anche il frutto di scelte sbagliate che hanno portato lo stesso sistema penitenziario alla disfatta.

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FP CGIL – Roma – Dopo le violenze subite dalla Polizia Penitenziaria al carcere di Noto – Lo Stato e la Ministra Cartabia hanno perso il controllo del sistema penitenziario – Manna: “ La vigilanza aperta/dinamica è servita solo per ridurre i danni della sentenza Torreggiani ma non aiuta al reinserimento del Reo e mette a rischio la vita delle donne e uomini della Polizia Penitenziaria”
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Roma, 31 luglio 2022 – la FP CGIL chiede un confronto alla Ministra Cartabia per rivedere i circuiti detentivi.

A parlare è Mirko Manna  FP CGIL Nazionale per la Polizia Penitenziaria che esprime forte perplessità sull’attuale sistema detentivo, celle aperte per tutti è stato un fallimento, oggi in carcere si commettono reati che vanno dalla violenza carnale, spaccio, furti al tentato omicidio ed ha pagare è sempre la Polizia Penitenziaria.

Dal mese di luglio c’è stata un’escalation di violenza ai danni delle donne e uomini che servono lo Stato all’interno dei Penitenziari Italiani, la certezza che sarà un’estate molto calda è chiara ed evidente, dopo la caduta del Governo temiamo fortemente per incolumità di lavoratrici e lavoratori del Corpo – continua Manna.

Spiace che la Ministra Cartabia non abbia mai focalizzato il reale problema in cui versa l’attuale sistema penitenziario, frutto di scelte scellerate ( Tagli della legge Madia e revisione piante Organiche del 2017 D.M. Orlando) – Le carenze organiche non si sostituiscono dando più libertà a chi delinque, ma si doveva investire in tecnologia con telecamere e droni di sorveglianza – aggiunge Mirko Manna – Chiederemo al prossimo  Governo di innovare tutti i penitenziari con video sorveglianza e automazione, la Polizia Penitenziaria deve assumere il ruolo a cui è demandata, ovvero, la sicurezza! Deve uscire dai reparti detentivi dove, c’è necessità di tutte quelle figure trattamentali che servono al recupero detenuti, basta a sovraccarichi di lavoro, demansionamenti e sovramansionamenti. Uno stipendi un lavoro , non come oggi che con uno stipendio si chiede alla Polizia Penitenziaria di fare anche da psicologo, educatore, assistente sociale e medico –
Servono assunzioni straordinarie per colmare le varie carenze organiche di tutti le figure professionali che lavorano all’interno degli istituti penitenziari.
Conclude Manna –  a settembre siamo pronti a scendere in piazza per rivendicare assunzioni e rispetto per la salute delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.

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Concorso a n. 583 posti (n. 515 uomini; n. 68 donne) per l’accesso alla qualifica di vice sovrintendente del Corpo di Polizia Penitenziaria, ai sensi dell’art.44, comma 8, lett. a-bis) n. 2, del decreto legislativo 29 maggio 2017 , n.95 indetto con P.D.G. 17 giugno 2021. Pubblicazione graduatorie definitive.

Il circuito della media sicurezza rappresenta il circuito penitenziario di maggiore rilevanza dal punto di vista del numero dei detenuti che vi sono inseriti; ed è quello maggiormente interessato dagli interventi che, sul piano organizzativo, si sono succeduti nel corso degli ultimi anni.

Le molteplici indicazioni che questo Dipartimento ha, nel tempo, impartito e le diverse modalità con le cui esse sono state interpretate sul territorio, ci consegnano, oggi, un sistema penitenziario caratterizzato da prassi eterogenee, non sempre congrue rispetto al quadro normativo nazionale e internazionale, specie in relazione alle modifiche all’ordinamento penitenziario dell’ottobre 2018 e alla recente adozione della Raccomandazione 1/7/2020 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che ha aggiornato le Regole Europee del 2006.

Negli ultimi due anni, l’emergenza sanitaria ha “congelato”, in ragione delle limitazioni imposte, il processo di riorganizzazione necessario per dare uniformità all’esecuzione della pena detentiva. Il suo progressivo superamento offre, oggi, l’opportunità di procedere a una nuova organizzazione del circuito

della media sicurezza, attraverso la quale, grazie anche al contributo fomito dalle Organizzazioni sindacali e dalle Autorità di garanzia, è finalmente Fx)ssibile affrontare le esigenze che, quotidianamente, si riscontrano nella presa in carico delle persone ristrette, al fine di garantire un’esecuzione della pena che sia costituzionalmente orientata e che, sul piano operativo, presenti caratteri omogenei in tutto il territorio nazionale.

Nell’attuale fase costituisce circostanza favorevole l’importante incremento di risorse – di personale e materiali – che si profila nel breve futuro, stante lo svolgimento di numerosi concorsi per molti ruoli dell’ Amministrazione, cui si affiancano sia l’introduzione di nuovi capitoli di bilancio per l’incremento di professionisti esperti ex art. 80 Ord. pen., sia gli ingenti stanziamenti per 1a riqualificazione degli spazi trattamentali e per il miglioramento delle condizioni detentive. Tutti processi, questi, che possono aiutare a ricorúigurare positivamente la fisionomia della detenzione e che dovranno giungere a compimento in un breve arco di tempo. Nella stessa direzione, va ricordata la recente previsione di un incremento della pianta organica del Diparfimento della Giustizia minorile e di Comunità, in particolare per quanto concerne le risorse degli Uffici di esecuzione penale esterna. Come evidenziato dalla circolare interdipartimentale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e del Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità in data 29/9/2016, il servizio sociale è chiamato ad assicurare un ruolo operativo all’interno degli Istituti penitenziari, non solo nella predisposizione dei programmi di trattamento, ma anche nella vita quotidiana del carcere, considerata la fondamentale funzione di raccordo con l’esterno e, in particolare, con la famiglia della persona detenuta. E ciò in particolare nei confronti delle persone che sono al termine dell’esecuzione penale intramuraria (cd. dimittendi) e che, insieme ai cosiddetti “giovani adulti” e alle persone detenute alla loro prima esperienza penitenziaria, necessitano di osservazione e cura particolari, al fine di favorire la prevenzione della recidiva, come ricordato dalla recente circolare della Direzione generale dei detenuti e del trattamento n. 0109195 del 18/3/2022.

Le direttive che, in questa sede, si indirizzano alle SS.LL., la cui concreta attuazione dovrà avvenire con la fattiva collaborazione dei Signori Direttori e di tutto il Personale dipendente, intendono privilegiare un approccio concreto, giuridicamente fondato e strutturato in un percorso organizzativo che, se per un verso, non può esaurirsi con la presente lettera circolare, per altro verso richiede l’attivazione di un processo di cambiamento non più procrastinabile.

Con il presente intervento, si intende, tra l’altro, superare il dualismo tra custodia aperta e custodia chiusa che, del resto, non trova alcuna formalizzazione nell’ordinamento penitenziario. Si preferisce, invece, impostare le direttive in ragione delle previsioni, queste si aventi fondamento ordinamentale, che regolano il trattamento individualizzato previsto dall’art. 13 Ord. pen. e, come si vedrà, procedere con la regolamentazione della ordinaria gestione, pur con le differenze dettate dalle specifiche esigenze trattamentali.

Si fa seguito alla nota 0277677.U del 19 luglio per comunicare che il confronto sulla materia in oggetto già fissato per il prossimo 25 luglio, causa impegni di una sigla sindacale, è rinviato al 1 0 agosto 2022 alle ore 15.00.

Le SS.LL. sono pertanto convocate per tale data in presenza presso la Sala Riunioni di questo Dipartimento.

Coloro interessati al collegamento da remoto sono pregati di comunicare l’indirizzo email utilizzato per l’accesso alla piattaforma Teams all’indirizzo francesco.fazio()l@giustizia.it con congruo anticipo.

Si invita a voler fornire un recapito telefonico dei partecipanti a distanza, da utilizzare eventualmente in caso di problemi di collegamento.

L’Ufficio I — Segreteria Generale che legge per conoscenza avrà cura, cortesemente, di garantire la disponibilità della Sala Riunione.

Si fa seguito alla nota 0279878.U del 20 luglio per comunicare che il confronto sulla materia in oggetto già fissato per il prossimo 28 luglio, causa impegni di una sigla sindacale, è rinviato al 2 agosto alle ore 10,00.

Le SS.LL. sono pertanto convocate per tale data in presenza presso la Sala Riunioni di questo Dipartimento.

Coloro interessati al collegamento da remoto sono pregati di comunicare l’indirizzo email utilizzato per l’accesso alla piattaforma Teams all’indirizzo con congruo anticipo.

Si invita a voler fornire un recapito telefonico dei partecipanti a distanza, da utilizzare eventualmente in caso di problemi di collegamento.

L’ Ufficio I — Segreteria Generale che legge per conoscenza avrà cura, cortesemente, di garantire la disponibilità della Sala Riunione.

Legge 29 Giugno 2022, n.79, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 Aprile 2022, n.36, recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.

Si fa riferimento al P.C.D. 6 agosto 2021, più precisamente all’art. 13

“Soppressione delle sede di servizio” e alla situazione dei dipendenti del personale di Polizia Penitenziaria la cui sede di servizio è stata soppressa.

A tal riguardo l’ Ufficio II di questa Direzione Generale ha comunicato che sta provvedendo ad interpellare, per il tramite dei competenti Provveditorati Regionali, i dipendenti delle sedi soppresse (C.C. Camerino, C.C. Empoli, O.P.G. Napoli, O.P.G. Montelupo Fiorentino, C.C. Sala Consilina e C.C. Savona) la cui posizione amministrativa non sia già stata definita, al fine di conoscere se intendano esercitare la facoltà di scelta di cui alle previsioni del comma 2 del citato art. 13.

Tanto si partecipa per opportuna informativa .

– Personale Dirigente dell’Area Funzioni Centrali — fascia II – Ipotesi di Accordo Integrativo sulla retribuzione di posizione e di risultato relativo all’anno 2019 e 2020.

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