Carcere di Salerno - ANSA

(ANSA) – NAPOLI, 22 SET – “Il carcere di Salerno è una polveriera pronta ad esplodere. Centocinquanta Poliziotti penitenziari per gestire cinquecento detenuti. Il DAP invii immediatamente il Gruppo Operativo Mobile”. Sono le prime dichiarazioni di Mirko Manna, Coordinatore nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria, all’uscita dal carcere, dopo una visita sui luoghi di lavoro che il Sindacato sta effettuando negli istituti penitenziari della Regione Campania.

“Le Poliziotte e i Poliziotti della Penitenziaria del carcere di Salerno – ha dichiarato Manna – stanno fronteggiando da mesi una situazione ormai diventata insostenibile. Dei ventidue Poliziotti previsti di rinforzo dal piano nazionale dei trasferimenti, ne sono arrivati solo sette di cui tre già distaccati a vario titolo presso l’istituto salernitano. Trenta Poliziotti andranno in pensione a breve e quindici non lavorano perché in malattia da tempo. Garantire la sicurezza è diventato ormai impossibile. Temiamo gravi eventi critici da un momento all’altro”.

La delegazione era composta anche dal Coordinatore regionale FP CGIL Orlando Scocca che ha da sempre denunciato le condizioni di lavoro fatiscenti in cui sono costretti a lavorare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria: “Conosco da vicino questa realtà e confermo tutti i nostri allarmi e i solleciti che abbiamo effettuato in Regione”.

Parole di apprezzamento per il lavoro svolto dalle colleghe nel Reparto femminile, sono state espresse da Livia Veltre FP CGIL Salerno: “Ho avuto modo di verificare la professionalità delle Poliziotte Penitenziarie che in un contesto così difficile e precario riescono a garantire alti livelli di sicurezza nel proprio ambiente di lavoro”.

La visita è stata accompagnata dalla Direttrice del carcere, la Dott.ssa Rita Romano, a cui la delegazione FP CGIL vuole esprimere un sincero ringraziamento per come ha saputo gestire fino ad ora una situazione del genere svolgendo, di fatto, anche le funzioni di Comandante di Reparto.

“I continui avvicendamenti dei Dirigenti di Polizia Penitenziaria nel carcere di Salerno – ha concluso Manna – non hanno certo contribuito a creare un clima sereno e coeso tra gli Agenti ai quali fino ad ora è mancato un Comandante di Reparto all’altezza della situazione. Ribadiamo il nostro appello urgente al Capo del DAP Carlo Renoldi di inviare al più presto un contingente del Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, per evitare i gravi eventi critici che ormai, c’è da aspettarsi, che si verificheranno da un momento all’altro nel carcere di Salerno”.

“La conferma della rappresentatività non ci basta: la Funzione Pubblica CGIL punta a rendere il Corpo di Polizia Penitenziaria parte attiva del rinnovamento necessario nel mondo penitenziario”.

Con questo obiettivo si sono concluse ieri 15 settembre a Roma le due giornate di lavori del coordinamento nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria che ha reso possibile il confronto tra i  Coordinatori regionali della Polizia Penitenziaria con il Coordinatore nazionale Mirko Manna, ma anche con i più importanti rappresentanti delle altre realtà del settore penitenziario: Carla Ciavarella per i Dirigenti penitenziari, Paola Fuselli per l’Esecuzione Penale Esterna, Roberto Mascagni per le Funzioni Centrali.

I lavori sono stati aperti dal Responsabile Nazionale Sistema Penitenziario Massimiliano Prestini e sono stati conclusi dall’intervento del Segretario Nazionale Funzione Pubblica CGIL Florindo Oliverio (Responsabile dei settori ministeri, sicurezza e soccorso, organi costituzionali) che hanno sottolineato l’importanza che la Funzione Pubblica CGIL ha voluto riconoscere al Corpo di Polizia Penitenziaria nella strategia complessiva del sindacato di migliorare le condizioni dei lavoratori, ma anche nella certezza che solo attraverso l’individuazione di obbiettivi comuni a tutti i comparti,
il sistema penitenziario potrà superare la profonda crisi che sta attraversando.

Nelle due giornate, il Coordinatore Nazionale Mirko Manna ha delineato le strategie future per il rilancio della FP CGIL Polizia Penitenziaria che vedono al centro la formazione dei rappresentanti sindacali per rendere ancora più incisiva la tutela dei lavoratori del Corpo. Nelle prossime strategie del sindacato di polizia penitenziaria c’è anche la determinazione di non concedere più alibi all’amministrazione penitenziaria riguardo ai mancati riconoscimenti dei contratti, delle regole di garanzia e dei diritti degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Fabrizio Rossetti, Segretario Nazionale Funzione Pubblica CGIL (Responsabile delle politiche dell’organizzazione, tesseramento, convenzioni e assistenza legale), ha portato i saluti e l’appoggio del Segretario Generale della Funzione Pubblica CGIL Serena Sorrentino, impegnata a Bologna in altri lavori sindacali.

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