Sicurezza-DAP: Riunione al DGMC sulla razionalizzazione dei servizi – comunicato

22 Gennaio 2016

 
 

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COMUNICATO – Riunione al DGMC sulla razionalizzazione dei servizi
 

22 gennaio 2016

Si è svolto nel pomeriggio di
ieri l’atteso incontro programmato al Dipartimento per la Giustizia Minorile e
di Comunità per discutere del progetto di razionalizzazione dei servizi
minorili presentato dalla parte pubblica.

Rispetto alla mobilità del
personale di Polizia Penitenziaria che attualmente presta servizio nelle
strutture (centri di prima accoglienza) che verranno chiuse o convertite, la FP
CGIL, pur condividendo la volontà della parte pubblica di dare la possibilità
di fare istanza per essere assegnato ad altre strutture minorili insistenti
nella stessa città, ha da subito precisato che non concorda sulla possibilità
prospettata di poter assegnare le suddette unità anche ai tribunali per minorenni.
Non si comprende la necessità di inviare unità di Polizia Penitenziaria nei
tribunali, tra l’altro senza specificare con quali mansioni, quando nella
stessa città è presente un istituto per minori in cui il personale si trova a
dover garantire, tra mille difficoltà e in condizioni di grande sofferenza, il
delicato compito che la Costituzione gli ha affidato.
Subito dopo la FP CGIL ha
contestato all’amministrazione la scarsa informazione preventiva sui criteri
che hanno portato ad effettuare determinate scelte di chiusura o conversione e
ha chiesto un ulteriore approfondimento, anche in virtù delle ricadute che tali
decisioni potrebbero avere sul personale degli istituti per minori. Dal
prospetto non si capisce perché alcune strutture con pochi ingressi durante
l’anno, come Ancona, restano aperte, mentre altre attive a chiamata. Tra le
attive a chiamata con un maggior numero di ingressi, come ad esempio Bologna,
risulta assegnato personale di Polizia Penitenziaria, mentre in altre no. Per
non parlare poi di strutture con un alto numero di ingressi, come Milano, dove
non risulta assegnato personale, ma la struttura resterà aperta con un
ulteriore aggravio di lavoro per il personale dell’istituto per minori, che già
ora soffre di una grave carenza di organico.

Nel rispondere alle organizzazioni sindacali presenti la parte
pubblica ha specificato che i criteri di scelta rispetto alle chiusure e alle
conversioni non hanno solo natura numerica.

Certo è stato considerato il
numero di ingressi dell’utenza, ma anche la qualità dei servizi offerti e le
osservazioni fornite dall’autorità giudiziaria. Ci sono strutture in cui gli
operatori sono inattivi per oltre trecento giorni l’anno e loro stessi hanno
manifestato disagio per questa situazione. Per ora ci sarà una sospensione di
quei servizi e solo successivamente, dopo aver monitorato la situazione e
verificato lo stato degli ingressi, si potrà procedere alla chiusura con
decreto ministeriale.

Le richieste del personale
interessato da mobilità verranno accolte e la possibilità di optare per i
tribunali per minorenni sarà data solo nel caso in cui nella città interessata
non vi siano altre strutture minorili. Per gli istituti attivi a chiamata non
si ha intenzione di mettere il personale nella pianta organica del C.P.A., ma
in quella dell’istituto per minori che insiste sullo stesso territorio. Si è
inoltre confermato che, al termine dei lavori di ristrutturazione, l’istituto
di Firenze sarà riaperto e che ci sarà, appena possibile, un confronto anche
sulle dotazioni organiche degli istituti per minori. Si tratta solo di un primo
passo di un progetto di riforma che verrà sempre condiviso con le
organizzazioni sindacali.

Vi terremo informati sui
futuri sviluppi della vicenda.

p. la FP CGIL NAZIONALE
Massimiliano Prestini 

 
 
 

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