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Dal territorio

Sanità, Umberto I Roma: a rischio 700 lavoratori esternalizzati dopo 18 anni di servizio


Cgil Cisl Uil: "Dal commissario ipotesi da macelleria sociale.
Mobilitazione per le persone e le competenze"

Settecento lavoratori delle cooperative sociali del Policlinico Umberto I° a rischio licenziamento. E l'azienda ospedaliera universitaria più grande d'Europa sull'orlo della paralisi. Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini - segretari generali di Fp-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio e Uil-Fpl Roma e Lazio - lanciano l'allarme sulle intenzioni del Commissario straordinario del policlinico capitolino e preparano "una grande mobilitazione per difendere persone e competenze".

"È un'ipotesi da macelleria sociale - attaccano i segretari delle tre federazioni - settecento famiglie nella completa incertezza e una dispersione di professionalità senza precedenti. Stiamo parlando di infermieri e Ausiliari che da anni garantiscono assistenza qualificata nel pronto soccorso, nelle sale operatorie, nella terapia intensiva e nei reparti specialistici. Professionisti sanitari delle cooperative sociali che già subiscono un dumping contrattuale che toglie loro fino al 40% del salario rispetto ai colleghi dipendenti diretti dell'azienda. E che ora rischiano di essere mandati a casa senza alcuna considerazione per il loro futuro e per quello dei servizi alla salute". 

Sull'Umberto I° si addensano peraltro pesanti criticità già sollevate dai sindacati, che mettono all'indice la completa assenza di relazioni sindacali. A partire dall'organigramma presentato dal Commissario straordinario e che di fatto rappresenta un atto di riorganizzazione aziendale illegittimo e "discriminatorio nei confronti del personale del sistema sanitario regionale rispetto alla componente universitaria". E poi c'è il problema del Dipartimento delle Professioni sanitarie: insufficiente nelle sue articolazioni e non in grado di rappresentare i diversi profili professionali. Laddove inoltre - sottolineano le federazioni di Cgil Cisl e Uil - i dirigenti del Dipartimento "devono essere reclutati attraverso le procedure del Ssn, mobilità e concorsi, e non nominati, come già succede, in barba alle norme, per gli incarichi di responsabilità da affidare ai professionisti sanitari". 

Per questo, rimarcano Di Cola, Chierchia e Bernardini, "Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl hanno già annunciato che nei prossimi giorni verrà proclamato lo stato di agitazione. Sono pronti per una grande mobilitazione a fianco dei lavoratori e dei cittadini che ogni giorno si rivolgono al Policlinico. Va fermato il progetto del commissario, che avrebbe effetti disastrosi per le persone e per il funzionamento delle strutture. Chiediamo alla Regione Lazio un intervento immediato. Vogliamo innovazione nei servizi e valorizzazione delle competenze. E siamo pronti a dare battaglia: i posti di lavoro e le professionalità degli operatori sanitari - conclude la nota unitaria - non si toccano".

 


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