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Lettera aperta al Direttore Generale del comune di Torino

La lettera del direttore generale ai dirigenti del Comune di Torino nella quale si conferma il taglio unilaterale della retribuzione di risultato del 50% sfiora il grottesco.

Innanzi tutto la palese violazione, oltre che delle norme contrattuali, anche di un minimo di "etica" che ognuno nella contrattazione stessa è obbligato a rispettare.

In un ente nel quale le OOSS sono sempre state disponibili a giocare importanti partite in termini di flessibilità e di innovazione nel lavoro dirigenziale, si sceglie, gratuitamente, la strada di una sorta di "punizione demagogica" da infliggere "a priori" perché il clima devastante dell'attacco alla pubblica amministrazione e ai suoi dipendenti richiede gesti propagandistici da offrire in pasto al più bieco qualunquismo.

Le scuse (ma solo sul metodo della comunicazione si badi bene-sic!) non servono a niente anche perché non lasciano intravedere alcun ravvedimento rispetto ad una scelta che non ha alcuna motivazione.

Le esigenze addotte di risanamento della gestione finanziaria del Comune di Torino (partendo addirittura da un'analisi "mondiale" della crisi economica!) non giustificano alcunché perché gli impegni che si assumono in contrattazione vanno rispettati (per i dirigenti come per gli altri lavoratori) e se si pensa di non poterlo fare si porta il problema al tavolo della trattativa per cercare soluzioni idonee.

Il dubbio, che sfiora la certezza, è che si sia voluto invece utilizzare questo strumento per accodarsi alla facile campagna di discredito della dirigenza pubblica cercando così di nascondere pecche e latitanze delle scelte e delle decisioni amministrative.

A volere ben guardare un altro pezzo della "strategia Brunetta" messa in campo questa volta da un'amministrazione locale. Anzi peggio perché almeno il ministro cerca di dare (senza mai convincerci per la verità) delle motivazioni di merito alle sue scelte. Qui niente, nessuna contestazione al lavoro e al merito della dirigenza, nessuna critica ad un operato che, invece, è sempre stato elogiato nel corso di questi anni.

Singolare, quasi surreale, il finale della lettera nella quale si invitano anche le OOSS a non commettere "nuovi errori di comunicazione". Gli errori qui sono stati commessi solo dall'Amministrazione. Le OOSS non possono fare altro che richiedere semplicemente e tassativamente il ritiro della decisione e il ripristino di una corretta impostazione delle relazioni sindacali.

Diversamente si conferma l'opinione che questa vera e propria sopraffazione faccia parte dello stesso disegno per il quale si continua a ritardare il rinnovo del contratto della dirigenza ad oltre 33 mesi dalla sua scadenza e a cercare, ancora una volta, di sopprimere il diritto alla contrattazione per la categoria.

p. Il Comparto Dirigenti AA.LL
(Silvano Franzoni)
p. la Segreteria Nazionale FP CGIL
(Antonio Crispi)

Roma 7 ottobre 2008

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