AA.LL.: Proclamati gli scioperi del 3, 7 e 14 novembre 2008

18 Luglio 2011

Proclamati gli scioperi del 3, 7 e 14 novembre 2008

 
Nei giorni 3, 7 e 14 novembre la nostra categoria ha proclamato, unitariamente, lo sciopero generale interregionale per rivendicare il rinnovo del contratto attraverso il quale affermare la dignità del lavoro pubblico che per noi significa servizi pubblici di qualità, universali e solidali.

Non può sfuggire che la fase è delicata anche in termini di rapporti unitari i quali dopo la vertenza Alitalia e ancor più a seguito di una visione profondamente diversa sul modello contrattuale, si mantengono su equilibri da ricercare volta per volta.

In questo senso aver mantenuto un percorso unitario non deve essere sottovalutato, ma va consolidato raggiungendo velocemente accordi con CISL e UIL sulle modalità di svolgimento delle iniziative, sia di preparazione degli scioperi e sia della stessa organizzazione dei cortei.

Questa lettera è indirizzata alle lavoratrici ed ai lavoratori del sistema delle Autonomie Locali, le quali quotidianamente tra mille difficoltà riescono a far funzionare i servizi, districandosi negli apparati burocratici pensati e mantenuti più come luoghi in cui si esercitano micro poteri che non come occasione di programmazione, coordinamento e organizzazione tra strutture.

Lo sciopero che andremo a fare dunque assume un rilievo di modello di società, di welfare locale, per contrastare coloro i quali, invece, attaccano il lavoro ed il lavoratore pubblico in nome del mercato ma che in realtà sono alla ricerca di nuovi monopoli, ed alla luce di questo punto di vista diventa quasi visibile lo scambio effettuato da una parte rilevante della politica con le organizzazioni degli imprenditori.

Dobbiamo scioperare perché vogliamo rivendicare il diritto al contratto; al contratto nazionale che deve essere lo strumento che rende i diritti uguali per tutti, ovunque residenti in questo paese, senza differenze tra nord e sud. Ancora una volta dobbiamo essere noi a combattere chi teorizza società basate sull’egoismo.

Ed in fondo crediamo che questa sia la caratteristica del movimento sindacale forte dell’esperienza ormai centenaria: solo l’unione rende forti i lavoratori che Governo e Confindustria vogliono escludere dalle scelte fondamentali, tanto più quando lo fanno con arroganza e protervia come in questo caso.

Dobbiamo scioperare perché la recessione si combatte tutelando il potere di acquisto delle retribuzioni e non gli interessi dei banchieri.

Dobbiamo scioperare pensando al miglioramento dei servizi, a partire dagli asilo nido e scuole materne, strutture attraversate dalle profonde modifiche delle comunità locali, dunque come occasione irripetibile per far nascere e crescere politiche inclusive, solidaristiche, in cui la diversità delle culture diventa una ricchezza di crescita. Scuole dell’infanzia messe a rischio, tra l’altro dalla riforma della scuola, forse perché radicalmente alternative a chi teorizza la tolleranza zero, l’apartheid e quindi il razzismo.

Dobbiamo scioperare per stabilizzare il precariato che si è diffuso nei nostri Enti, precariato di ogni genere e natura, anche a seguito delle leggi sul mercato del lavoro che, probabilmente pensando al mercato hanno creato una miriade di tipologie contrattuali che i datori di lavoro possono scegliere come se fossero ad un supermarket.

Per noi la stabilizzazione di quel lavoro significa stabilizzare le strutture ed il lavoro pubblico, anche attraverso le stabilizzazioni si determina il mantenimento delle strutture, crediamo sia per questo che il ministro Brunetta ha fatto un punto d’onore il licenziamento del numero maggiore possibile di lavoratrici e lavoratori precari attraverso il ddl 1441.

Le lavoratrici ed i lavoratori del sistema delle Autonomie Locali devono caratterizzare lo sciopero e rendersi visibili nelle manifestazioni, con striscioni, volantinaggi, parlando con i cittadini che quotidianamente si rivolgono ai nostri uffici, ai nostri servizi.

In ogni comune provincia e regione deve partire e si deve far sentire il dissenso verso l’idea di strutture snelle della P.A., idea tanto cara al Governo e ad una certa politica, mentre noi siamo convinti che il welfare si difende con più pubblico.

Infine chiediamo alle lavoratrici e lavoratori dei Consorzi Industriali, Federcasa, Federculture, ecc..di manifestare la loro solidarietà, attraverso prese di posizione con ordini del giorno delle RSU, e una loro visibile presenza nelle piazze.

Il Segretario Nazionale Fp Cgil
Regioni e Autonomie Locali
Antonio Crispi
 
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Regioni e Autonomie Locali

Ugo Gallo

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