Proposta incentivo Merloni

18 Luglio 2011

Proposta incentivo Merloni

La legge 133/08 ha ridotto la percentuale da destinare agli uffici tecnici dal 2% allo 0,5%.
In queste ultime settimane si è verificato un vero e proprio balletto con emendamenti e contro emendamenti per riportare la percentuale nelle dimensioni antecedenti alla 133, dal nostro punto di vista si è trattato delle solite strumentalizzazioni a fini elettorali.
Sono del tutto evidenti le finalità del ministro dell’economia il quale, per garantire il loro bacino elettorale rivede in ribasso gli studi di settore e, per quanto ci riguarda detrae di un punto e mezzo la percentuale destinata agli uffici tecnici, in tal modo ottenendo due risultati:
* Fare cassa;
* Privatizzare surrettiziamente i compiti degli uffici tecnici.
Sul primo punto c’è poco da aggiungere, sul secondo, invece, vale la pena di soffermarsi, perché deresponsabilizzando i tecnici pubblici si incrementa a dismisura il ruolo di quelli esterni nella gestione degli appalti, con possibili conseguenze sulla trasparenza e, soprattutto in alcune aree del paese, la legalità nel delicatissimo campo degli appalti pubblici.
Inoltre il pagamento delle parcelle, computate in base alle vigenti tariffe professionali farà lievitare i costi sostenuti dagli Enti per le spese tecniche.
Per completezza di analisi però non vanno sottaciuti i limiti e le sperequazioni tra lavoratrici e lavoratori che la Merloni aveva prodotto, determinando un diffuso malcontento che abbiamo intercettato nella fase di predisposizione della piattaforma contrattuale.
Per questo motivo riteniamo utile la definizione di una proposta e di un percorso che disciplini la materia, coniugando la tutela della professionalità con maggiore trasparenza e l’obiettivo di far diventare un presidio di legalità lo spazio pubblico; inoltre la proposta tende ad eliminare le sperequazioni tra lavoratrici e lavoratori che, in alcuni casi, assumono dimensioni insopportabili.
La proposta che facciamo è abbastanza semplice, la schematizziamo per semplicità in 3 punti:
* ripristino della percentuale del 2% sul valore finale dell’appalto;
* introdurre limiti al fine di prevenire dinamiche distorsive, a nostro avviso ogni singolo lavoratore destinatario della percentuale non può superare il 33% rispetto alla retribuzione annua;
* le somme eccedenti confluiscono nel bilancio dell’ente con la finalità di migliorare la qualità del servizio da definire in contrattazione decentrata integrativa, esempio migliorare e/o estendere il funzionamento degli asilo nido e delle scuole materne, allargare gli orari di apertura degli uffici e dei servizi, intervenire sull’organizzazione del lavoro, ecc…
PERCORSO:
Per non dare spazio a chi intende strumentalizzare a fini elettoralistici, proponiamo di prevedere incontri specifici con l’ANCI, UPI, e Conferenza delle Regioni, (naturalmente coinvolgiamo anche la Cisl e la Uil) per produrre una proposta condivisa da sottoporre al Governo ed al Parlamento per essere recepita attraverso lo strumento normativo, con la prima legge utile.
Tale progetto va fatto vivere e sostenere dagli amministratori locali sia nella fase di costruzione della proposta sia nella fase in coinvolgimento istituzionale.
Prima di avviare i contatti necessari chiediamo il parere delle compagne e dei compagni sulla proposta e sul percorso, se lo ritengono convincente, se intercetta un esigenza reale e, infine, se intendono dare il loro contributo per migliorare proposta e percorso.
Al fine di costruire una riflessione dinamica chiediamo di inviarci le vostre opinioni entro la fine del mese di gennaio per poi sintetizzare entro la settimana successiva il materiale inviatoci e muoverci di conseguenza.

p. il Comparto   p. la Segreteria
     Ugo Gallo      Antonio Crispi

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