Corte dei Conti: Prospettive e ruolo

14 Settembre 2012

 

COMUNICATO

Prospettive e ruolo della Corte dei conti
. . . VARENNA “NOTR’ AMOUR”!
 
 

Il prossimo Convegno annuale di Varenna e la recente lettera del Presidente Giampaolino, trasmessa in data 3/09 c.a. a tutte le OO.SS. dal Capo di Gabinetto cons. Luigi Caso, ci danno l’ occasione di tornare sulle problematiche relative alle prospettive politico-istituzionali dell’  Istituto già oggetto di precedenti nostri comunicati.
Per quanto ci riguarda, preferiamo far riferimento a termini come “prospettive”, “ruolo” dell’ Istituto, mentre siamo molto cauti, soprattutto nell’ attuale contesto, nell’ adoperare il vocabolo “riforma” della Corte perché, negli ultimi anni, troppe volte il termine in questione è stato adoperato impropriamente ed è servito a mascherare vere e proprie “controriforme” .
Col “governo dei professori” la negativa tendenza succitata s’è accentuata (basti pensare alla “riforma” delle pensioni, dell’ art. 18, ecc.).
Pertanto, noi non vogliamo contribuire a creare equivoci perché una delle questioni di fondo che intendiamo affrontare unitariamente (e non soltanto con le altre OO.SS. del personale amministrativo, ma anche con i prossimi nuovi organi associativi dell’ ANM) è proprio quella di capire se, nell’ ipotizzata riorganizzazione della Corte di cui all’ apposita Commissione di Studio, possa nascondersi dietro termini come “riordino” o “rafforzamento” delle funzioni dell’ Istituto un pericolo di controriforma.
 Il pericolo in questione può celarsi dietro l’ applicazione alla Corte della linea del “ce lo chiede l’ Europa”  come testimoniato dal prossimo varo della bozza di “legge rinforzata” istitutiva della mini-Authority per la vigilanza sul pareggio di bilancio, saldi, tetti, ecc. (si veda in proposito l’ articolo di M. Mobili de “IL SOLE-24 ORE” riportato nella rassegna stampa dell’ 11/09);
 non a caso, questo sarà uno dei punti in discussione al  Convegno della prossima settimana dove sono presenti due Ministri, ma mancano rappresentanti istituzionali delle Regioni e delle Autonomie Locali.
 Pensiamo che le direttive europee della “nuova governance economica”, all’ interno della sempre più soffocante strategia liberista, prevedano schemi di controllo prevalentemente centralizzati con una primazia, quindi, dello Stato rispetto alle altre componenti politico-istituzionali.
 Ciò, può portarci indietro di decenni, alla fine di ogni approccio collaborativo, al blocco, nei fatti, dell’ evoluzione della Corte come organo dell’ intera Repubblica e non soltanto dello Stato.
 Perché, come Sindacato, ci interessano questi aspetti?
 Per un fatto molto semplice:
 in tempi di “spending review” la difesa integrale e intransigente delle articolazioni regionali del nostro Istituto si può fare soltanto se la Corte non diventa un “cane da guardia” delle Autonomie anche perché ciò può determinare la ripresa, a iniziare dalle Regioni ad autonomia speciale, della tendenza a “fuggire” dalla Corte e darsi organi di controllo “domestico”.
 Insomma, non si può avere “la botte piena e la moglie ubriaca”, ossia, da un lato, assecondare il ritorno a modelli di controllo repressivo (compreso forme di rilancio del controllo preventivo sugli EE.LL.) dall’ altro, affermare che si vogliono difendere le nostre articolazioni regionali (non a caso, nel dibattito della Corte sono emerse anche ipotesi di Sezioni con competenze ultraregionali o Sezioni consultive centrali che, al momento, fortunatamente, sembra abbiano avuto poco seguito).
 Allora, si comprenderà che il confronto sulla stesura finale dei lavori della Commissione di Studio, confermatoci dal contenuto  della citata lettera, apprezzabilmente inviataci, non può permettere “fughe in avanti” e banalizzazioni da parte di nessuno.
  
 Per parte nostra, prossimamente, riproporremo, in coerenza con quanto affermato sinora, la ripresa del confronto già iniziato proficuamente a giugno con l’ ANM e le altre OO.SS.
 
Roma 14/09/2012
 
Per la delegazione nazionale trattante
Michele PIETRAFESA
 

 
 
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