MIBACT – Comunicato 6 giugno

06 Giugno 2014

Comunicato 6 giugno

FUMATA NERA SUI PROGETTI LOCALI

 
 

 
Si è svolta ieri una lunga riunione di contrattazione con all’ordine del giorno molte questioni importanti. Vi alleghiamo, al riguardo, il verbale di conciliazione relativo al Polo Reale di Torino, che chiude parzialmente una fase conflittuale dovuta a scelte incomprensibili da parte del Direttore Regionale. Il documento definisce il termine della cosiddetta fase transitoria e pone le base per una riorganizzazione dell’offerta culturale coerente con i piani di riorganizazione del Ministero, ripristinando le prerogative sindacali sui tavoli locali e riavviando un confronto finalizzato alla riorganizzazione dei servizi. Un risultato che riconosce le giustificatissime preoccupazioni unitarie espresse a livello territoriale  e ci pone nelle condizioni di affrontare con la giusta serenità una fase complicata, legata  alle prospettive di sviluppo di una città che molto ha puntato sulla valorizzazione del suo patrimonio.
Deludente è stata invece la discussione sull’area centrale di Roma: il segretario Generale Recchia ci ha proposto sostanzialmente un piano di razionalizzazione delle risorse della Soprintendenza, ci ha fatto intravvedere un progetto di produttività coinvolgendo il personale su base regionale e volontaria per la copertura di cosiddetti super turni, senza però specificare dove reperire queste risorse. Nulla su un eventuale processo di mobilità volontaria su base nazionale. Noi abbiamo ribadito che la razionalizzazione del personale della Soprintendenza è già nei fatti, considerata la sua progressiva riduzione per i pensionamenti, e riesce generalmente a garantire  solo i minimi previsti per la sicurezza dei vari siti. E che è necessario e urgente trovare delle soluzioni immediate che consentano ai lavoratori di affrontare con la necessaria serenità il periodo estivo. Nelle more abbiamo ancora una volta comunicato che, permanendo questa situazione, il Colosseo e l’Area archeologica romana non saranno in grado di assicurare nulla di più di quello, che è tantissimo, che riescono a fare adesso e che ci attrezzeremo anche nel caso di una nuova aggressione a mezzo stampa verso i lavoratori e il sindacato. Il Segretario Generale ci ha assicurato che nella prossima riunione farà ulteriori proposte. Vedremo.
Il confronto sulla proposta dei progetti locali, alla quale assai impropriamente  l’Amministrazione ha legato la programmazione delle iniziative finanziate dalla DG Valorizzazione, è nato monco dalla mancata identificazione dell’ammontare complessivo delle risorse disponibili, comprensivo delle economie maturate sul FUA 2013. Anche in questo caso un film già visto:  l’Amministrazione ci ha detto di non essere in grado al momento di quantificare le economie e ci ha proposto di sottoscrivere un accordo con la clausolo di sua integrazione al momento della quantificazione delle risorse. Con l’implicito ricatto circa la disponibilità dei fondi ex 1321 in caso di mancata firma del progetto. Non ci siamo. Noi abbiamo ribadito che non firmiamo accordi al buio e che per noi è importante stabilire un quantum dignitoso e non un accordo che distribuirebbe 250 euro netto pro capite. Per quello che ci riguarda il programma di valorizzazione è un asset strategico del Ministro e noi riteniamo che sia specifico interesse dell’Amministrazione realizzarlo. Da questo punto di vista la Direttrice della Valorizzazione ci ha illustrato parte del programma con un conseguente impegno dei 2 dei 3 milioni di euro previsti, lasciando alle nostre proposte l’utilizzo del restante milione. Noi ci siamo dichiarati immediatamente disponibili ed in questi giorni formuleremo nuove proposte, che abbiamo in parte anticipato, e che riguarderanno il coinvolgimento di settori importanti, come quello del restauro, dell’archeologia e della storia dell’arte. Sul punto saremo più precisi nei prossimi giorni, una volta strutturata l’intera gamma delle proposte.
Invece per quanto riguarda la quantificazione degli importi da destinare ai progetti locali l’Amministrazione si è impegnata a fornirci nei prossimi giorni i dati richiesti ed abbiamo concordato di riconvocarci il 12 giugno.
Per motivi di tempo non siamo riusciti ad affrontare la discussione sull’accordo per l’elevazione dei festivi, rinviata anch’essa alla prossima riunione del 12.
Infine vi alleghiamo la lettera aperta al Ministro, firmata dalla RSU dell’ICCU, e relativa al progetto folle di trasferire nella sede di via del Castro Pretorio la DG Archivi. Il documento espone in modo chiaro le ragioni per le quali noi riteniamo questa scelta folle; dal canto nostro esprimiamo la nostra massima condivisione per le ragioni dei lavoratori ed invitiamo l’Amministrazione a ripensare radicalmente un progetto di cui è evidente la disfunzionalità solo per il fatto che accorpa nella stessa sede una grande direzione amministrativa con Uffici operativi,  istituzionalizzando in tal modo la condizione di degrado organizzativo e di carenza del personale che affligge sia l’ICCU che la Biblioteca Nazionale. Siamo convinti che occorra procedere ad un piano di razionalizzazione logistico che diminuisca il peso abnorme dei costi dei fitti (solo la DG Archivi spende più di 20 milioni di euro l’anno, di cui 4,5 per il fitto dell’Archivio Certrale dello Stato, soldi peraltro versati ad un Ente pubblico, EUR S.p.a.,  di proprietà del Tesoro per il 90% e del Comune di Roma per il restante 10). Ma questa razionalizzazione non può essere fatta a discapito dell’operatività di Uffici che invece abbisognerebbero sempre più di investimenti in termini di risorse organizzative e umane, investimenti di cui allo stato non si  scorge traccia, se non la timida norma inserita nel D.L. Franceschini, venduta come nuova occupazione giovanile a tempo determinato, ma che in realtà è l’ennesima creazione di una sacca di precariato a lavoro flessibile, senza alcuna prospettiva di stabilizzazione per gli under 29 che saranno coinvolti. Insomma nuovo lavoro per noi,  questo certamente a tempo indeterminato.
 
Claudio Meloni.


 
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