VVF: Incendi: Fp Cgil Vvf, ritardo soccorsi no imputabile a Corpo

30 agosto 2017

“Andava dichiarata emergenza, politica faccia sua parte”

Roma, 30 agosto – “Nessuno tocchi i Vigili del Fuoco. Il ritardo sui soccorsi, in particolar modo in Abruzzo, non è imputabile al Corpo, le cause vanno ricercate nella inefficienza e incompetenza di chi ha responsabilità politiche, dalle Regioni al Governo, incapaci di ascoltare i consigli e le indicazioni di chi, da sempre, rappresenta i lavoratori del Corpo”. È quanto si legge in una nota della Fp Cgil Vigili del Fuoco che, aggiunge, si schiera al fianco e a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo, “vittime di aver subito un carico di lavoro eccessivo, con turni raddoppiati e senza il necessario recupero psicofisico”.

Per la Funzione Pubblica Cgil Vigili del Fuoco, “se le Regioni avessero dato seguito agli adempimenti di legge in ambito di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi boschivi attraverso le convenzioni e gli accordi necessari, tutto poteva essere affrontato con maggiore efficacia ed efficienza”. Quanto al Governo la Fp Cgil Vigili del Fuoco ribadisce la richiesta di “dichiarare immediatamente lo stato di emergenza nazionale ,o quantomeno per il Corpo Nazionale, e trovare soluzioni concrete per scongiurare possibili ripetizioni negli anni a venire di quanto registrato nel corso di quest’anno. Procedere con un provvedimento ad-hoc per assumere immediatamente tutti gli idonei al concorso 814 del 2008 prorogandone le graduatorie. Basta chiacchiere, subito i provvedimenti”, conclude la nota.

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Comunicato

Nessuno tocchi i Vigili del Fuoco, l’emergenza incendi ancora non dichiarata era necessaria, le regioni facciano ciò che devono

La Fp Cgil VVF si schiera al fianco e a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo, vittime di aver subito un carico di lavoro eccessivo, con turni raddoppiati e senza il necessario recupero psicofisico. Le cause di quanto avvenuto vanno cercate nella inefficienza e incompetenza di chi ha il compito di governare le regioni ma anche dello stesso governo incapace di ascoltare i consigli e le indicazioni di chi, da sempre, rappresenta i lavoratori del Corpo.
La polemica che sta montando sul ritardo dei soccorsi in particolare modo in Abruzzo non può e non deve riguardare i Vigili del Fuoco. Ricordiamo che da più di un anno questi ultimi sono in costante emergenza e operano incessantemente in tutte le regioni colpite dalle catastrofi naturali. Permangono nelle zone colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 per il ripristino della normalità e la messa in sicurezza degli edifici, combattono quotidianamente contro gli incendi che dal mese di luglio hanno devastato il patrimonio boschivo e faunistico italiano, al nord presenti su alluvioni e piogge intense e in ultimo ad Ischia dove hanno portato in salvo un’intera famiglia sepolta dalle macerie a causa di una scossa di terremoto di magnitudo 4 che ha inoltre provocato inoltre due vittime crolli e tanti sfollati.
Nessuno tocchi i Vigili del Fuoco. Ci hanno già provato pochi giorni fa alcuni giornali affermando, ingiustamente, che ad appiccare gli incendi erano stati proprio i Vigili del Fuoco. Nessuno provi a indicare alcuna responsabilità operative alla componente tecnica del Corpo semmai le responsabilità devono ricadere solamente sulla politica nazionale e su chi rappresenta le regioni.
Se queste ultime avessero dato seguito agli adempimenti di legge in ambito di prevenzione e di lotta attiva contro gli incendi boschivi attraverso le convenzioni e gli accordi necessari, tutto poteva essere affrontato con maggiore efficacia ed efficienza.
Le risorse stanziate per la lotta agli incendi a favore delle regioni devono essere impegnate adeguatamente altrimenti tanto vale investirle su un piano assunzionale adeguato per il Corpo Nazionale, per i mezzi di soccorso e per attrezzature necessarie. E’ palese come i soli Vigili del Fuoco non possano occuparsi dello spegnimento degli incendi boschivi.
Inoltre, la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ha aumentato esponenzialmente il rischio legato agli incendi boschivi. L’azione di controllo del territorio, a suo tempo svolto egregiamente dal personale della ex Forestale, è venuta meno per la devastante scelta del Governo. Il resto del danno lo ha fatto il decreto legislativo 177/2016 che ha assegnato solo 364 unità ai Vigili del Fuoco su circa 7500 forestali disponibili, arruolati a forza nell’Arma dei Carabinieri per motivi che ancora ci risultano poco chiari.
Continuiamo a chiedere al Governo di dichiarare immediatamente lo stato di emergenza nazionale o quantomeno per il Corpo Nazionale e trovare soluzioni concrete per scongiurare possibili ripetizioni di quanto avvenuto quest’anno negli anni a venire. Procedere con un provvedimento ad-hoc per assumere immediatamente tutti gli idonei al concorso 814 del 2008 prorogandone le graduatorie.
Basta chiacchiere, subito i provvedimenti.

Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL VVF
Mauro GIULIANELLA

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