‘Ci Siamo!’ – E’ tempo di… più contrattazione, più diritti, più rappresentanza, più partecipazione. Al via il primo Attivo Fp Cgil a Bologna

14 Novembre 2017
Intervista a Serena Sorrentino Segretaria Generale Fp Cgil


Ci Siamo!, un contratto all’insegna della partecipazione
Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, sui prossimi appuntamenti e sulle iniziative messe in campo dalla Fp Cgil.

Segretaria, in calendario abbiamo tre attivi interregionali, un attivo sulla sanità, un altro sugli enti locali e, infine, uno dedicato ai medici. Un mese pieno di iniziative con un tratto comune: il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. Ci siamo?
Certo che sì. Dopo molti anni abbiamo riaperto la stagione dei rinnovi contrattuali per tutti i lavoratori dei servizi pubblici (che lavorano per le pubbliche amministrazioni o che lavorano in regime privatistico ma per garantire servizi pubblici). Questo per noi era un obiettivo primario: non lasciare nessuno indietro e garantire a tutti che il contratto nazionale tornasse ad avere una funzione sia di valorizzazione economica che professionale, in un quadro di regole sulla contrattazione e la rappresentanza che desse ruolo alle Rsu e che rimettesse al centro della funzione della contrattazione temi quali: diritti, tutele, benessere organizzativo e sviluppo professionale.
L’accordo del 30 novembre ha tracciato alcune opzioni che vanno in questa direzione, poi abbiamo avuto i decreti di modifica Testo unico sul pubblico impiego e la discussione sulla legge di Bilancio. Ora bisogna tradurre i propositi e la normativa in testi contrattuali, provando a ridurre la disuguaglianza tra pubblico e privato. La scelta della Fp è stata quella di promuovere, attraverso un percorso che ci porterà a parlare con quasi cinquemila delegate e delegati dei nostri settori, la condivisione delle scelte da fare nelle prossime settimane. Partiamo da documenti unitari in tutti i settori ma la velocità dei cambiamenti che intervengono nelle trasformazione del lavoro sono tali che occorre aggiornare costantemente le proposte, da lì continueranno le assemblee nei luoghi di lavoro. Questi devono essere contratti che si misurano con la sfida prioritaria di migliorare le condizioni di lavoro e ridare dignità alle persone che lavorano nei servizi pubblici che hanno ingiustamente pagato un prezzo sacrificando salari e professionalità. Saranno le delegate e i delegati ancora una volta ad essere protagonisti di questi appuntamenti e come sempre faremo una ‘bella differenza’.

Qual è lo stato dei rinnovi e quali sono in sintesi le priorità della Fp Cgil?
All’appello manca il tavolo sulle Funzioni Locali ma le trattative sono riprese per Sanità e Funzioni Centrali per i pubblici, e poi Sanità privata, Saep e Cooperazione.
Nel pubblico si discute della parte normativa in attesa che la certezza della dotazione economica che arriverà dalla legge di Bilancio ci dia modo di avviare anche la parte economica; nel privato siamo più o meno in linea avendo individuato i grandi aggregati con cui procedere: rapporto di lavoro, relazioni sindacali, classificazione, retribuzione e fondi. Aggiorniamo costantemente lo speciale ‘Punto Contratti’ quindi si può monitorare ciò che accade per ogni settore.
Come detto, per noi la parte economica e la parte normativa hanno pari peso. Sicuramente c’è il tema degli orari di lavoro, della salute e sicurezza, dell’ampliamento dei permessi e congedi e le misure di conciliazione, la revisione dei profili professionali, la semplificazione dei fondi per la contrattazione decentrata e il loro utilizzo, il ritorno pieno della contrattazione di posto lavoro per garantire migliori condizioni di lavoro. Ci sono poi temi fuori dal perimetro strettamente contrattuale che riguardano il potenziamento dell’occupazione e la lotta al precariato che per noi camminano di pari passo.

Per anni ci siamo mobilitati contro le imposizioni della legge Brunetta, ora finalmente ridiamo centralità alla contrattazione. La partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori per cambiare la Pa è la chiave?
Ci proviamo. È la sfida nelle sfide. Superare la legge Brunetta sia nel riequilibrio tra legge e contrattazione che su performance e valutazione è un passo importante verso la ricontrattualizzazione. Ora gli istituti del rapporto di lavoro e le relazioni sindacali sono pienamente materia contrattuale. Starà però a noi anche essere capaci di innovare il tema della ‘partecipazione sindacale’ e per quello che ci riguarda anche le forme di democrazia nei luoghi di lavoro. Rinnoviamo i contratti anche per migliorare i servizi ai cittadini e per potersi prendere meglio cura delle persone ma per farlo bisogna rimettere al centro i diritti delle persone che lavorano. Qualità del lavoro per noi è qualità del servizio, per cui vogliamo che tutti partecipino.

Sul fronte dei rinnovi che per brevità identifichiamo come privati cosa ci puoi dire?
Proviamo a far camminare insieme pubblico e privato. Per la Fp rimane in campo la proposta delle filiere di settore (stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario). Sappiamo che non è né immediata né semplice ma lavoriamo in questa direzione. Il primo risultato significativo è aver riunito i rappresentanti datoriali della Sanità privata allo stesso tavolo. Nel privato si soffre di più la pervasività del dumping contrattuale, del precariato, dei diversi modelli di accreditamento delle strutture che provocano riflessi diretti sui trattamenti dei lavoratori e sule retribuzioni. Il contratto nazionale è il primo grande passo ma insieme, datoriali e organizzazioni sindacali, stiamo provando a scrivere un avviso comune che indichi l’urgenza di rivedere le politiche nazionali e regionali su sanità e welfare, che tra tagli e privatizzazioni sono profondamente in crisi e che invece continuano a rappresentare una delle poche politiche di sviluppo e opportunità occupazionali.

C’è un tema che riguarda i rinnovi ma c’è, altrettanto importante, un tema che riguarda il superamento del precariato nella Pa. Quali sono le richieste del sindacato? Sicuramente sblocco del turn over e riduzione delle forme contrattuali atipiche da poter utilizzare sono iniziative che vanno nella direzione giusta. Meno precarietà e meno esternalizzazioni possono tradursi in più servizio pubblico. In questa direzione le politiche che rimettono al centro i piani dei fabbisogni offrono un’opportunità. Siamo sempre però alla logica dell’intervento, seppur importante, ordinario. La Pa ha perso in questi anni oltre 330 mila addetti e nei prossimi anni ne perderà per effetto del turn over fisiologico anche di più. C’è bisogno di un piano straordinario di potenziamento dell’occupazione stabile e qualificata nei servizi pubblici. Diciamo che il primo passo è stato fatto ma per noi questo rimane il tema cruciale sul quale misurare il cambiamento. Dagli Ircss ai Centri per l’impiego, dai precari della giustizia agli idonei dell’814 dei Vigili del fuoco, e potremmo continuare, si è ricorso molto al precariato nel pubblico. A tutte queste persone va data una risposta e noi continueremo ad essere al loro fianco fino a che ogni vertenza non sarà risolta. A dicembre presenteremo il nostro primo rapporto sul lavoro nelle pubbliche amministrazione dove metteremo in luce come la composizione dell’attuale platea di dipendenti e l’evoluzione dei processi organizzativi nei settori pubblici rendono quella dell’occupazione una vera e propria emergenza.

Edizione speciale di Punto Contratti

All’interno le interviste a Serena Sorrentino e Marianna Madia
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