Legge 194, l’oscurantismo è la prima causa di regresso nel mondo

14 maggio 2018

Nelle strade di Roma è apparso un messaggio medievale, intriso di ottuso oscurantismo, che colpevolizza le donne rispetto ad un tema, quello del femminicidio, di cui sono le sole vittime.
Una vicenda intollerabile non solo per l’accostamento dei temi, ovvero ‘aborto-femminicidio’, ma che si rende ancora più grave a pochi giorni dal 40° anniversario della legge 194.
La strumentale quanto barbara associazione dimostra il totale disprezzo nei confronti delle donne da parte di chi si è fatto promotore di questo messaggio. E sottende una totale ignoranza dei fatti, riportandoci dietro di quarant’anni e oltre, prima della legge 194, quando le donne erano sì vittime ma nelle mani di sadici aguzzini che praticavano loro l’aborto.
La denuncia di questi fatti, che si ripetono con troppa frequenza, non basta più. Serve non solo rimuovere immediatamente i manifesti apparsi nelle strade di Roma ma soprattutto rilanciare una nuova battaglia culturale, a partire dai quarant’anni della 194. Una legge che va non solo difesa ma applicata, nella sua interezza.

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