Immigrazione: Fp Cgil, servizi per welfare e assistenza, no a politiche securitarie

04 giugno 2018

“Realizzare reti diffuse nei territori e integrate di servizi a disposizione del welfare e dell’accoglienza, piuttosto che proseguire con politiche securitarie. Questa la via per affrontare la questione immigrazione ed evitare, come le ultime ore dimostrano, che si alimentino fenomeni di arretramento culturale e di recrudescenza di xenofobia e razzismo”. Ad affermarlo in una nota è la Funzione Pubblica Cgil in merito al dibattito che in queste ore si è sviluppato sulla questione immigrazione attraverso le parole del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La Fp Cgil, che rappresenta lavoratrici e lavoratori impegnati nei servizi investiti dal fenomeno migratorio, dall’accoglienza, alla concessione dello status di rifugiato, al rilascio dei permessi di soggiorno, ritiene che “per dare risposte di civiltà sia necessario che l’accoglienza e la gestione delle richieste di asilo abbiano un attenzione specifica da parte del governo e vengano rafforzati i servizi all’immigrazione in modo da riconsegnare valore umano alle tante persone che chiedono solo di vivere una vita degna”. Così come deve essere affermato “il carattere pubblico dei soggetti e delle istituzioni che debbono intervenire nella definizione dei servizi e nelle decisioni strategiche che riguardano sia i servizi che le politiche per i migranti e i richiedenti asilo”.

Tra le proposte della categoria della Cgil, c’è da affrontare “il problema al momento più drammatico: accoglienza e gestione dei richiedenti asilo”. Secondo la Funzione Pubblica Cgil, infatti, “l’alto numero di richiedenti, le dotazioni organiche delle Commissioni non definite e comunque insufficienti, determinano tempi di attesa lunghissimi e, conseguentemente, costi elevati per la gestione dei centri di accoglienza. Nell’immediato vanno definite procedure rapidissime per la concessione del diritto di asil”. In generale, e in estrema sintesi, per la Fp Cgil “va ridefinito l’intero sistema immigrazione impiegando risorse in iniziative di più ampio respiro che investano ogni segmento della questione dagli ingressi alle politiche abitative, dall’istruzione alla salute con la costruzione di una politica dell’integrazione che elimini le tensioni sociali”.

Ruolo preminente, infine, osserva la Fp Cgil, “deve avere la contrattazione, soprattutto quella territoriale e sociale, per definire i contenuti e l’agenda degli interventi che producano scelte concrete, passando per la concertazione di misure precise e la sigla di specifici protocolli territoriali con le rappresentanze sindacali per rendere effettivo l’impegno alla lotta al caporalato e il rispetto dei diritti, insieme al rilancio di politiche per le abitazioni, per l’istruzione e per la salute. Ribadiamo su questo punto la centralità dei servizi pubblici per l’impiego e il collocamento, unici soggetti che garantiscano al tempo efficacia e legalità”.

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