Pa: Fp Cgil a Bongiorno e Consip, serve soluzione per buoni pasto Qui!

17 luglio 2018

‘Necessaria restituzione e rimborso buoni emessi e non spesi’

“Arrivare, in modo univoco ed efficace, alla soluzione più efficace ai fini della pronta restituzione e rimborso dei buoni emessi e non spesi dai dipendenti”. A chiederlo è la Funzione Pubblica Cgil in una lettera inviata al ministro della Pa, Giulia Bongiorno, e all’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa, in merito allo stop ai ticket restaurant della società Qui!, molto diffusi tra i dipendenti pubblici, con la decisione della stessa Consip di arrivare alla risoluzione della convenzione in alcune regioni.

Consip, infatti, scrive la Fp Cgil, “ha proceduto con la risoluzione della convenzione ‘Buoni Pasto ed. 7’ – relativamente al lotto 1 (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) e lotto 3 (Lazio), stipulati con Qui!Group S.p.A. – per reiterato, grave e rilevante inadempimento delle obbligazioni contrattuali, inadempimento che ha determinato in un larghissimo numero di casi l’impossibilità per i dipendenti interessati di spendere i buoni pasto emessi”. Nelle indicazioni operative emanate da Consip, precisa la categoria della Cgil, “sono previste più alternative per risolvere del tutto il rapporto di fornitura con la società Qui!Group, senza alcuna indicazione della soluzione più efficace ai fini della pronta restituzione e rimborso dei buoni emessi e non spesi dai dipendenti”.

“Riteniamo, invece, – aggiunge la Funzione Pubblica Cgil – che tale indicazione debba arrivare in modo univoco ed efficace per riparare quanto prima al danno subito dai dipendenti stessi, e pertanto consideriamo necessario che le Amministrazioni procedano tempestivamente alla risoluzione per inadempimento dell’ordine di fornitura (indicata al punto 3 delle informazioni operative Consip)”. La Fp Cgil, conclude la lettera, “è comunque impegnata perché si proceda in tempi celeri a tale soluzione e richiede che, per la prossima convenzione, vengano adottati criteri di verifica delle capacità e dell’affidabilità delle imprese, per impedire il ripetersi del caso in questione”.

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