05 Febbraio 2019

DIRIGENTI E MANAGER

In uno sketch di qualche anno fa, un geniale e noto comico italiano interpretava il ruolo di una persona che, all’interno della propria casa, compiva le cose più strane; all’interlocutore che gli faceva notare che certe cose non si potessero fare lui, noncurante, rispondeva: “E perché no? Siamo nella casa delle libertà!”. Chiudeva lo sketch una voce che diceva: “Facciamo un po’ come ca… ci pare”.
Più volte abbiamo pensato a quello sketch a seguito delle varie segnalazioni ricevute dagli uffici periferici, perché molto spesso abbiamo avuto la sensazione che ogni territorio fosse gestito come una “Repubblica autonoma”.
Così, ci sono dirigenti che in sedi accorpate fanno riunioni – e, pare, addirittura accordi – separati con la RSU (ricordiamo che RSU significa “Rappresentanza Sindacale Unitaria” e quindi unitariamente va trattata, cercando di trovare un possibile equilibrio tra le due sedi), altri che creano di sana pianta modelli per introdurre ulteriori surrettizie forme di controllo dei dipendenti, altri ancora che scaricano sui Capi Area responsabilità che questi ultimi non dovrebbero assolutamente avere, lasciando gli uffici al freddo e senza più carta per stampare, quelli che stravolgono – o si nascondono – dietro a un giusto principio come quello della rotazione … e si potrebbe continuare, da Nord a Sud, passando per il Centro.
Intendiamoci: abbiamo tanti validi dirigenti nella nostra Amministrazione e non vogliamo affatto fare di tutt’erba un fascio. Riteniamo, però, che sia venuto il tempo di fare ora quel che, a nostro parere, il Ministero decise di non fare anni fa: investire sulla propria classe dirigente. Con la nascita dell’Agenzia, diventa indispensabile un cambio di rotta anche in questo senso, andando verso figure dirigenziali più vicine a quelle dei manager, quindi sempre più professionalizzate e capaci di gestire in autonomia le risorse ricevute, dialogando autorevolmente con le altre Istituzioni presenti sul territorio, nella piena consapevolezza del ruolo rivestito.
Il proliferare di tante “Repubbliche autonome”, d’altra parte, lo si evita anche dando indicazioni chiare e precise a tutti gli uffici, verificandone il rispetto e riconoscendo, al tempo stesso, i giusti margini di autonomia nell’ambito delle scelte delineate a livello nazionale.
Anche su questo, noi crediamo sia necessario un chiaro segnale di cambiamento.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

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