Agenzia delle Entrate: Covid- 19 – Tutela della Salute dei dipendenti

19 Marzo 2020

Roma, 18 marzo 2020

Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate

Avv. Ernesto Maria Ruffini

p.c.

a tutti i Direttori Regionali dell’Agenzia delle Entrate

e a tutte le lavoratrici ed i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate

Oggetto: obbligo domiciliare e rientro in ufficio;

Con i DPCM dell’8 del 9 e dell’11 marzo u.s., il Governo italiano ha disposto ed esteso su tutto il territorio nazionale il divieto di spostamento di ogni cittadino salvo comprovate esigenze lavorative , situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; questi obblighi vengono ribaditi quotidianamente con messaggi istituzionali sulle maggiori reti televisive nazionali, avvisando che la violazione può comportare la denuncia ai sensi dell’art. 650 del c.p. (attualmente ne sono state emesse quasi 46.000). Parimenti, il Ministro della Pubblica Amministrazione ha emanato due direttive (nn. 1/2020 e 2/2020) finalizzate a ridurre la presenza dei dipendenti pubblici negli uffici e ad evitare il loro spostamento (…) al fine di garantire uniformità e coerenza di comportamenti del datore di lavoro per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Con queste disposizioni ha stabilito che per le Pubbliche Amministrazioni – tra cui l’Agenzia delle Entrate (AdE) – la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa è il lavoro agile e che la presenza del personale in ufficio deve essere limitata allo svolgimento di attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza ed alle attività indifferibili. Con le note del 12 e del 13 marzo u.s., emesse a firma dell’avv. Ruffini, sono state individuate attività indifferibili da assicurare in presenza ed attività semplicemente indifferibili da assicurare sia in presenza sia in smart-working (giusto per non creare confusione e dare indicazioni precise). Ebbene, premesso che alla luce dell’odierna pubblicazione del d.l. n. 18/2020 il suddetto elenco di attività andrebbe rivisto, considerato altresì che il decreto
dispone la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso, lamentiamo che negli Uffici dell’AdE si stanno programmando rientri di personale generalizzati, generici ed automatici. Queste disposizioni – impartite senza prerogative datoriali – non solo contraddicono le norme e le prassi summenzionate ma vieppiù sottopongono i lavoratori ad una possibile denuncia ex art. 650 del c.p. perché indotti ad abbandonare il loro domicilio privi di comprovate esigenze lavorative ed altresì li espongono a danno della loro salute e di quella di chi li circonda senza valide – ed indifferibili – ragioni. Ancora oggi i colleghi incaricati c.d. POER (giammai i Direttori Regionali e Provinciali, che tuttavia hanno fornito loro precise indicazioni verbali, di fatto gravandoli del peso di questo illogico modus operandi) dispongono rientri settimanali senza comunicare quale attività indifferibile il lavoratore richiamato in sede dovrà svolgere. Un meccanismo automatico che, data la sua generalizzata applicazione, svela il suggerimento ricevuto dalla ribalta del datore di lavoro e in modo più profondo rivela l’incapacità culturale di approcciarsi alla modernità del lavoro, che dev’essere caratterizzata anche dal binomio fiducia-autonomia verso il lavoratore e non esclusivamente dalla logica vintage controllo-punizione (di questo ne riparleremo). Per tale via, sollecitiamo un intervento del Direttore Generale dell’AdE, affinché cessi questa rischiosa gestione dei lavoratori ed affinché si chiarisca che il datore di lavoro deve comprovare formalmente le ragioni che giustificano un pubblico dipendente ad abbandonare il proprio domicilio per recarsi in ufficio. Parimenti – od in mancanza di indicazioni al riguardo – invitiamo sin da subito tutti i lavoratori, ai quali si chiede di rientrare in sede in modo generico ed immotivato, ad opporsi a tali richieste inviando una e-mail al proprio responsabile (POER) e per conoscenza all’Area Gestione Risorse di competenza, per chiedere quali siano le indifferibili attività da svolgere al rientro in ufficio e precisare che in mancanza di formale disposizione non sarà violato l’obbligo domiciliare imposto dai provvedimenti governativi per rispetto della legalità, della coscienza collettiva e per non incorrere nelle conseguenti sanzioni.

FP-CGIL Coordinamento Nazionale Agenzia delle Entrate

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