INPS: Smart-Working in deroga – La necessità di un incontro

20 Marzo 2020

SMART-WORKING IN DEROGA: LA NECESSITA’ DI UN INCONTRO

A seguito dell’emanazione del D.L. n. 18/2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”), fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019 il lavoro agile diviene la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni.
Riteniamo importante e chiarificatore un incontro con l’Amministrazione sul tema, non solo per vedere come l’Istituto stia applicando questa modalità di lavoro, ma anche per capire come conciliarla rispetto alle tante incombenze che lo stesso D.L. 18 affida all’INPS. Se, infatti, l’85% dei dipendenti dell’INPS è effettivamente in smart-working, ad oggi grazie all’egregio lavoro in questi giorni del personale informatico, per garantire il più alto numero di connessioni ai colleghi – occorre capire e chiarire l’incidenza della mancata organizzazione del lavoro sulla rete che costringe i lavoratori ad una ricerca di connessione h24 e a lavorare nelle ore più assurde del giorno e della notte, nonché di sabato e domenica, per garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza. Circostanza questa inaccettabile in un Ente che vanta e si vanta del primato di informatizzazione nella PA. Certo è che, in tale condizione lavorativa, al momento non risolta dall’Amministrazione, eventuali ricadute sui servizi non potranno essere attribuite al personale.
Alla luce di questa situazione contestiamo fermamente, inoltre, le iniziative di molti Dirigenti /Coordinatori che anche in contrasto con l’informativa della DG stanno richiedendo la produttività personale ai lavoratori con report settimanali. Chiediamo al Direttore delle Risorse Umane di intervenire subito per tutelare i lavoratori da queste situazioni di pressione e controllo soggettivo ingiustificate, soprattutto, in una situazione di criticità lavorativa dovuta a problemi tecnici e forse anche a mancate scelte organizzative dell’Amministrazione che impediscono il corretto svolgimento delle attività lavorative del personale.
Ancora, visto che stiamo vivendo una fase emergenziale, occorre superare l’Accordo di luglio 2019 non firmato dalla Cgil , e disciplinare questo smart-working “emergenziale”, per eliminare anche le criticità di quell’accordo come: il mancato riconoscimento del diritto al buono pasto, la connessione internet, le eventuali fasce di contattabilità ecc. ecc.
Alla luce dell’art. 75 del D.L. 18 che, proprio allo scopo di agevolare la diffusione del lavoro agile, autorizza tutte le Pubbliche Amministrazioni ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedure accelerate, chiediamo di sapere se l’Istituto intende avvalersene, così da ampliare il numero dei dispositivi già presenti e garantire pari condizioni di accesso – e di erogazione dei servizi – a tutti i propri dipendenti.
Infine, vorremmo capire come viene garantita la formazione in questo momento, visto che si tratta di attività che potrebbe essere svolta senza particolari difficoltà proprio nell’ambito del lavoro agile e anche alla luce del recente messaggio della competente Direzione Centrale sul punto.
Proprio per questo, crediamo che un incontro in videoconferenza in questo momento possa essere utile e ne chiediamo la convocazione in tempi rapidi.

 

FP CGIL

Antonella Trevisani-Matteo  Ariano

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