Ministero Salute: Protocollo di accordo misure di prevenzione e sicurezza

09 Giugno 2020

FP CGIL NEWS
IPOTESI DI ACCORDO FUA 2018, BOZZA PROTOCOLLO D’INTESA PREVENZIONE E SICUREZZA, CONVOCAZIONE DISCIPLINA SMART WORKING.

FUA 2018
La FP CGIL ha sottoscritto l’ipotesi di accordo per il Fondo risorse decentrate (ex FUA) 2018, per senso di responsabilità, anche se non sono state condivise tutte le scelte operate sul tavolo di trattativa. Per questo abbiamo allegato al testo una dichiarazione a verbale, che richiama l’amministrazione ad una sollecita convocazione per la trattativa di un accordo triennale 2019/2021 sul FRD al fine di riequilibrare le scelte di prima applicazione operate per il 2018, a proposito della indennità premiale prevista dall’art, 78 del CCNL. Si chiederà di istituire un sistema
di misurazione che affianchi e mitighi gli effetti di un sistema di valutazione dell’amministrazione che ormai tutti (anche chi 11 anni fa era entusiasta della brunetta) considerano pessimo.
Per questo abbiamo chiesto la pubblicazione dei “premiati” e abbiamo posto da subito dei paletti per le trattative che verranno.
Speriamo che l’accordo possa iniziare l’iter di verifica e le spettanze dovute ai lavoratori per il 2018 possano essere liquidate al più presto.
BOZZA PROTOCOLLO D’INTESA PREVENZIONE E SICUREZZA
Il 4 giugno u.s. l’amministrazione ha nuovamente convocato le OO.SS. per discutere la bozza di protocollo d’intesa in materia di prevenzione e sicurezza, già analizzato lo scorso 13 maggio 2020.
Partendo dai principi dell’accordo sottoscritto il 14 marzo 2020 dalle OOSS con il Ministro della Pubblica amministrazione, la FP CGIL unitariamente con la CISL FP e la UIL PA ha preparato un documento articolato che è stato anticipato all’amministrazione e alle altre OOSS prima di iniziare le discussioni in modo da
avere una traccia su cui lavorare.
L’amministrazione NON ha mai discusso quel documento durante le riunioni, compresa la parte riguardante la nuova regolamentazione dello smart working, nonostante anche altre sigle sindacali avessero riconosciuto il documento come valido apportando anche delle modifiche e integrazioni (vedi comunicati del 13
maggio e del 15 maggio u.s.).
Dalla prima riunione è stata presentata una proposta che è deficitaria – tra gli altri per i seguenti motivi:
1) mancano le modalità con cui l’amministrazione garantirà sia il proseguimento del lavoro agile sia i rientri programmati e per motivi inderogabili del personale;
2) nei principi sembrerebbe, infatti, che la volontà sia quella di garantire il lavoro agile (come del resto da normativa vigente) ma nel documento mancano tutte le concrete azioni che verranno messe in essere perché
questa sia la modalità ORDINARIA di lavoro;
3) manca una definizione almeno dei criteri per identificare i motivi “inderogabili” per cui è richiesta la presenza del personale in sede in deroga al principio del lavoro agile;
4) mancano le attività che l’amministrazione a nostro parere deve garantire per consentire l’attività in sede (controllo sui comportamenti corretti, procedure per gestire eventuali casi positivi, aerazione dei locali e eventuale chiusura di locali non arieggiati, procedure per fornitori esterni, ecc…);
5) applicazione in periferia delle stesse misure, ovviamente nel rispetto delle caratteristiche peculiari;
6) addirittura parrebbe che sia anche possibile stare in 2 in una stanza.
Il protocollo presentato è in realtà una raccolta di quelle che sono le previsioni normative, che, come ovvio e dovuto per obbligo normativo, l’amministrazione applicherà.
Come detto, il documento è privo di quelle che sono le misure concrete – presenti nella proposta di queste OOSS- che l’amministrazione applica per garantire i principi delle normative ad oggi vigenti e c’è una ampia discrezionalità di applicazione lasciata nelle sedi periferiche.
Questa OS ha firmato il protocollo con la ministra Dadone a garanzia dei lavoratori/lavoratrici non come mero esercizio di stile, e in questa ottica pensava di rapportarsi con l’amministrazione.
Abbiamo scoperto, invece, non solo che non ci siamo rapportati con l’amministrazione ma con il dott. Celotto nella sua veste qualità di datore di lavoro della sede centrale e, inoltre, che il riferimento al protocollo era stato stralciato e
con lui i principi alla base dello stesso.
Tale riferimento è stato tolto dall’amministrazione su sollecitazione di OO.SS. corporative e minoritarie, chiamate forse per raccattare qualche consenso in più su un documento lacunoso e arraffazzonato.
Come inciso, informiamo che, improvvisamente, dopo la firma del nuovo CCNL dirigenza, alle riunioni sindacali partecipano nuove OO.SS., che, in realtà, non hanno iscritti al Ministero ma servono forse come spalla a quelle OO.SS. che, pur se in minoranza rispetto alle altre sigle, vengono tenute in alta considerazione da
parte dell’amministrazione.
Come già comunicato nel corso della riunione la FP CGIL non sottoscriverà la irricevibile proposta dell’amministrazione.
A nostro parere il documento scarica sui lavoratori le responsabilità dell’amministrazione, minacciandoli addirittura di una denuncia penale, da chi non riesce ancora a definire quali siano le attività indifferibili da svolgere in
presenza e da chi non riesce ancora, a pandemia ormai attenuata, a decidere nemmeno quanto persone possano entrare nelle sedi ministeriali.
Eppure sono stati coinvolti i maggiori esperti nazionali .
Ma evidentemente quando si tratta di assumersi una qualche responsabilità, al di là delle belle parole, nessuno si espone.
CONVOCAZIONE DISCIPLINA SMART WORKING
Nel corso dell’incontro del 4 giugno, su nostra ripetuta pressione (abbiamo fatto notare che a fine mese arriveranno a scadenza anche i “progetti” del telelavoro) l’amministrazione ha acconsentito ad effettuare una convocazione a breve per un accordo nuovo e complessivo sullo smart working, che disciplini anche gli istituti spettanti ai lavoratori. Nella proposta presentata “l’avvio delle trattative per lo smart working” era previsto per i primi giorni di Agosto 2020.
Infatti, ci è pervenuta una convocazione per mercoledì 10 giugno p.v. per “la revisione e aggiornamento dell’atto di indirizzo in tema di smart working del 27 dicembre 2019”.
Chiariamo subito che la FP CGIL non vuole ripetere la sceneggiata operata per il cosiddetto protocollo d’intesa per la prevenzione e la sicurezza, presentando documenti e studi che vengono puntualmente ignorati dall’amministrazione.
La FP CGIL si aspetta non una revisione di date e percentuali sul vecchio documento redatto quando il mondo era un altro.
Pretendiamo un nuovo protocollo che disciplini lo smart working, ormai modalità ordinaria del lavoro, alla luce delle nuove norme e con tutte le garanzie economiche e giuridiche per i lavoratori.
Consideriamo questa convocazione come una occasione che serva a far evolvere i principi e le modalità del lavoro pubblico al Ministero della salute e non una mera elencazione di codicilli superati.
Proporremo che lo SW diventi una modalità utilizzata a rotazione da tutto il personale ministeriale, liberando risorse provenienti dai risparmi per l’amministrazione e benefici per la città, la mobilità e la qualità della vita dei
lavoratori.
Deve essere una occasione di progresso da cogliere in trasparenza, con regole chiare, semplici e condivise sulla revisione dell’organizzazione del lavoro e degli orari e sulla fornitura delle apparecchiature e i software necessari, che fino a questo momento, è bene ricordarlo, sono stati messi a disposizione dell’amministrazione dai lavoratori (PC, internet, software e telefono).
Se continueremo con la navigazione a vista che ha caratterizzato gli ultimi mesi del Ministero della Salute non solo perderemo una occasione di evoluzione, ma torneremo indietro sulla pressione di chi ha in odio il lavoro pubblico che ha già iniziato le sue campagne diffamatorie.

Roma, li 8 giugno 2020

Delegazione trattante nazionale

FP CGIL Ministero della Salute
Di GIORGI          LUPI

 

 

La FP CGIL, pur sottoscrivendo l’accordo per il FUA 2018, sottolinea i seguenti punti di dissenso :
– Differenziazione del premio individuale (art. Art. 78 CCNL 2016/2018)
E’ stata fatta la scelta di attribuire il “premio” utilizzando unicamente il criterio della valutazione di
100 assegnato secondo il vigente sistema di valutazione . A tale riguardo, due elementi empirici gettano
una luce negativa sula sua concreta applicazione:
da una verifica della distribuzione tra Direzioni del numero dei beneficiari della massima valutazione
emerge con chiarezza come in due di esse i dirigenti siano stati particolarmente “generosi”, contro le
indicazioni sulla modalità di assegnazione del 100, nell’attribuzione della valutazione massima. Si
giunge così al paradosso, che diventa immediatamente ingiustizia ed elemento di divisione tra colleghi,
che i dipendenti appartenenti ad uffici i cui dirigenti si sono correttamente attenuti al principio
dell’eccezionalità della massima valutazione sono alla fine discriminati nell’attribuzione dei benefici
derivanti dall’applicazione dell’accordo sottoscritto.
Inoltre, non risulta accettabile che i dipendenti che percepiscono il “decreto”, per definizione non
destinatari del FUA e che godono di introiti decisamente superiori al resto del personale, vadano, anche
se per quota parte, a partecipare ad un istituto previsto nell’accordo sul medesimo fondo.
Come conseguenza di quanto sopra la FP CGIL chiede di rendere pubblico l’elenco dei dipendenti con
la valutazione di 100 e delle motivazioni addotte dai dirigenti interessati per la sua attribuzione.
Viene richiesto, infine di avviare immediatamente le trattative per la sottoscrizione di un accordo
triennale che disciplini in modo puntuale la corresponsione del “premio” individuando un sistema di
misurazione delle attività dei lavoratori che affianchi il sistema di valutazione previsto dal CCNL .
– Per la corresponsione delle indennità di turnazione e di reperibilità (artt. 19 e 20 CCNL 2016/2018) è
stata operata la scelta di utilizzare i criteri e gli importi del precedente accordo FUA .
A tal proposito si avverte che la FP CGIL a partire dal prossimo accordo triennale sopra descritto riterrà
valide unicamente le indicazioni contenute nei corrispondenti articoli del CCNL sia per i criteri che
per gli importi da corrispondere .

Roma, li 5 giugno 2020

Coordinamento nazionale

FP CGIL Ministero della Salute
Fabio Lupi

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