PCM: comunicato trattativa per CCNL 2016/2018 Presidenza del Consiglio

24 Settembre 2020

CCNL Presidenza del Consiglio dei Ministri: nuovo incontro in Aran sulla parte economica.

Si è tenuto oggi un nuovo incontro con Aran per il rinnovo contrattuale 2016/2018 delle lavoratrici e dei lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’incontro ha affrontato le ultime parti del CCNL relative alla parte economica: struttura della retribuzione, incrementi stipendiali, effetti dei nuovi stipendi, costituzione e utilizzo del Fondo Unico di Presidenza, eccetera.
L’Aran ha illustrato la sua proposta di riparto delle risorse disponibili per questo rinnovo. Per il quale
ricordiamo che, grazie al protocollo sottoscritto da CGIL CISL UIL con l’allora governo il 30 novembre
2016, fu possibile far ripartire i rinnovi contrattuali, dopo il blocco imposto dal 2009, impegnando
risorse pari a 85 euro medi mensili per tutti i comparti pubblici, ovviamente riparametrati in ragione dei valori medi retributivi dei singoli comparti.
Pertanto, la condizione di partenza permette di ragionare con disponibilità economiche che a regime
(dal 2018) ammontano a circa 125 euro medi mensili per 13 mensilità.
Aran propone di distribuire tali risorse in misura proporzionale tra tabellare, indennità di presidenza
e fondo per la contrattazione integrativa.
Nello schema proposto a incremento del tabellare andrebbero circa 13 euro/mese per l’anno 2016,
40 euro/mese per il 2017 e 73 euro/mese dal 2018. Ovviamente sono valori medi mensili che vanno
parametrati in ragione della posizione economica di inquadramento.
A questi si aggiunge un incremento medio mensile di 19 euro sull’indennità di presidenza e 33 euro a integrazione del Fondo di contrattazione integrativa.
Conclude la proposta Aran la previsione di conglobamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel tabellare e il conglobamento nel tabellare anche di una quota, definita con la contrattazione integrativa 2006/2009, dell’indennità di specificità organizzativa pari a circa 456 euro/mese per 13 mensilità.
Sempre a integrazione del Fondo di contrattazione integrativa saranno poi destinate le risorse derivanti dalla riduzione della spesa per lavoro straordinario (circa 60 euro medi) nonché le risorse derivanti dalla legge di bilancio 2020 (5 milioni) per un valore medio mensile di ulteriori 146 euro.
L’Aran ha anche chiarito che, per effetto di questa ipotesi di ripartizione delle risorse, gli arretrati per effetto del rinnovo contrattuale 2016/2018 ammonterebbero a circa 5.577 euro medi pro-capite.
Nell’incontro di oggi ci siamo riservati un giudizio finale complessivo, anche sulla parte economica, solo a valle delle risposte che Aran ci darà sulle proposte di modifiche che abbiamo avanzato negli incontri precedenza.
Nel merito abbiamo rimarcato il fatto che le risorse disponibili e quantificate grazie all’accordo del 2016 diventano sempre più insufficienti quanto più si allontanano i tempi di realizzazione del nuovo CCNL. Non ci sfugge, infatti, che – nel caso in cui dovessimo siglare l’ipotesi di accordo entro il mese di ottobre – i tempi per l’effettiva erogazione economica al personale non sarebbero prima del prossimo mese di marzo/aprile 2021. Ben oltre quindi la vigenza contrattuale 2016/2018 e, auspicabilmente, a ridosso dell’apertura di una nuova stagione contrattuale per la vigenza 2019/2021.
Per questo abbiamo ribadito la nostra disponibilità a chiudere in fretta il contratto proponendo alcuni
aggiustamenti sostenibili nelle condizioni date:
– Un migliore riequilibrio tra parte fondamentale della retribuzione (tabellare) e salario accessorio in favore del tabellare;
– La definizione di una diversa parametrazione economica, più favorevole dell’attuale, per il personale apicale della categoria di inquadramento giuridico, in ragione della mancata riqualificazione, cui finora la contrattazione integrativa non ha saputo dare risposta;
– Il rinvio della definizione di un nuovo sistema di classificazione – per noi più utile a riconoscere il lavoro che già oggi si fa, prescindendo dagli steccati solo formali rappresentati dall’appartenenza alle categorie di inquadramento giuridico – a una commissione paritetica che dovrà poi consegnare le proprie proposte al ccnl 2019/2021;
– Un intervento normativo utile a favorire e rendere note le condizioni di adesione al Fondo di previdenza complementare Perseo Sirio per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Attendiamo ora le risposte che saranno date alle nostre richieste nel prossimo incontro già fissato per lunedì 5 ottobre. Fermi nella convinzione che le lavoratrici e i lavoratori meritano il contratto collettivo nazionale di lavoro dopo 11 anni di blocco.

 

Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto