Ministero dell’Interno: Comunicato su circolari Protocollo

12 Ottobre 2020

Ministero dell’Interno
Se l’orario deve essere flessibile, che lo sia davvero

Con le circolari 58631/2020 e 58641/2020 della Direzione Centrale per le Politiche del Personale
dell’Amministrazione Civile è stato trasmesso a tutti gli uffici del Ministero dell’Interno il protocollo
di accordo integrativo per la prevenzione e sicurezza in materia di emergenza sanitaria da Covid
19.
Nelle pieghe della circolare si rinviene un capoverso che definisce unilateralmente che “per effetto
della distribuzione flessibile del tempo di lavoro, nelle giornate di smart working non
sono configurabili né prestazioni straordinarie, né prestazioni notturne o festive e il dipendente
non ha diritto all’erogazione dei buoni pasto”.
Vogliamo che sia chiaro che questa affermazione esprime una posizione che è esclusivamente
dell’amministrazione, alla quale abbiamo più volte richiesto un confronto, che non è mai
stato concesso, proprio sulla regolamentazione dello Smart Working, proponendo anche una serie
di rivendicazioni tra cui l’identificazione delle condizioni di maturazione del diritto al buono
pasto per i lavoratori in modalità agile. Anche a seguito della totale chiusura dell’Amministrazione
rispetto alla discussione su questi punti abbiamo ritenuto indispensabile inserire sull’argomento
una nota a verbale proprio al Protocollo integrativo.
Con questa circolare il Ministero dell’Interno dimostra con tutta evidenza che non ha nessuna
intenzione di aprire un confronto sulla regolamentazione dello Smart Working nel periodo
emergenziale (che prescinde dall’accordo individuale previsto dalla normativa in materia), ponendo
di fatto le condizioni affinché i propri dipendenti siano meno tutelati rispetto a quelli di altre
pubbliche amministrazioni in cui questo confronto è stato aperto ed ha portato, in molti casi, alla
sottoscrizioni di accordi.
Come FP CGIL continueremo a pressare l’amministrazione in tutte le sedi affinché receda da un
atteggiamento di tale arroganza. Nel frattempo, raccomandiamo alle nostre strutture territoriale
e a tutti i lavoratori di attenersi con cura alla “distribuzione flessibile dell’orario” invocata a
giustificazione della mancata corresponsione del buono pasto o del mancato riconoscimento di
eventuali altri istituti previsti dal CCNL.
Il Ministero dell’Interno, come tutte le amministrazioni, dovrà esplicitare come e dove la flessibilità
è funzionale e dove, invece, è necessaria una articolazione più rigida, ed applicare di conseguenza
le previsioni contrattuali previste nell’uno e nell’altro caso.

 

FP CGIL Nazionale
Andreoli/Benvenuto

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto