Fp Cgil a Anci, no a discriminazioni su nulla osta mobilità per personale comuni

23 Giugno 2021

Posizione sconcertante, associazione intervenga su semplificazione concorsi

“Lascia sconcertati la nota dell’Anci con la quale l’associazione chiede di escludere il personale degli enti locali dalla nuova e più favorevole disciplina della mobilità nelle pubbliche amministrazioni prevista dal decreto reclutamento”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil in merito alla posizione espressa dall’associazione guidata da Antonio Decaro, aggiungendo che: “Non solo è sbagliata la richiesta di adottare per il personale dei comuni un regime diverso e più restrittivo rispetto a quello previsto per le altre pubbliche amministrazioni, ma è incredibile che si lanci l’allarme sostenendo che questa compressione della libertà dei dipendenti degli enti sarebbe necessaria perché più elevata la loro propensione a spostarsi verso alte pubbliche amministrazioni a causa di un ‘trattamento retributivo medio inferiore rispetto al resto della PA’ e perché più gravi sarebbero gli effetti di questo presunto esodo a causa di gravi carenze di organico degli enti”.

Il sindacato si chiede, inoltre: “Che colpa hanno i lavoratori se le politiche perseguite a livello nazionale, ma anche periferico, hanno puntato sulla compressione dei salari e sulla mancanza di assunzioni come strumento per ottimizzare la produttività delle pubbliche amministrazioni? Non è paradossale che oggi si pretenda di far scontare due volte ai lavoratori queste circostanze, incatenandoli alle loro amministrazioni perché più poveri e più indispensabili dei dipendenti di altri settori pubblici?”. Per la Fp Cgil, “i comuni piuttosto dovrebbero intervenire per semplificare ulteriormente i concorsi ed evitare paradossi, come quelli che si paventano al comune di Roma dove le selezioni sarebbero così stringenti da mettere a rischio persino la formazione di una graduatoria. Dovrebbero denunciare le norme che fingono di rimuovere i tetti al salario accessorio ma che non risolvono nulla. Dovrebbero smettere di nascondersi dietro vincoli troppo rigidi sulle assunzioni per esternalizzare i servizi e comprimere i salari. Dovrebbero insomma chiedere di poter fare il proprio mestiere senza pretendere di discriminare i propri dipendenti”, conclude.

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