19 Dicembre 2022

Oggi a Roma, serve lavorare per permanenza di questo importante progetto

“Stabilizzare i Funzionari dell’Ufficio per il Processo, e insieme a loro la permanenza dell’Ufficio del Processo ben oltre la scadenza del 2026, insieme al varo di un piano di assunzioni per il Ministero della Giustizia, che soffre di una endemica carenza di personale in ragione di un disinvestimento lungo anni. Su questi temi la nostra mobilitazione continuerà fino al raggiungimento dei nostri obiettivi”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, oggi in occasione del presidio promosso dal sindacato, dopo un incontro con il vicario del capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.

Presidio che ha visto la partecipazione di oltre cento lavoratrici e lavoratori impegnati come Funzionari dell’Ufficio del Processo del Ministero della Giustizia e della Giustizia Amministrativa (Consiglio di Stato e Tar). Nel corso dell’incontro, fa sapere Oliverio, “abbiamo rappresentato che questi lavoratori oggi impegnati abbiano davanti una prospettiva di stabilizzazione. Per questo abbiamo chiesto un impegno perché già all’indomani dell’approvazione della legge di Bilancio si intrattenga una relazione positiva per ragionare su una organizzazione efficace dei lavori di questo ufficio, progetto importante e ambizioso nato per abbattere il consistente arretrato degli uffici giudiziari, in modo da scavallare i tempi previsti dal Pnrr”.

Inoltre, prosegue Oliverio, “abbiamo chiesto garanzie per la stabilizzazione di questi lavoratori a partire da settembre 2024, quando scadranno i loro contratti a tempo determinato. E su questo punto siamo stati rinviati ad un approfondimento che partirà da gennaio con l’amministrazione e con i vertici politici. Si tratta di impegni assunti, non c’è nulla di scritto, e per questo continueremo la nostra azione di presidio e di mobilitazione. Serve stabilizzare il personale che con tanta capacità e dedizione ha contribuito al miglioramento di questo servizio pubblico, per il diritto a una giustizia più veloce ed efficace”, conclude Oliverio.

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