INPS – Vigilanza ispettiva e nuove assunzioni: l’amministrazione dimostri coerenza

29 Agosto 2025

743. Tanti sono gli ispettivi ancora in servizio ad agosto di quest’anno. I dati forniti dall’Amministrazione attestano una crisi senza precedenti, che va inquadrata nella più ampia cornice delle carenze di personale ormai comune a tutte le Amministrazioni. Il dato, però, stride rumorosamente in un ente come l’INPS: la cronaca di questi giorni riporta come ogni cavillo della futura legge di bilancio sia inesorabilmente destinato a gravare sull’Istituto, sulla funzione che esso esercita, sul ruolo strategico che assolve.

Nella giornata di ieri abbiamo così accolto la notizia dello “sblocco” delle assunzioni degli ispettivi. Ci fermiamo a quota 403: un contingente esiguo che tappa una falla, ma non restituisce respiro a chi deve operare quale presidio di legalità.

Torniamo, allora, a quanto già scritto nel maggio di quest’anno: che fine ha fatto il percorso destinato a consentire il cambio di famiglia professionale ai funzionari amministrativi interessati alla funzione ispettiva?

Dovevano essere 77 unità, ma l’impasse non si è mai sbloccata. Eppure servirebbero subito nuove leve, con un processo formativo utile all’esercizio di tale attività.

Intendiamoci: va sgomberato il campo da un equivoco. L’opaca procedura legata al reperimento di informatici tramite il cambio di famiglia professionale non rappresenta un precedente incoraggiante.

L’Amministrazione deve ancora chiarire tre punti, anche per evitare ulteriori strascichi:

  • chi è stato selezionato;

  • quali requisiti sono stati considerati utili;

  • dove troviamo uno straccio di graduatoria. Serve un’operazione verità.

E parallelamente occorre un impegno reale in favore della funzione ispettiva.

A giugno abbiamo proposto l’attivazione di un tavolo per le assunzioni: ribadendo la necessità di documentare le carenze d’organico sede per sede, agenzia per agenzia, scrivevamo che a nostro avviso “occorrerebbe definire il ruolo che l’INPS intende svolgere nel sistema- paese, per determinare poi con esattezza la più efficiente distribuzione e adeguare il trattamento economico nel contratto integrativo“.

Proprio ieri, intervenendo sul Sole24Ore, Antonio Naddeo ha dettato la visione dell’ARAN: “Troppo spesso le amministrazioni pubbliche si limitano a fotografare l’esistente (…). L’analisi del fabbisogno deve invece partire da una domanda fondamentale: quali saranno le sfide che questa amministrazione dovrà affrontare nei prossimi due decenni?“.

Ce lo chiediamo tutti, dunque. Sorge spontanea una domanda: perché non avviare un tavolo di confronto aperto a tutte le organizzazioni sindacali?

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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