INPS – Il silenzio assordante su chi tiene in piedi il welfare

06 Febbraio 2026

Le dichiarazioni della, pardon, del Presidente del Consiglio in occasione della Conferenza nazionale della Dirigenza INPS confermano, ancora una volta, una visione parziale e distante dalla realtà quotidiana dell’Istituto.

Nel richiamare la “missione strategica dell’INPS”, il premier omette completamente ogni riferimento al personale dell’Ente, alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento concreto del sistema di protezione sociale.

Nessuna parola per chi rappresenta davvero il volto dello Stato sul territorio: chi lavora agli sportelli, chi risponde al telefono, chi gestisce pratiche complesse, chi affronta il disagio sociale.

Sono questi lavoratori e lavoratrici che, quotidianamente, mettono la faccia davanti ai cittadini, spesso in condizioni di forte fragilità, e che troppo frequentemente si trovano a subire insulti, minacce e offese, pagando in prima persona il prezzo di scelte normative e politiche decise altrove. Norme che sempre più spesso trasmettono l’idea che la povertà sia una colpa individuale e non una condizione sociale che richiederebbe ascolto e strumenti di tutela.

Parlare di “Stato amico e affidabile” senza riconoscere il ruolo, il carico di responsabilità e il logoramento umano di chi opera in prima linea è un esercizio retorico vuoto.

Lo Stato non è un concetto astratto, lo Stato lo rappresenta chi ogni giorno regge l’urto del disagio sociale.

E del resto l’unica resistenza che può essere considerata valida dal Governo è quella a mettere risorse nella PA: basti pensare al tetto al Fondo Risorse Decentrate, mai scalfito in INPS; al valore bloccato dei buoni pasto; ai ritardi nel pagamento del trattamento di fine rapporto per chi lavora nel pubblico; alla tassa sulla malattia; agli stanziamenti sul precedente CCNL.

Il registro usato risulta inaccettabile. Non esiste alcun “braccio operativo dello Stato” senza il lavoro quotidiano delle persone che lo rendono possibile. Continuare a ignorarle, perfino nei momenti ufficiali, significa svalutarne il ruolo.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

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