INAIL – Lettera aperta alle lavoratrici e ai lavoratori

09 Febbraio 2026

Tutti i colleghi sono uguali, ma alcuni colleghi sono più uguali degli altri

Care colleghe e cari colleghi,

in questi giorni l’Amministrazione, a conclusione di una procedura “in deroga” (non straordinaria) di dubbia trasparenza, ha adottato una serie di provvedimenti di trasferimento in deroga al vincolo quinquennale con decorrenza 23 marzo 2026.

Ora, oltre a configurarsi come procedura difforme rispetto alle norme vigenti (tra l’altro priva di motivazioni di carattere organizzativo e/o funzionale) e regolamentari interne, è del tutto evidente come una simile iniziativa, che andrebbe immediatamente annullata, crei addirittura disparità di trattamento tra coloro che si trovano nelle medesime condizioni.

Per comprendere ciò, è importante ricordare quelle che la DCRU aveva posto come condizioni per accedere al trasferimento in deroga, in particolare “…tali trasferimenti potranno avvenire successivamente alla presa di servizio, e subordinatamente alla stessa, dei vincitori delle ulteriori procedure assunzionali che saranno autorizzate e bandite dall’Istituto e, al fine di garantire il proficuo passaggio di consegne, decorreranno dalla fine del periodo di prova dei “sostituti”, ovvero al termine di analogo lasso temporale per il personale transitato in mobilità verso l’Istituto”. E allora accade che in assenza di nuove procedure assunzionali, se non quella di mobilità verso l’istituto che si è conclusa solamente il 3 febbraio u.s., spuntano dei trasferimenti in deroga che contribuiscono ancor di più a creare zone d’ombra e poca trasparenza.

I tempi dettati dalla stessa Amministrazione per i già menzionati trasferimenti prevedevano che questi sarebbero dovuti scattare quattro mesi dopo l’effettiva presa di servizio dei colleghi transitati in mobilità: pertanto ci troviamo di fronte a provvedimenti di trasferimento che si configurano come una deroga della deroga.

È facile immaginare, a questo punto, che i provvedimenti in questione, essendo di regioni destinatarie dell’ultimo scorrimento RIPAM su base regionale, abbiano utilizzato, scorrettamente, una procedura già bandita e non da bandire.

Insomma, il caos…!!!

Volendo parafrasare una celebre frase satirica della Fattoria degli animali di George Orwell “tutti i colleghi sono uguali, ma alcuni colleghi sono più uguali degli altri”.

Ma il personale e i colleghi tutti meritano una così azione amministrativa poco trasparente?

La verità è che nel mondo parallelo di Roma si semina incertezza e nelle sedi si raccoglie malessere. A Roma si pensa che nelle trincee (perché questo sono le nostre sedi territoriali, ormai spopolate per la carenza di personale e sovrappopolate di utenza per l’intensificazione delle attività istituzionali) ci sia la stessa “aria” del Quartier generale.

Ma qualcuno si ricorda le motivazioni alla base dello sciopero unitario del 21 aprile 2023? Noi SI…!!!

I colleghi tutti hanno bisogno di trasparenza e di certezza.

Ovviamente, evitiamo in questa nostra di entrare nel merito dell’impatto che tali spostamenti in deroga, al pari di quelli che potrebbero avvenire nei prossimi mesi, porteranno nelle sedi territoriali già in affanno per la continua emorragia di personale e per le nuove e ulteriori competenze previste dal legislatore.

Perché quando si è alla ricerca di una soluzione rispetto alle varie esigenze in campo (siano esse personali che organizzative) è fondamentale non dimenticare mai che dobbiamo erogare servizi ad una utenza altamente fragile che si rivolge a noi in momenti di vita particolarmente difficili se non tragici.

Se noi per primi ci dimentichiamo di tutto ciò, assecondando esclusivamente una delle parti in causa, non solo avremmo tradito l’impegno assunto con tutte le lavoratrici e i lavoratori nel 2023, ma avremmo posizionato un piccolo tassello verso un pericoloso ridimensionamento del nostro assetto territoriale, con buona pace di quella prossimità di cui ci riempiamo da anni la bocca e avviandoci inesorabilmente verso un modello organizzativo/sanitario “indotto” che non potrà fare altro che adattarsi alla nuova realtà.

Pertanto, in considerazione di ciò, chiediamo si proceda ad una immediata sospensione dei provvedimenti in parola, nonché della procedura di mobilità “in deroga” e, al contempo, di valutare insieme eventuali misure alternative (già in uso presso l’Ente) all’interno del perimetro delle regole condivise (v. regolamento mobilità, magari attualizzandolo onde evitare che colleghi con punteggio 0 possano scavalcare tutti) e legislativamente vigenti, che favoriscano il contemperamento delle esigenze di tutte le parti.

Per noi la tutela dei diritti non può prevedere ulteriori zone d’ombra.

Siamo certi che in questa nostra scelta di salvaguardare tutti gli interessi in campo non saremo soli…non lo eravamo nel 2023 e non lo siamo adesso.

Speriamo solamente che per un attimo si torni a parlare dell’INAIL, del suo personale TUTTO…e perché no…si torni a dialogare all’interno di questo Ente.

Solamente così saremo in grado di rispondere, come sempre, a tutte le legittime necessità di chi vive quotidianamente il nostro Istituto.

FP CGIL              UIL PA

A. Mercanti          G. Paglia

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