Si continuano a registrare inaccettabili ritardi nella distribuzione dei buoni pasto elettronici a seguito dell’aggiudicazione della fornitura alla nuova ditta, con l’invio delle nuove tessere e il caricamento dei relativi ticket che procede con estrema lentezza e a macchia di leopardo negli uffici in tutta Italia.
Il buono pasto dovrebbe servire a compensare l’assenza del servizio mensa, garantendo la possibilità di fruire del pasto nel momento in cui, superate le 6 ore di lavoro, il dipendente ha diritto ad una pausa che possa ristorarlo delle energie psicofisiche spese durante l’attività lavorativa.
Invece siamo al paradosso per cui secondo l’amministrazione sarebbe accettabile che i dipendenti debbano nei fatti rinunciare al pasto per mesi, senza alcuna compensazione o servizio sostitutivo da poter offrire nel frattempo, oppure anticiparne il costo di tasca propria. Ci si limita ad ostentare nei corridoi un’imperscrutabile fiducia nel futuro che verrà senza dare alcun tipo di rassicurazioni e indicazioni chiare sui tempi e modi entro cui sarà garantito un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il tutto con l’ennesimo schiaffo subito da tutti i dipendenti pubblici con l’ultima legge di bilancio che ha previsto l’aumento del valore defiscalizzato per i buoni pasto in formato elettronici, da 8€ a 10€, solo per i dipendenti del settore privato. Perché chi ha scritto questa norma, evidentemente, si è dimenticato che ne esiste un’altra ancora in vigore, del 2012, che fissa il valore massimo dei buoni pasto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici a 7€. Anche per questo nel corso della discussione dell’ultima legge di bilancio la FP CGIL aveva proposto, con appositi emendamenti, il superamento di questa norma; ma la maggioranza parlamentare che sostiene questo Governo ha risposto picche.
Riteniamo necessaria una tempestiva azione dell’amministrazione per definire un apposito cronoprogramma per ultimare l’attivazione e il caricamento dei buoni pasto, nonché ad attivarsi per mettere in campo tutte le azioni possibili per mitigare le conseguenze negative nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori di questo Ministero.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo