Al Presidente di AIOP Prof. Gabriele Pelissero
Al Presidente di ARIS Padre Virginio Bebber
e.p.c.
Al Ministro della salute On. Orazio Schillaci
Al Presidente di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Dott. Massimiliano Fedriga
Al Presidente della Valle D’Aosta Dott. Renzo Testolin
Al Presidente del Piemonte Dott. Alberto Cirio
Al Presidente della Liguria Dott. Marco Bucci
Al Presidente della Lombardia Dott. Attilio Fontana
Al Presidente del Trentino Alto- Adige/Sudtirol
Dott. Arno Kompatsche
Al Presidente del Veneto Dott. Alberto Stefani
Al Presidente del Friuli-Venezia Giulia
Dott. Massimiliano Fedriga
Al Presidente dell’Emilia- Romagna
Dott. Michele De Pascale
Al Presidente della Toscana Dott. Eugenio Giani
Al Presidente dell’Umbria Dott.ssa Stefania Proietti
Al Presidente delle Marche Dott. Francesco Acquaroli
Al Presidente del Lazio Dott. Francesco Rocca
Al Presidente dell’Abruzzo Dott. Marco Marsilio
Al Presidente del Molise Dott. Francesco Roberti
Al Presidente della Campania Dott. Roberto Fico
Al Presidente della Puglia Dott. Antonio Decaro
Al Presidente della Basilicata Dott. Vito Bardi
Al Presidente della Calabria Dott. Roberto Occhiuto
Al Presidente della Sicilia Dott. Renato Schifani
Al Presidente della Sardegna Dott.ssa Alessandra Todde
Comunicazione in merito allo Stato di Agitazione proclamato il 28 gennaio u.s.
Prendiamo atto della nota di AIOP e ARIS, inviata alle scriventi OO.SS. in data 16 febbraio u.s., che ad ogni buon conto si riallega alla presente affinché ne prenda visione oltre che il Ministero della salute anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ed i rispettivi Presidenti di Regione in epigrafe, e ribadiamo quanto già espresso nel tentativo di conciliazione avvenuto il 12 febbraio u.s. di fronte al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ovvero che non siamo più
disposti a tollerare ulteriori attese per l’apertura dei tavoli di rinnovo rispettivamente del CCNL della sanità privata e dei CCNL del settore socio-sanitario-assistenziale.
Inoltre, giudichiamo inopportuno il silenzio della parte istituzionale, da cui attendiamo indicazioni sin dall’incontro avvenuto presso il Ministero della salute in data 22 dicembre 2025. In quella sede ci erano state fornite rassicurazioni che, ad oggi, non hanno tuttavia trovato alcun riscontro concreto. Proprio tale colpevole inerzia, unita alla pretesa indifendibile della parte datoriale di non procedere ai rinnovi fintanto che non venga loro garantita la copertura integrale degli incrementi contrattuali, ci ha costretto ad intraprendere le iniziative di mobilitazione messe in atto e che continueremo a portare avanti non tanto per ledere le strutture associato ad AIOP e ARIS, ma piuttosto per dimostrare ai 300 mila dipendenti del settore, che garantiscono quotidianamente l’assistenza al cittadino e rappresentano la vera colonna portante dell’ospedalità privata e territoriale accreditata, che non sono stati dimenticati in questa vergognosa vicenda che si trascina da ben troppo tempo.
Le scriventi, pur avendo dimostrato concretamente la propria disponibilità a proseguire le trattative già avviate per il rinnovo dei CCNL ARIS RSA e AIOP RSA, rilevano tuttavia il permanere di posizioni della parte datoriale che lasciano intendere la mancanza di una reale volontà di pervenire alla chiusura dei tavoli in tempi brevi. Ritardi ancora una volta inaccettabili, che vanno ad aggravare una situazione già critica, accumulando ulteriori ostacoli e rallentamenti alle legittime aspettative di tutela economico-salariale di coloro che chiedono un giusto contratto da 14 anni per il settore ospedaliero e da 8 anni per il settore socio-assistenziale.
Alla luce di quanto detto, noi diamo la massima disponibilità a trattare e confermiamo ogni apertura percorribile al fine di pervenire ad una soluzione positiva della vicenda, ma chiediamo al contempo che tutti i soggetti coinvolti si assumano le proprie responsabilità, a cominciare dal Ministero della salute, passando poi per la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e interpellando, infine, tutte le Regioni del Paese, in quanto l’accreditamento istituzionale previsto dal D.lgs. n. 502/1992 prevede esplicitamente l’incombenza sul livello regionale circa la verifica dei requisiti di carattere strutturale ed organizzativo, senza i quali non è possibile garantire la tutela della salute dei cittadini. In particolare, vogliamo che vengano dichiarati conformi alle delibere regionali in materia taluni requisiti per l’accreditamento delle strutture ospedaliere, residenziali e semiresidenziali del sistema della salute privato, con specifico riferimento alla valutazione della dotazione organica, alla qualificazione del personale in servizio e alla coerenza tra i requisiti dichiarati e le condizioni effettivamente operative. Riteniamo che la forte disparità salariale presente dai CCNL in oggetto rispetto al CCNL Sanità pubblica già stia provocando un’emorragia di personale destinata ad acuirsi nel tempo, comportando pertanto un’incapacità delle strutture a fornire le opportune risposte di salute.
È importante che venga definito un sistema di regole per l’accreditamenti regionale più chiaro ed univoco, mirante ad accertare la qualità delle cure, la tutela della salute dell’utente e il soddisfacimento dei bisogni assistenziali della popolazione. Uno dei requisiti che necessariamente dovrà essere considerato al fine del rilascio delle autorizzazioni di cui agli artt. 8-bis e ss. del D.lgs.
n. 502/1992 deve essere l’applicazione dei CCNL rinnovati nella corretta vigenza temporale e sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. La vigenza del CCNL, inoltre, non può accumulare un’enorme distanza dal contratto del settore pubblico, in quanto trattasi di contratti che si applicano a lavoratrici e lavoratori che effettuano un servizio pubblico e vengono remunerati da risorse pubbliche. Non accettiamo alcuna forma di disparità tra coloro che allo stesso modo assicurano la resilienza del Sistema sanitario nazionale e l’erogazione universale ed omogenea dei livelli essenziali di assistenza.
Concludiamo ricordando ad ognuno l’importanza della vertenza e la necessità di agire al più presto, abbandonando sterili prese di posizione e proseguendo nel percorso di dialogo intrapreso nel dicembre scorso. Queste OO.SS. porteranno avanti lo stato di agitazione mettendo in campo tutte le iniziative democratiche a disposizione, fino a quando le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori non incontreranno i riconoscimenti attesi, maggiori tutele e regole tassative per il sistema sanitario regionale integrativo. Puntare al ribasso dei diritti e al dumping contrattuale con le OO.SS. e le associazioni datoriali non rappresentative non è mai una scelta responsabile, soprattutto quando l’obiettivo è quello di assicurare un diritto previsto dalla nostra Costituzione quale la tutela della salute.
Certi di aver esposto le nostre ragioni nella massima trasparenza, attendiamo la ripresa del dialogo con le istituzioni in indirizzo e proseguiamo nelle iniziative di lotta già intraprese.
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL FPL |
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Federico Bozzanca |
Roberto Chierchia |
Rita Longobardi |