Al Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
Dott.ssa Lina Di Domenico prot.dog@giustiziacert.it
Oggetto: nota FP CGIL nuovo ordinamento professionale e modalità stabilizzazione personale precario
Gentile dott.ssa Di Domenico,
Sono passati diversi mesi ormai dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo sulle famiglie professionali per il personale non dirigenziale di questo Ministero e nulla è dato sapere circa le tempistiche e le modalità di attuazione dei numerosi impegni assunti nella dichiarazione di intenti sottoscritta in quell’occasione. Oltre ad essere un accordo fallace, che non risponde alle esigenze del personale e che non recepisce la sfida del modello dell’ufficio per il processo per traguardare una nuova e moderna organizzazione del lavoro, non si determinano affatto le condizioni per il transito a pieno titolo del nuovo ordinamento: non sono state disciplinate le procedure per l’attribuzione dei differenziali stipendiali, per i criteri con cui effettuare le progressioni verticali in deroga ex art. 18 CCNL 2019-2021, il sistema degli incarichi di tipo professionale e di posizione organizzativa per l’area dei funzionari o di specifiche responsabilità per l’area degli assistenti. L’unico passo avanti che è stato fatto è stata l’attuazione dell’accordo del 2017, con i passaggi di profilo a costo zero per l’amministrazione. Neanche sul completamento dei passaggi già finanziati di cui all’art. 21-quater, informatici, contabili, esperti linguistici e bibliotecari, è stato battuto un colpo.
Sul versante stabilizzazione dei precari PNRR l’amministrazione ha finalmente riconosciuto quanto abbiamo evidenziato sin dal febbraio 2022: il Ministero della giustizia non poteva fare a meno di queste migliaia di lavoratrici e lavoratori qualificati entrati in questa amministrazione con una missione precisa e avendo così tanto contribuito alla realizzazione degli obiettivi del PNRR sulla riduzione dell’arretrato e del disposition time. Le risorse utilizzate per coprire le stabilizzazioni aggiuntive rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2025 lo dimostrano, aver utilizzato risparmi per mancate sostituzioni del personale cessato in questi anni è la diretta conseguenza del fallimento delle politiche assunzionali di questo Ministero. Chiediamo ora garanzie che questa esperienza non vada dispersa, non solo attraverso la stabilizzazione del
personale ma con la strutturazione a regime dell’ufficio per il processo, in modo da non disperdere competenze e professionalità acquisite nel tempo, oltre alla definizione delle relative dotazioni organiche al fine di determinare le condizioni di stabilità e continuità occupazionale presso le sedi in cui il personale già opera al servizio dell’amministrazione.
Mancano ancora però 1.800 precari all’appello, oltre ai precari dell’obiettivo convergenza per le regioni del sud; abbiamo chiesto più volte l’individuazione delle risorse necessarie alla loro stabilizzazione integrale, ma senza questo almeno che ci si adoperi per garantire la loro continuità occupazionale attraverso una proroga dei loro contratti in prossima scadenza. Riteniamo quindi necessario un finanziamento ulteriore delle capacità assunzionali dell’amministrazione che possa riconoscere le professionalità interne, realizzando un numero maggiore delle progressioni verticali e prevedendo la riserva di posti per il personale interno per il 50% dei posti disponibili della costituenda area delle elevate professionalità.
Per queste ragioni chiediamo:
quando le lavoratrici e i lavoratori di questo Ministero potranno transitare nelle nuove famiglie professionali, con che modalità si potranno realizzare i successivi passaggi tra profili e famiglie;
quando e se l’amministrazione intenderà dare seguito agli impegni presi per fare l’accordo sui criteri per le progressioni verticali in deroga ex art. 18 CCNL 2019-2021, considerando la prossima scadenza prevista per il 30 giugno 2026;
se le lavoratrici e i lavoratori che aspettano da 10 anni i passaggi del 21-quater potranno vederli realizzati prima del loro pensionamento;
quali prospettive intende l’amministrazione riconoscere per gli ausiliari ancora bloccati nell’area operatori;
quali iniziative sta prendendo l’amministrazione per garantire la stabilizzazione o, in subordine, la proroga dei precari rimasti fuori dalle previsioni di stabilizzazione del PIAO;
quali modalità l’amministrazione intenderà adottare per le procedure di stabilizzazione del personale precario PNRR, considerata la mancata strutturazione a regime ad ora del modello organizzativo dell’ufficio per il processo e la corrispondente dotazione organica, con particolare riguardo alla suddivisione dei numeri per ciascun distretto e tribunale oltre alle tempistiche per la pubblicazione delle graduatorie distrettuali e poi nazionale.
In attesa di un gentile riscontro, si porgono cordiali saluti.
La Coordinatrice nazionale FP CGIL Ministero della Giustizia
Felicia Russo