INPS – Banca ore sotto attacco?

03 Marzo 2026

Da più territori continuano a giungere segnalazioni preoccupanti riguardo al divieto di accesso alla banca ore. Colleghe e colleghi che negli anni passati hanno fatto ricorso in modo ordinario a questo istituto si trovano oggi improvvisamente esclusi, costretti a subire le conseguenze dell’ennesima restrizione introdotta dal cosiddetto “Blocca Carriere”.

Il contratto integrativo mono-firma, infatti, all’articolo 7 ha trasformato l’accesso alla banca ore da strumento ordinario di gestione del tempo di lavoro a concessione discrezionale, subordinandolo espressamente a generiche valutazioni sulle esigenze organizzative rimesse alla dirigenza.

Una scelta che altera profondamente l’equilibrio tra vita professionale e personale e che introduce un margine interpretativo ampio, con applicazioni difformi e spesso penalizzanti. Va evidenziato, peraltro, un elemento assai curioso: è il primo caso in cui un istituto disciplinato dalla contrattazione collettiva viene revisionato in peius dalla contrattazione di secondo livello, che anziché ampliare i confini della banca ore ha deciso di comprimerli.

In particolare, gli interpreti più restrittivi – lato Amministrazione – giustificano il diniego sostenendo che, poiché il contratto collettivo prevede vincoli stringenti in materia di smaltimento delle ferie, non sarebbe opportuno consentire la creazione di un’ulteriore “area di riserva” temporale a favore del personale.

Una lettura che svuota di contenuto uno strumento consolidato e utilizzato responsabilmente per anni, senza che ciò abbia mai determinato criticità organizzative strutturali.

Questa vicenda dimostra con chiarezza quanto la contrattazione incida concretamente sulle condizioni di lavoro quotidiane. Dietro formulazioni apparentemente tecniche si sta consumando, mese dopo mese, una progressiva erosione di diritti e certezze che sembravano acquisiti.

Noi continuiamo a ritenere inaccettabile che strumenti di flessibilità, nati per conciliare esigenze personali e lavorative, vengano compressi o resi di fatto inaccessibili attraverso interpretazioni restrittive. Per questo riteniamo indispensabile rimediare agli errori commessi da altri e ristabilire criteri chiari, trasparenti e uniformi, che garantiscano parità di trattamento e rispetto delle prerogative del personale.

I diritti non si comprimono in silenzio, firmando a casaccio a ridosso dell’estate. Si difendono, insieme.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

 

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