Gentile Capo Dipartimento dott.ssa Lina Di Domenico
La scrivente organizzazione sindacale, con più note Le ha chiesto un intervento risolutivo per risolvere alcune questioni pendenti da diversi anni.
Purtroppo ancora oggi le lavoratrici e lavoratori di questo Ministero attendono il pagamento di quote, anche rilevanti, relative agli incentivi tecnici.
Per anni hanno atteso la sottoscrizione del regolamento necessario alla loro liquidazione. L’accordo è stato finalmente firmato e nel 2023 il regolamento viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ma, nonostante il superamento di tutti gli ostacoli burocratici, il personale non ha percepito un solo centesimo.
Passaggi, 21 quater: la norma è in vigore e le coperture economiche disponibili, ma del bando non vi è ancora traccia. Nel frattempo molti dipendenti sono andati in pensione senza poter beneficiare di un unico passaggio di carriera. Ancora più grave la perdita economica che si trascina dal 2017, con effetti diretti e negativi in busta paga, nel TFR e pensione.
Accordo art. 18 CCNL 2019/21 – passaggi di area – le risorse a disposizione per l’intero Ministero ammontano a 9.500.000 euro con scadenza al 30.6.2026. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto funzioni centrali hanno effettuato i passaggi già dal 2023 e in alcuni casi dal 2022, come prevede il contratto.
Hanno, quindi migliorato le loro retribuzioni e il loro futuro in termini di pensione e accantonamenti TFR.
I dipendenti, invece, di questo Ministero a attendono ancora e continuano a perdere quote di salario.
Fondo Risorse Decentrate nessuna notizia, indennità dovrebbero essere corrisposte al massimo nei primi mesi del all’anno successivo slittano a a quale data indefinita.
Gentile Dottoressa a nome delle tantissime lavoratrici e lavoratori di questo Ministero, Le sollecitiamo un intervento deciso affinché le questioni sopra richiamate trovino soluzioni nel più breve tempo possibile.
Come Lei ben sa, le retribuzioni dei dipendenti pubblici italiani sono le più basse dell’area euro e quelle di dipendenti di questo ministero si collocano agli ultimi posti in graduatoria. Evitiamo di peggiorare ulteriormente questa condizione.
Da ultimo, si si segnala l’annosa questione degli organici ormai inadeguati di molti uffici, a partire da quelli degli uffici del Giudice di Pace, rimasti fermi alla loro dotazione organica originaria, nonostante le numerose e nuove competenze attribuite, che richiedono un numero di addetti di gran lunga superiore.
Non stanno meglio i Tribunali Minori e Sorveglianza, le Procure Minori con organici irrisori, cosi anche gli archivi notarili, oggi a rischio chiusura.
Per poter far fronte a questa difficile situazione, purtroppo, la sola stabilizzazione degli oltre 11.000 precari non è sufficiente. È necessario programmare un piano assunzionale massivo, per poter evitare la chiusura di molti uffici.
In attesa di un sollecito riscontro, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.
La Coordinatrice nazionale FP Cgil Giustizia
Felicia Russo