Mercoledì scorso si è aperto il tavolo di contrattazione per il Contratto Integrativo 2025 relativo all’Area dei dirigenti, medici e professionisti. L’avvio del negoziato interviene ad anno ampiamente scaduto; per tale ragione l’Amministrazione ha ritenuto di presentare proposte di accordo che ricalcano pressoché integralmente i contratti sottoscritti nel 2024.
Si tratta di una scelta che, pur presentando una sua coerenza formale, evidenzia con chiarezza una criticità strutturale delle relazioni negoziali in INPS: il ritardo nella contrattazione compromette infatti la fisiologica aderenza degli accordi al presente e limita la possibilità di incidere in modo significativo, attraverso modifiche mirate, sulle prospettive future delle diverse professionalità che compongono l’Area.
La FP CGIL, che negli anni passati ha più volte contestato il metodo seguito nella gestione delle trattative, ha comunque manifestato la propria disponibilità a chiudere celermente il negoziato relativo al 2025, con l’obiettivo di intervenire in tempi utili sulla contrattazione del 2026 e introdurre quelle modifiche richieste da tempo dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’Istituto.
Dirigenti
Per quanto riguarda la dirigenza, abbiamo ribadito la criticità già più volte denunciata in materia di incarichi ad interim. Riteniamo non sia ancora stato superato un nodo concettuale fondamentale: l’attribuzione di un incarico ad interim dovrebbe configurarsi come una situazione eccezionale ed emergenziale, dunque circoscritta nel tempo.
Nella pratica, invece, l’interim viene utilizzato in modo sistemico, a fronte di una retribuzione limitata a un periodo semestrale. Tali incarichi devono essere “liberati”, ma in ogni caso vanno retribuiti per la durata effettiva, che comporta responsabilità e impegno anche molto gravosi (come, per fare solo un esempio, per chi dirige contemporaneamente due sedi) : è responsabilità dell’Amministrazione prevenire l’insorgere di situazioni strutturali di carenza organizzativa che finiscono per scaricare sui dirigenti ulteriori responsabilità senza adeguate garanzie.
Restano inoltre ferme le nostre critiche sulle risorse destinate al finanziamento della mobilità territoriale, che risultano ridotte a fronte delle difficoltà registrate nel riconoscimento dell’indennità di prima sistemazione.
Medici
Posta la differenza tabellare tra i medici INPS e i medici che operano per il Sistema Sanitario Nazionale, su cui abbiamo chiesto maggiore sensibilità da parte dei vertici dell’Istituto stante la sfida della disabilità imminente, e posta la necessità di indire quanto prima l’interpello per UOS, per quanto riguarda in generale la componente medica, la volontà di chiudere rapidamente l’intesa per il 2025 sarà accompagnata da una nostra specifica nota a verbale, nella quale preciseremo che tale disponibilità è strettamente collegata all’apertura, nel più breve tempo possibile, di tavoli tecnici dedicati ad alcune questioni centrali per la categoria:
1. definizione dell’attività intramoenia e della relativa indennità di esclusività;
2. adozione di un nuovo regolamento sulla libera professione medica e sulle attività extra-ufficio;
3. individuazione di forme di attività lavorative in plus orario, adeguatamente remunerate dall’Istituto.
Professionisti
Per quanto riguarda i professionisti, abbiamo rinnovato tutte le nostre osservazioni critiche sull’impianto del CCNI 2024. In particolare abbiamo evidenziato:
l’incompiuta formulazione dell’articolo 7 relativo alle maggiorazioni della retribuzione di risultato, che non garantisce adeguata trasparenza nell’affidamento degli incarichi che danno luogo alla maggiorazione;
l’ingiustificato aumento delle indennità di coordinamento per i coordinatori generali.
Con sorpresa abbiamo registrato la mancata unanimità tra le organizzazioni sindacali rispetto alla nostra proposta di un ulteriore incremento dell’indennità di funzione, alla luce delle responsabilità e degli oneri sempre crescenti che gravano sui professionisti dell’Istituto. Il tema sarà in ogni caso ripreso nella prossima trattativa per il 2026.
Confidiamo, come concordato con l’Amministrazione, in una rapida convocazione dei tavoli tecnici finalizzati a una revisione complessiva e definitiva delle indennità e delle maggiorazioni, da ancorare a condizioni oggettive di criticità lavorativa che richiedono maggiore impegno e responsabilità accresciute.
Tanto per i medici quanto per i professionisti, infine, è stata accolta la nostra proposta relativa alla commisurazione della percentuale di erogazione della retribuzione di risultato alla nuova scheda di valutazione della performance individuale. La stessa tiene conto del fatto che la scheda è stata introdotta soltanto nel 2025 e che l’intero processo di valutazione è stato avviato con un ritardo significativo (le valutazioni intermedie sono pervenute soltanto nel 2026).
Per tali ragioni, per l’anno 2025 è stata proposta la seguente articolazione:
100% della retribuzione di risultato per valutazioni comprese tra 90 e 100;
95% per valutazioni comprese tra 80 e 89;
90% per valutazioni comprese tra 70 e 79.
Abbiamo tuttavia espresso forti riserve sulla stessa scheda di valutazione, che lascia ampi margini a giudizi fortemente discrezionali da parte del valutatore.
FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Alessandro Casile
Giuseppe Cipriani
Francesco Reali