Non è mai piacevole essere soli a rappresentare una posizione, soprattutto quando con la serietà che ci contraddistingue dobbiamo evidenziare che questo o quell’altro accordo potrebbe non avere i risultati sperati nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo è tanto più quando altri avevano espresso delle perplessità circa la nostra capacità di saper fare i conti: ci saremmo voluti essere sbagliati, ma purtroppo li sappiamo fare e come. Per questo non ci stupisce quanto accaduto con i mancati rimborsi delle spese di trasporto, scolastiche e assistenza domiciliare, determinati a seguito dell’individuazione di valori soglia minimi e delle percentuali di riproporzione degli importi sulla base delle soglie ISEE troppo elevate.
Il meritorio tentativo di provare a mettere in atto una parziale redistribuzione delle risorse disponibili in ottica progressiva, insieme all’opportunità di garantire un importo minimo perché sia dato sufficiente ristoro per le spese così sostenute, mal si concilia con la necessità di dare risposte adeguate a tutto il personale, soprattutto in una fase in cui il potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici è stato falcidiato anche da un contratto collettivo nazionale sottoscritto da altre organizzazioni sindacali che ha tagliato i salari reali del 10%.
A chiusura finalmente definitiva della procedura, chiediamo chiarezza su quante domande sono state presentate, quanti sono stati esclusi dall’assegnazione del contributo, sulla distribuzione delle risorse a disposizione.
Anche per questo riteniamo necessaria una riapertura del tavolo e una revisione dei criteri concretamente applicati nell’attuazione del CCNI e della circolare di novembre, onde evitare che si verifichi nuovamente l’incertezza e la poca trasparenza che ha contraddistinto gli scorsi mesi, insieme all’insoddisfazione delle troppe richieste rimaste inevase.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL MEF
Andrea Russo