INL, FP CGIL – Riorganizzazione INL: le cose che non vanno

24 Marzo 2026

La riorganizzazione dell’INL muoverà nelle prossime settimane ulteriori passi. Per quanto ci riguarda, dopo aver letto la bozza di decreto direttoriale che dovrà essere emanata, evidenziamo alcune cose che non vanno bene, a nostro parere, e che chiediamo di cambiare decisamente:

La bozza prevede ben otto elevate professionalità presso la Direzione Generale e francamente ci sembra una enormità, considerando che la Direzione Generale, a seguito di questa riorganizzazione dispone di sei Direttori Centrali e di ventisette uffici, cui sono preposti ventisette dirigenti di seconda fascia. Con tutti questi dirigenti di prima e seconda fascia, cosa dovranno fare queste otto elevate professionalità è ancora un mistero e non viene precisato da nessuna parte. L’unica cosa non misteriosa è che ci saranno otto persone che vedranno migliorare il loro status a tempo indeterminato. Più volte abbiamo chiesto all’INL di chiarire cosa dovranno fare queste Elevate Professionalità e solo dopo avviare le procedure, invece qui sembra si voglia procedere al contrario: prima si stabilisce il numero delle Elevate Professionalità e dove dovranno essere collocate, solo dopo si deciderà cosa fargli fare. Proprio per questo le EP non sono state realizzate finora in INL e riteniamo sia il caso di continuare a lasciar perdere, senza prima una visione e un progetto.

Ulteriore criticità si è posta rispetto alle ottanta aree sempre in direzione generale. Anche in questo caso, se le aree dovessero corrispondere ad altrettanti incarichi di responsabilità (l’equivalente dei team sui territori, per intenderci) ci pare un numero a dir poco spropositato. Partiamo anche qui dai conti: in Direzione Generale ci sono circa 300 dipendenti. Ipotizzare 80 incarichi di responsabilità significherebbe avere un responsabile ogni 3-4 dipendenti, con ricadute negative sul FRD, ma anche e soprattutto con un modello organizzativo assolutamente elefantiaco inaccettabile, che alimenta la cesura e la distanza tra Direzione Generale a uffici del territorio. E’ certamente il caso di arrivare quantomeno a un dimezzamento (o anche più) di queste aree.

Ancora: troviamo veramente lunare che nella bozza di decreto si legga che le sedi degli ispettorati di area metropolitana dovranno sussidiare le Direzioni Interregionali, visto che queste ultime erano nate per sussidiare le sedi del territorio e che per questo erano state “promosse” a sedi dirigenziali di prima fascia. Questa disposizione ci pare, peraltro, in totale contrasto con quanto lo stesso Decreto Direttoriale n. 6/2026 prevedeva in questa nuova riorganizzazione, ribadendo che le DIL avrebbero dovuto sussidiare le sedi territoriali.

Insomma, ci sembra che in questa riorganizzazione si utilizzi a cuor leggero danaro pubblico senza considerarne le finalità e senza tener conto del fatto che gli organi di controllo potrebbero essere chiamati a controllare e intervenire.

Considerando che la riorganizzazione avrà impatto anche sulle Posizioni Organizzative, riteniamo utile e urgente una rotazione seria degli incarichi di responsabilità di ogni genere (PO, team, area, come anche quelli dirigenziali) che da troppi anni sembrano fissi, in spregio alle stesse regole che l’INL si è dato. Come FP CGIL da anni sosteniamo convintamente il principio della rotazione degli incarichi, come strumento di crescita professionale dei lavoratori, nonché di prevenzione della corruzione. A maggior ragione lo ripetiamo oggi e ci aspettiamo che l’INL ponga in essere questo principio senza “se” e senza “ma”, senza inventare deroghe per “salvare” qualcuno e prevedendo che questo principio riguardi chiunque ricopra un incarico di responsabilità a qualunque livello e dovunque (sia negli uffici periferici, che nelle DIL che nella Direzione Generale).

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

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