Negli ultimi cinque anni, il paradigma della disabilità in Italia è stato profondamente ridefinito, in linea con un modello fondato sull’autodeterminazione della persona e sul pieno riconoscimento dei diritti umani. Un cambiamento rilevante, che ha inciso anche sul mondo del lavoro e che si è ulteriormente intrecciato con la nuova consapevolezza del concetto di fragilità emersa durante la pandemia.
In questo scenario, l’INPS ha dimostrato capacità e attenzione alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, intervenendo in modo efficace a protezione dei più vulnerabili. Tuttavia, a questo impegno non è corrisposto, negli anni, un analogo avanzamento sul piano della piena esigibilità dei diritti lavorativi.
Come organizzazione sindacale, abbiamo più volte segnalato criticità persistenti nell’applicazione delle norme vigenti, senza registrare nel tempo risposte adeguate.
Tale situazione evidenzia un immobilismo che si è protratto a lungo, soprattutto alla luce dell’evoluzione normativa e culturale in materia di disabilità e inclusione.
In particolare:
Non è ancora stata definita una modalità strutturata per la richiesta di accomodamenti ragionevoli, né per le lavoratrici/i lavoratori con disabilità, né per i caregiver.
Non risulta chiaro se sia stato nominato il dirigente per l’accessibilità previsto dall’art. 3 del D. Lgs. 222/2023, figura centrale per garantire servizi accessibili e fondati sulla progettazione universale.
Nei bandi per Posizioni Organizzative e negli interpelli continua a non essere prevista la possibilità di richiedere accomodamenti ragionevoli o misure compensative.
Non sono state ancora pubblicate le modalità operative per la fruizione delle 10 ore di permesso aggiuntivo per visite ed esami previste dalla legge 106/2025 per lavoratrici e lavoratori in follow-up oncologico o affetti da patologie croniche e rare.
Non è disponibile la procedura per accedere allo specifico accomodamento ragionevole per le persone con patologie oncologiche, previsto dal Decreto Ministeriale n. 4/2026.
Non risulta al momento attivo il corso di formazione previsto dal PIAO 2025-2026, destinato a Datori di Lavoro e Disability Manager sulla gestione del personale con disabilità.
L’Amministrazione a nostro avviso ha tutto l’interesse e la capacità di compiere il salto necessario verso una piena cultura dei diritti.
L’immobilismo assunto negli ultimi anni ha esposto ed espone l’Istituto a rischi concreti: anche sul piano legale, con un possibile incremento del contenzioso, come già dimostrano recenti pronunce che hanno interessato altre grandi PA e realtà private.
Per queste ragioni, riteniamo siano maturi i tempi per passare da una gestione attendista a un’azione concreta, strutturata, coerente con il quadro normativo vigente, al fine di garantire pienamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità.
Le linee guida proposte sul lavoro a distanza, pur al netto di qualche aggiustamento, vanno nella giusta direzione: finalmente si vede uno spiraglio.
Confidiamo nella stessa sensibilità rispetto ai temi qui evidenziati e finora rimasti inevasi.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo