A seguito della seconda assemblea tematica con le iscritte e gli iscritti, stavolta sulle attività del Legale e Contenzioso, diverse sono le questioni e le proposte emerse.
Anzitutto, si parte dal mancato collegamento tra questo Processo e quello della Vigilanza, anzitutto sotto il profilo informatico. L’annosa assenza di un applicativo nel Processo Vigilanza, che trasfonda i dati dei verbali all’interno degli atti del Legale, rallenta di molto l’attività dei lavoratori di questo Processo, costretti a fare continuamente “copia e incolla” dai verbali ispettivi. Anzi, ora che i verbali ispettivi sono normalmente in formato pdf, questo rende paradossalmente più difficile perfino la banale operazione di “copia e incolla”… Insomma, INL non si smentisce mai ed è capace di complicare perfino operazioni che dovrebbero essere semplificate.
Sembrerebbe che quest’anno sarà finalmente messo in uso il nuovo applicativo per gli Uffici Legali. Anzitutto ci auguriamo che, prima di essere messo in uso, l’applicativo sia sperimentato in diversi uffici di varie dimensioni, così da poterne verificare appieno le capacità e le problematiche e che, in una piena e operativa logica di Processi Operativi, quindi trasversale e orizzontale, comunichi con gli altri Processi, ad esempio con quello della Vigilanza, così da riprendere i contenuti dei verbali ispettivi. Chiediamo, quindi, delle tempistiche certe per la sperimentazione e la messa in uso di questo applicativo entro l’anno, perché la situazione è diventata oltremodo intollerabile e insostenibile.
Altra questione di peso riguarda l’accesso alle banche dati: sembra incredibile, ma il personale addetto al legale e contezioso non ha accesso all’anagrafe unica nazionale gestita dal Ministero dell’Interno, fondamentale per poter effettuare correttamente le notifiche. Allo stesso modo, non ha contezza immediata dei pagamenti delle ordinanze, se non a distanza di alcuni mesi, con il rischio di notificare ordinanze nei confronti di aziende che hanno già pagato le sanzioni. L’alternativa, per
evitare figuracce, è di chiamare direttamente l’azienda o chi la segue a livello professionale per accertarsi che il pagamento con F23 sia avvenuto e farselo inviare.
Ancora: di recente si è posto un tema di rilievo rispetto al riaffidamento dei crediti non riscossi entro cinque anni. Per tali situazioni, l’INL ha stipulato una convenzione con l’Agenzia delle Entrate e della Riscossione (AdER) che, tuttavia, richiede – come condizione preliminare per poter agire – la presenza di nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore, oppure nuovi, circostanziati e significativi elementi reddituali o patrimoniali del debitore, comunicando all’AdER i beni del debitore da aggredire. Tutto bene? No, perché c’è un “piccolo” problemino: i dipendenti che dovranno occuparsi di questo recupero del credito non hanno accesso alle relative banche dati per fornire le informazioni all’AdER, con la conseguenza che la convenzione sottoscritta potrebbe restare lettera morta e il riaffidamento avverrà solo in casi rari, con il rischio altissimo che l’INL perda moltissimi crediti.
Chiediamo quindi, che il personale dell’Ufficio Legale e Contenzioso abbia accesso in tempi rapidi alle relative banche dati per poter svolgere appieno il proprio servizio e così completare il ciclo di attività portate avanti da altri processi operativi.
Segnaliamo che in alcuni uffici d’Italia sembrerebbe che la rappresentanza in giudizio sia ancora appannaggio di pochissimi funzionari e questo non va affatto bene, considerando che – com’è noto – alla partecipazione alle udienze si ricollegano elementi di salario accessorio e che a suo tempo furono date indicazioni diverse, anche su forte spinta sindacale e della FP CGIL in primis. Chiediamo, pertanto, una ricognizione per accertarsi che dappertutto vi sia il più ampio numero di funzionari del processo Legale che partecipa alle udienze.
Un tema specifico che merita di essere affrontato riguarda la situazione delle funzionarie e dei funzionari presso le unità di raccordo: si tratta di lavoratrici e lavoratori che furono inquadrati dall’Amministrazione come funzionari amministrativi-gestionali anziché come funzionari contenzioso e recupero crediti, come invece accade per i colleghi che svolgono sostanzialmente le
loro stesse funzioni presso le DIL. Nonostante questa “dimenticanza”, questi funzionari continuano a svolgere mansioni che apparterebbero ad una diversa famiglia professionale, come ad esempio l’istruttoria delle centinaia di ricorsi che poi dovranno essere trattati. Chiediamo all’INL di intervenire, inquadrando correttamente questi lavoratori nella famiglia professionale cui appartengono, anche con un provvedimento specifico per loro, senza dover aspettare procedure di cambi di famiglia, essendo questo un problema comune a tutte le unità di raccordo d’Italia.
Infine, ultima questione riguarda due aspetti di carattere economico: bisognerebbe riconoscere una specifica indennità per il personale addetto alla rappresentanza in giudizio, considerando che è quello più direttamente impegnato nel far vincere le cause intentate contro i verbali ispettivi. Questo è uno dei tasselli per la creazione di un sistema indennitario in INL, che remuneri adeguatamente coloro che si assumono responsabilità o svolgono incarichi particolarmente impegnativi. Ulteriore riflessione riguarda il fondo di spese di lite vinte: posto che gli obiettivi realizzati sono portati avanti da tutte le colleghe e tutti i colleghi del Processo, occorrerebbe estendere una parte del fondo anche a loro, anzitutto ampliando l’entità del Fondo di spese di lite, considerando l’ammontare delle risorse introitate dagli Uffici legali.
Coordinatore nazionale FP CGIL – INL
Matteo Ariano