Martedì 24 marzo si è tenuta l’assemblea dei dirigenti del Ministero della Giustizia appartenenti al DOG.
Nel corso della riunione partecipata sono intervenuti molti dirigenti che si sono concentrati sui problemi strutturali che affliggono da tempo il Ministero, chiari ed evidenti a tutto il personale che vi lavora e che li vive ogni giorno in prima persona. A poche ore dalla conclusione delle votazioni per il Referendum costituzionale sulla Giustizia che ha visto una grande partecipazione popolare e la netta bocciatura della modifica costituzionale che avrebbe determinato il rischio di un’alterazione profonda dell’equilibrio dei poteri, sono stati evidenziati i tanti problemi che c’erano prima e continuano all’indomani del voto.
Il dibattito referendario ha consentito di aprire una discussione sui veri problemi della giustizia che richiedono risposte immediate ed urgenti per assicurare ai cittadini il servizio pubblico che si meritano che, come Fp Cgil, continuiamo a rappresentare nella ferma convinzione che sia necessaria una vera riforma della giustizia che affronti le maggiori criticità.
A partire dalla grave carenza di organico che, diffusa su tutti gli uffici, colpisce anche il comparto dei dirigenti. Queste carenze trovano oggi un inefficace e improprio palliativo nell’ampia diffusione di magistrati alla guida degli uffici giudiziari, con i conseguenti disagi causati dalla doppia dirigenza. Il blocco del turnover ha lasciato scoperte molte sedi e l’amministrazione non ha ancora fatto abbastanza per coprirle. Come Fp Cgil da anni chiediamo l’assunzione di dirigenti per far fronte a questa grave scopertura e anomalia: riteniamo necessario non sottrarre tempo e risorse alla magistratura per occuparsi di svolgere anche il ruolo del dirigente amministrativo, funzioni che devono essere svolte da personale che ha competenze specifiche e professionalità da mettere al servizio dell’amministrazione.
Oggi ci troviamo di fronte ad un’organizzazione disarticolata, che limita l’azione di dirigenti formati e preparati professionalmente nell’esercizio del ruolo e soprattutto nell’azione di efficientamento dell’amministrazione della giustizia. Un ordinamento professionale del personale vetusto e inadeguato, che non consente l’agibilità organizzativa necessaria ad una amministrazione moderna ed efficiente.
Separazione delle funzioni tra amministrative e proprie dell’ordinamento giudiziario, garanzia della mobilità sul territorio, prospettive di carriera, valorizzazione delle competenze, strumenti informatici più moderni, digitalizzazione di archivi che sommergono gli uffici con il personale che continua ad essere sotto una muraglia di carta e inchiostro, e un sistema di misurazione e valutazione della performance in linea con le altre amministrazioni del comparto delle funzioni centrali per i dirigenti ed per il personale amministrativo.
Queste sono le richieste e le priorità che i dirigenti del Ministero chiedono per il miglioramento del servizio pubblico, le vere premesse necessarie per ammodernare il sistema giustizia nel nostro Paese.
Come Fp Cgil siamo pronti a discutere e a presentare le nostre proposte ad una amministrazione che, speriamo, sia finalmente pronta a valorizzare i suoi dirigenti, adeguandosi a tutte le altre amministrazioni in cui il dirigente non è una stampella o un figurante, ma il vero agente e promotore del cambiamento.
Coordinatrice FP CGIL Giustizia Coordinatore FP CGIL Area Dirigenza FF.CC.
Felicia Russo Alessandro Casile