Difesa – Osservazioni e contestazioni su sintesi incontro del 26 marzo 2026 – Avvio contrattazione FRD 2026

31 Marzo 2026

Alla Direttrice Generale Persociv

Dott.ssa Maria De Paolis

Alla Delegazione Trattante di Persociv

Oggetto: Osservazioni e contestazioni su sintesi incontro del 26 marzo 2026 – Avvio contrattazione FRD 2026

In riferimento alla sintesi dell’incontro del 26 marzo 2026 relativa all’avvio della contrattazione per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate 2026, riteniamo necessario formulare alcune osservazioni e contestazioni nel merito delle scelte rappresentate dall’Amministrazione.

Dalla lettura del documento emerge con chiarezza una impostazione improntata alla sostanziale continuità con l’anno precedente, che non tiene adeguatamente conto delle criticità più volte segnalate dalle lavoratrici e dai lavoratori, né delle richieste avanzate in sede sindacale, tra cui quelle da noi esplicitate in tutte le sedi.

In particolare, non possiamo condividere la scelta di mantenere invariata la struttura complessiva di distribuzione del FRD, senza intervenire in maniera significativa sulle indennità legate alle condizioni di lavoro reali, quali missioni, imbarchi, attività tecnico-operative e situazioni di disagio e rischio. Come già evidenziato, è necessario superare un’impostazione che continua a riconoscere tali istituti in modo limitato e non aderente alle effettive attività svolte dal personale, escludendo di fatto una platea ampia di lavoratori che contribuiscono concretamente alle missioni e alle attività operative.

Risulta inoltre particolarmente critica la decisione di ridurre le risorse destinate a PPL, turni e reperibilità, giustificata esclusivamente sulla base dello “spesato” degli anni precedenti. Tale approccio non considera che il sotto-utilizzo delle risorse è spesso conseguenza diretta delle gravi carenze di organico e delle difficoltà organizzative, più volte denunciate, e non può quindi essere assunto come parametro per comprimere ulteriormente istituti già penalizzati.

Allo stesso modo, non appare condivisibile il mancato incremento delle risorse destinate alle posizioni organizzative, a fronte dell’aumento del numero dei funzionari, con il risultato concreto di una riduzione dei compensi individuali. Una scelta che rischia di indebolire ulteriormente la valorizzazione delle professionalità.

Particolarmente grave e del tutto inaccettabile risulta la scelta operata sulle progressioni economiche orizzontali (PEO). Nella sintesi viene indicata una disponibilità di circa 4.900 passaggi, a fronte dei 6.653 sviluppi economici definiti e contrattati nel 2024 anche con FP CGIL. Non siamo di fronte a un semplice aggiustamento tecnico, ma a un vero e proprio arretramento politico, che colpisce direttamente le legittime aspettative di migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Ancora più grave è il fatto che tale riduzione non trova alcuna giustificazione sul piano economico. I dati forniti dalla stessa Amministrazione parlano chiaro: circa 9,4 milioni di euro per 4.901 PEO, pari a un costo medio di circa 1.920 euro per progressione. Ripristinare il livello del 2024 comporterebbe un fabbisogno aggiuntivo di appena 3,3–3,4 milioni di euro, una cifra assolutamente sostenibile all’interno di un Fondo che supera gli 87 milioni di euro e che presenta già margini ed economie su altre voci, che anche laddove le risorse fossero insufficienti questo è il motivo per cui abbiamo evidenziato anche alla parte politica la necessità di stanziare ulteriori risorse stabili che possano incrementare il fondo risorse decentrate per il personale civile della difesa

Di fronte a questi numeri, appare evidente che la scelta di ridurre drasticamente le PEO non è dettata da vincoli oggettivi, ma da una precisa volontà di ridimensionare gli strumenti di valorizzazione del personale, scaricando ancora una volta sui lavoratori il peso delle scelte dell’Amministrazione.

È una decisione che non solo disattende quanto già contrattato, ma che mina la credibilità del confronto sindacale e rischia di generare un forte clima di sfiducia tra il personale. Per queste ragioni, riteniamo questa impostazione inaccettabile e non condivisibile, e chiediamo con forza il ripristino di un numero di progressioni coerente con quanto già definito nel 2024.

Permangono inoltre forti perplessità rispetto alla gestione complessiva delle risorse accessorie, che continua a essere condizionata da tetti e vincoli non più sostenibili, senza alcun segnale concreto di inversione di tendenza, come invece richiesto dalle organizzazioni sindacali.

Rileviamo, inoltre, come nella sintesi non trovi adeguato spazio una serie di questioni centrali più volte sollevate, tra cui le criticità legate alla mobilità e al reclutamento del personale civile, le problematiche connesse al sistema dei concorsi e delle graduatorie, la gestione dell’assegno riassorbibile per il personale ex militare, ancora irrisolta, le difficoltà operative derivanti da sistemi gestionali come GestPers, e più in generale la necessità di affrontare il tema delle condizioni di lavoro del personale non smartabile, anche attraverso misure compensative concrete.

Continuiamo inoltre a ritenere inaccettabile la mancata attenzione al tema delle indennità specifiche della Difesa, che devono essere riconosciute a tutto il personale coinvolto nelle attività tecniche, operative e di supporto, superando logiche restrittive e parziali.

Infine, non possiamo non evidenziare come l’impostazione generale emersa confermi un approccio che rischia di non contrastare adeguatamente i fenomeni di desertificazione del personale, aggravati da carenze di organico, pensionamenti e mancata valorizzazione economica e professionale.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo necessario un ripensamento complessivo della proposta di distribuzione del FRD 2026, con particolare riferimento al ripristino di un numero adeguato di progressioni economiche orizzontali, coerente con quanto già contrattato e con le legittime aspettative del personale.

Restiamo in attesa di un riscontro e di un confronto che consenta di entrare nel merito delle questioni evidenziate, con l’obiettivo di giungere a soluzioni più eque e coerenti con le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori.

Coordinatore Nazionale Ministero Difesa

FPCGIL
Marco Campochiaro

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