INPS – Lavoro a distanza: cambiamo marcia

31 Marzo 2026

Nel corso della riunione odierna con l’Amministrazione, sono state presentate le linee guida aggiornate sul lavoro a distanza, con ulteriori elementi di avanzamento rispetto al primo incontro.

Registriamo positivamente come la controparte abbia recepito le osservazioni avanzate dalla FP CGIL, in particolare in relazione all’art. 4, comma 6, intervenendo sul testo in senso migliorativo.

Sul tema dello SPID, e del suo utilizzo per l’accesso al lavoro da remoto, evidenziamo come sia stato assunto l’impegno a un supplemento di verifica, finalizzato a individuare un equilibrio tra il fondamentale diritto alla riservatezza del personale e le esigenze connesse al profilo professionale e alla sicurezza delle procedure operative. Seguiremo ogni sviluppo, essendo gli unici che al tavolo hanno posto l’attenzione sul tema.

Ulteriori elementi qualificanti introdotti nelle linee guida – e da noi rivendicati con forza – sono:

  • il riconoscimento esplicito del lavoro a distanza come strumento organizzativo strutturale e leva di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro;

  • l’obiettivo dichiarato di consentire, al personale che si trovi in particolari condizioni, la fruizione del maggior numero possibile di giornate in modalità di lavoro a distanza.

In coerenza con tali principi, sono stati presentati due accordi specifici – uno relativo al comparto e uno all’Area – che ricalcano quanto già illustrato nella riunione del 18 marzo. Il passo in avanti è netto e conferma le valutazioni già espresse dalla nostra organizzazione.

Abbiamo pertanto sollecitato una rapida adozione dei testi, alla luce dell’evidente ampliamento delle tutele.

Per parte nostra, salvaguardando i testi negoziali, abbiamo evidenziato l’opportunità di richiamare nelle linee guida anche le recenti indicazioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, che sottolineano il valore dello smart working in termini di riduzione della domanda di carburante per gli spostamenti casa-lavoro. Un elemento che si inserisce in una più ampia strategia di contrasto al caro-vita, aggravato dall’instabilità internazionale e dalle gravi tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente.

Permane tuttavia una criticità: l’Amministrazione non intende adottare un provvedimento formale di diniego del lavoro a distanza in caso di richiesta respinta. Il responsabile è infatti tenuto a comunicare le motivazioni alla lavoratrice o al lavoratore interessato, ma senza fornire un riscontro documentale, formalizzato e quindi impugnabile. Si tratta di un punto di caduta rispetto al quale continueremo a esercitare la necessaria pressione.

Nel rinnovare l’invito a evitare questa stortura, la FP CGIL continuerà a monitorare con attenzione i diritti connessi al lavoro a distanza, mantenendo al centro la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, la trasparenza delle procedure e il miglioramento delle condizioni per tutto il personale.

FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo
Alessandro Casile
Giuseppe Cipriani
Francesco Reali

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