Giustizia Amministrativa – Riflessione sulla stabilizzazione del personale PNRR

10 Aprile 2026

La scrivente Organizzazione Sindacale, a seguito dell’evolversi della vicenda riguardante la stabilizzazione del personale PNRR, sente il dovere di intervenire con chiarezza su vari aspetti.

  1. L’impegno sindacale e il limite della volontà politica

Come FP CGIL, abbiamo investito ogni risorsa possibile per garantire che nessuno dei 159 colleghi venisse lasciato indietro. Abbiamo elaborato note e richiesto incontri, indetto assemblee territoriali, partecipato a ogni tavolo di confronto e proposto emendamenti volti a una stabilizzazione totale.

Noi abbiamo costruito il percorso: spetta alle istituzioni percorrerlo. La sicurezza di un posto di lavoro, la certezza di un reddito per le proprie famiglie e il futuro dei propri figli dipendono dalla volontà dell’Amministrazione. È l’Amministrazione che deve presentare, o far presentare dai propri rappresentanti, gli atti necessari a superare i limiti attuali.

  1. Il paradosso dell’innovazione e il caso degli Informatici

È incomprensibile che, in un’Amministrazione che si fregia di essere un polo d’innovazione, che sperimenta l’Intelligenza Artificiale e progetta per conto di terzi, si decida di stabilizzare solo 10 informatici su 37, senza prevedere ampliamenti.

Rinunciare a queste competenze non è solo un atto di mancata lungimiranza, ma rappresenta un vero e proprio spreco di investimento pubblico. Avete investito tempo e risorse per formare questi professionisti: lasciarli andare oggi significa impoverire tecnicamente l’ente proprio nel momento di massima spinta digitale.

  1. La responsabilità dell’Amministrazione come “Istruttore”

C’è un obiettivo minimo che non può essere mancato: il riconoscimento dell’idoneità per tutti i partecipanti al bando. Precludere questa possibilità equivarrebbe ad ammettere che l’Amministrazione, nel suo ruolo di “istruttore” svolto in questi quattro anni, non è stata in grado di formare i propri collaboratori. Poiché sappiamo che non è così — e che il valore di questi lavoratori è tangibile nei risultati raggiunti — negare l’idoneità sarebbe una sconfitta per l’istituzione stessa, prima ancora che per i lavoratori.

  1. Un invito alla coesione

Nonostante non abbiamo trovato sempre l’unità dei lavoratori che avevamo auspicato e nonostante la stessa Amministrazione si sia dimostrata sorda alle nostre richieste, noi non smetteremo di lottare, ma sia chiaro: la palla è nel campo dell’Amministrazione e del Governo. Noi continueremo a pretendere che chi ha riposto in questo lavoro speranze e aspettative riceva la tutela che merita. Non si tratta di fare “pubblicità” al nostro impegno, ma di riconoscere la realtà dei fatti: noi abbiamo costruito il ponte, ora l’Amministrazione deve decidere di percorrerlo.

Coordinatrice nazionale FP CGIL Giustizia

Amministrativa

FP CGIL Nazionale

Maria Paola Lo Monaco

Matteo Ariano

 

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