Nel pomeriggio di ieri (22/04) si è tenuta una riunione con l’Amministrazione per affrontare la problematica legata alla mancata partecipazione di compagnie assicurative alla gara per il rinnovo della polizza sanitaria gestita da ASDEP a causa della bassa offerta economica.
In considerazione di ciò, l’Amministrazione, dopo le interlocuzioni avute con il Presidente di Asdep, ha proposto a tutte le organizzazioni sindacali la necessità di aumentare la quota pro-capite a carico del fondo per i Benefici Assistenziali di circa 50 euro: portando un aumento complessivo della voce destinata alla polizza sanitaria di circa 400 mila euro.
Ora, considerato l’impatto economico che una simile proposta comporterebbe all’interno dell’impianto degli attuali benefici assistenziali, come, a mero titolo esemplificativo, il totale azzeramento del contributo protesico, abbiamo convenuto con l’Amministrazione di provare ad intervenire normativamente sul DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 ottobre 1979, n. 509, utilizzando il primo veicolo normativo disponibile – il cd. decreto primo maggio.
Tale proposta di modifica mira ad aggiornare la disciplina inerente i Benefici di natura assistenziale e sociale adeguandone l’onere complessivo annuo a carico degli enti previdenziali (da 1 per cento a 1,5 per cento) a quello che è il mutato andamento socioeconomico che sta investendo le lavoratrici e i lavoratori a causa della perdurante crisi energetica.
Per noi è apparso immediatamente necessario cercare, come fatto in passato con risultati impensabili (v. progressioni verticali in deroga), di agire politicamente per cercare di difendere i diritti e le “tasche” delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo è quello che un Sindacato deve sempre fare. …!!! Ma ricordiamoci che non tutti possono rivendicare quel risultato…!!
Una posizione, quella da noi assunta, che è stata prontamente fatta propria dalla stessa Amministrazione, prevedendo l’inserimento della proposta all’interno di un pacchetto di norme da presentare in sede di approvazione del richiamato decreto che dopo la pubblicazione in GU si avvierà l’iter di conversione che presenterà, laddove necessario, ulteriori spazi di modifica (con buona pace di chi millanta la data del 1° maggio come deadline).
Al termine della riunione, in coerenza con la proposta avanzata, abbiamo chiesto un incontro urgente agli Organi dell’Istituto per prendere visione di tutti gli interventi normativi predisposti – che sembrerebbero interessare anche i fondi per il trattamento accessorio del personale – e condividere iniziative congiunte di sostegno politico, coinvolgendo anche gli altri enti previdenziali coinvolti dalla medesima problematica.
Per noi, questa è la modalità giusta e corretta per svolgere appieno il ruolo di rappresentati delle lavoratrici e dei lavoratori. Saltare direttamente ai “piani B”, senza esercitare la propria funzione – cosa che sarebbe accaduta direttamente ieri se non ci fosse stata la proposta normativa – significa solamente scaricare sugli altri i propri limiti.
E non si tratta di meline o di “palla in tribuna” o di altre tattiche calcistiche anni ’80, ma di svolgere il ruolo e il mandato che i lavoratori ci hanno dato. È nostra responsabilità provarci e solo dopo aver provato tutte le possibili strade saremo in grado di dire quali soluzioni adottare.
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FP CGIL |
UIL FP |
UIL RUA |
USB PI |
ANMI |
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A. Mercanti |
G. Paglia |
M. Di Luigi |
D. Mencarelli |
G. Norcia |