P.a.: Fp Cgil, “rischio paralisi amministrativa per sistema enti locali”

23 Aprile 2026

“Quadruplica il divario delle retribuzioni medie con amministrazioni dello Stato. Servono risorse per ridurre gap salariale e migliorare attrattività, tasso dimissioni è elevatissimo”

“Il sistema dei Comuni italiani è travolto da una crisi strutturale che mina la capacità dello Stato di essere presente nei territori e di garantire servizi essenziali ai cittadini, conseguenza diretta di anni di politiche di austerità che hanno colpito duramente gli enti locali: blocchi del turnover, tetti alla spesa del personale, tagli ai trasferimenti, vincoli alle assunzioni sempre più cervellotici. Come Fp Cgil denunciamo da anni questa crisi sempre più drammatica, fotografata altresì dal Rapporto IFEL 2026 sul personale dei Comuni italiani. Bisogna agire subito altrimenti il collasso del sistema sarà inevitabile”.
Lo scrive in una nota la segretaria nazionale di Funzione pubblica Cgil, Tatiana Cazzaniga.
“In quasi vent’anni il personale comunale si è ridotto di oltre il 28%, l’età media è di 51 anni e resta ancora alta, decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno abbandonato volontariamente il comparto, 82.000 solo tra il 2017 e il 2024, e i Comuni, specie quelli più piccoli, faticano sempre di più ad attrarre e trattenere professionalità adeguate. Inoltre – osserva – dal 2016 al 2023 il divario delle retribuzioni medie con il comparto Funzioni centrali è quadruplicato: ad esempio per il personale non dirigenziale si passa, per i Ministeri, dal 4,14% del 2016 che diventa l’8,21% nel 2020 per raggiungere nel 2023 il 16,89% mentre se prendiamo in considerazione le Agenzie fiscali si passa da un differenziale del 15,39% del 2016 al 44,61% del 2023”.
“E’ un comparto, quello degli enti locali, che paga retribuzioni sistematicamente più basse rispetto a tutti gli altri comparti del pubblico impiego, perdendo personale formato a vantaggio di altre amministrazioni più attrattive. Particolarmente allarmante è la situazione nei piccoli comuni, dove quasi un dipendente su tre lavora ormai part-time, dove oltre un terzo degli enti ha al massimo cinque dipendenti e dove il rischio di paralisi amministrativa non è più uno scenario futuro ma una realtà quotidiana. È in questi territori, spesso già fragili sul piano economico e demografico, che i tagli hanno fatto più male e che il divario con il resto del Paese rischia di diventare incolmabile. Riteniamo, quindi, che non siano più sufficienti interventi parziali o provvedimenti tampone. Servono scelte coraggiose e risorse adeguate”, prosegue Cazzaniga.
“Come Fp Cgil proponiamo di superare i tetti alla spesa del personale, a partire dal tetto al salario accessorio. Il vincolo al fondo per il salario accessorio è, oggi, uno dei principali ostacoli alla valorizzazione del lavoro nei comuni. Il superamento di questo tetto non è una concessione: è una condizione minima di equità contrattuale. Poi, occorre riformare il meccanismo di calcolo delle capacità assunzionali previsto dall’art. 33 del DL 34/2019. L’attuale sistema di calcolo della sostenibilità della spesa per il personale, se non verrà profondamente rivisto, produrrà nei prossimi anni un effetto paradossale: proprio quando i rinnovi contrattuali, peraltro doverosi e attesi, porteranno a un aumento della massa salariale, molti Comuni si troveranno automaticamente a dover ridurre le assunzioni per rientrare nei parametri previsti dalla norma. È inaccettabile – denuncia la segretaria nazionale Fp Cgil – che il costo dei rinnovi contrattuali venga scaricato sulla capacità di assumere personale. Questo meccanismo va riformato, o almeno è fondamentale che gli effetti economici dei rinnovi contrattuali vengano esclusi dal computo delle soglie di spesa, per garantire stabilmente spazi assunzionali adeguati ai fabbisogni reali degli enti. Inoltre, bisogna mettere fine ai tagli ai bilanci dei comuni. Non è possibile chiedere di assumere, formare e trattenere personale qualificato se contemporaneamente si continuano a comprimere le risorse di parte corrente. Infine, è necessario aumentare ben oltre i 100 milioni di euro il fondo perequativo istituito dall’ultima legge di bilancio. Un fondo dedicato a sostenere la spesa per il personale degli enti locali è un passo nella giusta direzione, che la Fp Cgil ha sostenuto, ma le risorse stanziate sono del tutto insufficienti”.
“I Comuni sono il luogo in cui la Repubblica incontra concretamente i suoi cittadini. Senza personale adeguato, qualificato e motivato, non ci sono servizi, non c’è PNRR che tenga, non c’è coesione territoriale. E’ con questa consapevolezza che affronteremo il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027 la cui prima convocazione è ormai imminente”, conclude Cazzaniga.
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