Si è svolto il nuovo incontro con l’Amministrazione sul tema della mobilità interna, a seguito del confronto già avviato sulla bozza di accordo nazionale.
La FP CGIL ha preso atto che alcune delle osservazioni avanzate dalle organizzazioni sono state recepite. In particolare, registriamo positivamente l’apertura sul riconoscimento delle condizioni riconducibili ai nuclei monoparentali e l’attenzione posta al tema della disabilità, anche alla luce delle modifiche normative intervenute e segnalate dalla nostra organizzazione.
Si tratta di aspetti non formali, ma sostanziali: incidono direttamente sulla vita delle persone, sulla possibilità di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, sulla tutela delle situazioni familiari più fragili e sulla necessità di applicare in modo coerente il nuovo quadro normativo in materia di disabilità.
Ribadiamo quanto già affermato in precedenza: il ritorno alle cinque sedi nella facoltà di selezione, sicuramente positivo, non deve distrarre. Lo scopo di questo percorso deve essere, per forza di cose, avvicinare le persone ai propri luoghi di vita, non produrre nuove incertezze o penalizzare colleghi già sottoposti a lunghi spostamenti quotidiani.
Per il futuro, anche al fine di risanare lo strappo vissuto lo scorso anno, è stato statuito che tutte le procedure di reclutamento del personale — siano esse derivanti da concorsi pubblici o da mobilità interenti — concorreranno all’individuazione del numero dei posti che saranno messi a disposizione del personale interessato a eventuale trasferimento. Si tratta di un elemento di garanzia che punta a rendere più coerente e trasparente il rapporto tra reclutamento, fabbisogni territoriali e mobilità interna.
Come anticipato, l’Amministrazione ha anche indicato una tempistica certa per l’attivazione delle procedure di mobilità: entro un mese dall’accordo odierno sarà avviata la mobilità regionale; entro due mesi dalla conclusione di questa prima fase dovrà essere attivata la mobilità nazionale. Una scansione definita per dare certezze al personale interessato. Le graduatorie avranno una validità di due anni.
L’impianto, ricalcando il vecchio accordo, rispondeva e risponde nella forma alle esigenze che avevamo indicato. Detto ciò, senza un quadro trasparente dei fabbisogni (con le carenze d’organico indicate sede per sede, agenzia per agenzia), il rischio è quello di continuare a gestire la mobilità come fatto episodico, anziché come strumento di programmazione, tutela del personale e funzionalità dei servizi.
Attendiamo adesso che l’Amministrazione offra una dettagliata ricognizione delle carenze attuali e programmate, per dare una risposta ai dipendenti: quelli coinvolti dalla procedura e quelli che resteranno nei territori, chiamati a garantire la continuità nell’erogazione dei servizi.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo